Uno Zaino di Antonello Speciale

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

#iodaqueiduelànoncivado

“Scrivere è trovare un modo nuovo di vedere il mondo” (Yiyun Li)

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Un modo nuovo di vedere e interpretare il mondo, anche attraverso la scrittura e la letteratura. Questa settimana abbiamo esagerato ed avuto quattro eventi di fila in libreria e nel finale un sabato bello di letteratura bella bella con una grande studiosa come la professoressa Mariolina Bertini. In città, a Parma, non siamo amati da tutti allo stesso modo. Dal mondo della Cultura, quello ufficiale e solido, spesso si sente qualcuno dire “io da quei due là non ci vado”. In realtà io e la mia socia Alice siamo librai molto fortunati per il lavoro che facciamo e il mare di conoscenze e interazioni che in tanti anni abbiamo accumulato. Le cattiverie e le invidie e le piccinerie non potranno mai scalfire la corazza della nostra indifferenza, perchè noi marciamo spediti, con il nostro progetto e la nostra idea di fare cultura dal basso. Procediamo alla nostra maniera e un poco ci dispiace che chi dice “io da quei due là non ci vado”, poi, alla fine, si perda serate di valore e di grande Letteratura, come quella con Mariolina Bertini in cui si è parlato di fascismo e di antifascismo, di Natalia Ginzburg e di “Piccole Virtù” e “Lessico Famigliare”, di Jules Verne e Emilio Salgari, di Giosuè Carducci e Annie Vivanti ma pure di Lalla Romano! (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Guida sentimentale per camperisti”

Dieci Buoni Motivi

di Erica Barbiani

Erica Barbiani

per NON leggere “Guida sentimentale per camperisti

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  1. Perché ci troviamo a provare affetto per un uomo stempiato, noioso e, diciamola tutta, proprio sfigato.
  2. Perché l’autrice promette un veglione di Capodanno ad Atene e fa invece dirottare la carovana sulle montagne dell’Albania.
  3. Sono tempi bui. Non è proprio il caso, né il momento, di trascorrere qualche ora ridacchiando sul divano.
  4. Cosa diavolo sarebbe questa “screenite” di cui l’autrice parla?
  5. Perché non è realistico pensare che un vecchio