In Serie: After Life

di Francesca Ottobre

Francesca Ottobre, blogger di "Gli Amabili Libri". Francesca piedi per terra e testa tra le nuvole. Ho un'insana dipendenza da storie e mi prendo cura dei miei amabili libri tra blog e social network.
Francesca Ottobre, blogger di “Gli Amabili Libri”.
Francesca piedi per terra e testa tra le nuvole. Ho un’insana dipendenza da storie e mi prendo cura dei miei amabili libri tra blog e social network.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando siamo giù di morale i modi di reagire sono due: distrarsi a più non posso o finire di deprimersi. Nella settimana di quarantena in cui il mio umore era sotto ai piedi mi sono data il colpo di grazia decidendo di vedere After Life (due stagioni da sei episodi ciascuno disponibili su Netflix).

After-Life

Della serie ideata e diretta da Ricky Gervais ne avevo sentito parlare, ma non mi ero mai presa la briga di iniziarla sul serio, complice una trama non troppo leggera. (altro…)

BreveMente: L’istituto

di Rocco

Rocco

 

 

 

 

 

L'istituto - Stephen KingL’istituto – Stephen King

Ingredienti: 10 cc di telecinesi; un quarto di telepatia; un pizzico di preveggenza; una manciata di ragazzini impauriti rinchiusi in un ‘Istituto’ (dove se non nel Maine?);  un bel po’ di cattivi di varia natura. Serve però un talento enorme per sfornare un gran libro: il talento del Re!

**** (4 stelle)

I Tre Colori di Il cassetto dei calzini spaiati

Veronica Giuffrè, blogger di Il cassetto dei calzini spaiati
Veronica Giuffrè, blogger di Il cassetto dei calzini spaiati

I Tre Colori di Veronica Giuffré @icalzinispaiati

Ci penso da che ne ho memoria, ma non ho ancora deciso quale sia il mio colore preferito.

Neanche da bambina – e l’infanzia, si sa, è il regno delle certezze – riuscivo a scegliere: il lunedì mi piaceva il rosso, il martedì il verde, il mercoledì il blu… forse solo il giallo e il viola non mi hanno mai fatto una gran simpatia.

Sarà perché i colori sono belli perché esistono tutti e – come Inside Out insegna – ciascuno di noi ha dentro di sé tutti quelli che può. Ma in qualche modo mi sono dovuta sforzare per arrivare a questa triade, e così ho lasciato che fossero i libri a scegliere per me. (altro…)

Nello Zaino di Antonello: Ma le librerie?

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo"
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

Ma le librerie? Nessuno ne parla più!

Zaino 12 maggio

La settimana appena trascorsa ai Diari di Parma è stata quella della Grande Riapertura dopo due mesi di chiusura. Adesso, più che mai, diventa necessario che tutti, e concretamente, facciano in modo che le proprie librerie di riferimento non chiudano. A Parma i Diari, da anni, si sono imposti come una Libreria di progetto e un vero laboratorio culturale permanente, e l’Italia è piena di belle realtà, attivissime come la nostra! Ora è importante non lasciarle sole quelle librerie. Noi speriamo che vengano prese decisioni importanti dai governanti e dagli assessorati alla cultura, ma speriamo soprattutto di essere contattati a distanza da tanti lettori forti. Come Diari speriamo che nei prossimi mesi ci vengano fatti tanti ordini attraverso il nostro sistema di #AmazonSaiz, perché adesso è quello la nostra ragione di esistenza. Anche solo l’acquisto di un librino può diventare un segnale significativo importante! Adesso è veramente importante! (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Configurazione Tundra”

Dieci Buoni Motivi

di Elena Giorgiana Mirabelli

per NON leggere “Configurazione Tundra”

Elena-Giorgiana-Mirabelli-Configurazione-tundra

1) Se ami le storie con trame precise e conflitti e misteri da risolvere, non è il libro giusto.

2) Se ami le storie piene di passione e con una protagonista piena di passione, che fa cose spinta dalla passione, non è il libro giusto.

3) Se ami le scritture capaci di emozionare perché parlano alla parte migliore di te, non è il libro giusto.

4) Se ami il realismo, non è proprio il libro giusto.

5) I protagonisti sono tutti incastrati in ruoli e vivono in una città glaciale. Sembra forse una grande periferia? Probabilmente hai ragione.

6) Ci sono delle scene erotiche, ma sono algide. È sempre tutto freddo, non c’è carne.

7) Ci sono note e lunghe citazioni dei testi di uno dei personaggi più importanti. Le citazioni potrebbero bloccare il flusso della storia. O forse no.

8) È un libro di genere, ma non del tutto. Se non ami le distopie, potrebbe non piacerti. Se le ami potrebbe non piacerti.

9) Se hai delle precise prese di posizione sul desiderio e l’eros, credo tu non debba leggerlo.

10) È un esordio. E se poi ti penti?

Federica consiglia: Glossa

di Federica Pergola

Federica

 

 

 

Glossa

Glossa

Al centro di una città ricca di colori, rumori, luci ed odori, Leto cammina, distratto, e quando per caso incontra il Matematico decidono di fare un pezzo di strada insieme.

Leto, che fa il contabile, e il Matematico, che è appena tornato da un viaggio di studio in Europa, si trovano lungo Calle San Martin, dove i due marciapiedi paralleli sono pieni di negozi di dischi, di scarpe, di abbigliamento, di pasticcerie, di librerie, di gioiellerie, di chiese, di gallerie e rivendite di sigari, verso il centro vitale e rumoroso, insomma. (altro…)

Adriana consiglia: Elizabeth Strout e Miriam Toews

di Adriana

“…, with all my best whishes, always.”

Consiglio Adriana

Care Amiche,

vi restituisco virtualmente due dei libri che la scorta-Comodine mi ha generosamente offerto in questo periodo, e che libri! Due perle! Stamattina ho terminato il mio primo incontro con Elizabeth Strout e il suo “I ragazzi Burgess” (traduzione di Silvia Castoldi, Fazi), dopo aver lasciato “I miei piccoli dispiaceri” di Miriam Towes (traduzione di Maurizia Balmelli, Marcos y Marcos). Ero sicura che avrei letto due opere di mio gradimento, poiché le loro fonti hanno imparato a conoscere i miei gusti letterari, ma non sapevo molto di più. Durante la lettura mi fu detto che, forse, non sarebbe stato il caso di leggere “I miei piccoli dispiaceri” in questa fase, ma, probabilmente, era arrivato il suo momento. E poi mi attraeva quella bellissima copertina, bellissima al tatto, di un colore anticato, con quegli uccellini colorati sui righi di un pentagramma. Noto, ora, altri uccelli in lontananza. Sono neri e si avvicinano, non vanno via. Che strano! O forse no.

Così cominciai a leggere e mi imbatto in una delle più belle dichiarazioni d’amore tra sorelle. Sono pugnalate continue, eppure non riesco a fermarmi. E la tristezza del vivere mi entra dentro, e mi fa rabbia, e vorrei aiutare Elf, la vorrei scuotere, ma non so come, potrebbe rompersi quel pianoforte di vetro che sente di avere sotto la parte destra del suo stomaco, e lei è terrorizzata a quest’idea.

Come con Yoli, la Svitata, siamo “due nemiche che si amano”.

Tante le tematiche attraversate, non senza una vena di umorismo. Straziante, ma anche un grande inno alla vita. Davvero un romanzo strepitoso.

Dopo tanto coinvolgimento emotivo avevo la necessità di sciogliere la tensione accumulata e il mio occhio cadde su un’autrice più che su un titolo: Elizabeth Strout. Il rimando a Kent Haruhf fatto in uno dei nostri incontri mi diceva che avevo bisogno di quella donna.

“Che cosa posso fare per te?”

“Raccontami una storia”.

Ed Elizabeth Strout mi parla dei fratelli Burgess, dei loro drammi, del Maine, di New York, dei “Somalesi” no si dice “Somali”, di un figlio adolescente, di una vita che è diventata la tua perché qualcuno ha deciso che non sarebbe stata la sua, della paura.

Mai mi è capitato di vivere una caratterizzazione psicologica dei personaggi con tanta intensità, eppure stranamente con tanta leggerezza. Mai ho conosciuto un personaggio che dicesse così tante volte “Andrà tutto bene”. Oltre quattrocento pagine che sono andate via velocemente e non volevi arrivare alla fine. Ho amato Bob fin dall’inizio, mi sono sentita vicina a Susan, ho abbracciato Jim.

E per concludere queste mie esperienze voglio riportarvi un’altra bellissima scoperta fatta mentre leggevo “I miei piccoli dispiaceri”. Ho trovato una bellissima dedica fatta a Giuditta (il libro è suo). Giuditta, scusami se sono entrata nel tuo privato e, per giunta, lo sto diffondendo. Termina così “…with all my best wishes, always.”

Un bacio a tutte.

Chiacchierando con… Sara Loffredi

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A me piace chiacchierare camminando, se deve essere un posto a Milano direi al parco Sempione, se fuori allora un qualsiasi sentiero lungo un fiume, scegli tu.

Non in montagna perché non parlo salendo, mi manca il fiato!

Anche io amo parlare camminando: sono due azioni che mi alleggeriscono il pensiero e mi fanno stare allegra, se combinate insieme. Non essendo allenata non potrei seguire Sara Loffredi in montagna, ma di sicuro una passeggiata attraverso il parco Sempione riuscirei a farla in scioltezza e con grande piacere. Tra l’altro amo Milano sarebbe la città dove, se potessi, andrei a vivere.

Fronte di scavoSara Loffredi con “Fronte di scavo”, il nuovo romanzo pubblicato con Einaudi, mi ha colpita per il nitore e la trasparenza della scrittura. Del suo libro chiacchiereremo camminando: venite con noi?

“Fronte di scavo” racconta con cristallina pienezza  e passionalità una storia vera, entusiasmante: lo scavo della Regina Bianca, il Monte Bianco. Un progetto epico ed epocale: nel ’46 sulla Gazzetta d’Italia il giudizio sull’impresa era che qui si vuotava il mare con un cucchiaio, come afferma un avventore nel romanzo.

 

In fondo non mi sembrava un paragone poi così azzardata: sapevamo bene quanto fosse costato mettere in piedi un lavoro sovrumano e dal finale incerto. Alaria e Lora Totino erano uomini con una visione nello sguardo e un mestiere nelle mani, che avevano immaginato la strada quando ancora la Regina sembrava inscalfibile. Avevano iniziato senza alcuna certezza di riuscita, scommettendo tutto su un unico progetto, gli occhi puntati, il mondo ansioso di vederli cadere. I fallimenti degli altri ci fanno sentire migliori. (altro…)

Nello Zaino di Antonello: #RIAPERTURA

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo"
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

#RIAPERTURA

Zaino 5 maggio

Dopo 54 giorni di chiusura la Libreria Diari di bordo, finalmente, riapre tra mille incertezze e speranze, con la paura addosso di una emergenza sanitaria non ancora superata e la volontà di riprendere a ricostruire. Accessi sicuri e garantiti, nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie, ma ricordiamoci che la libreria rimane, comunque, un luogo di relazione e dialogo. Riaprire un’attività di questo tipo, dove non potrebbe passare nessuno, desta più di un motivo di grande preoccupazione. L’emergenza Coronavirus ha portato tutti, però, a fare fronte al tempo ritrovato, e quale modo migliore, quindi, di distrarsi della lettura come svago, come rifugio. Noi puntiamo su questa necessità di voler leggere un buon libro e magari riuscire a fidelizzare nuovi clienti o intercettare nuovi potenziali lettori forti, attraverso il suggerimento di una bella storia. La Riapertura non potrà non coincidere con il suggerimento di Storie ideali per questo periodo: storie che fanno riflettere e storie che fanno sorridere. Assai! (altro…)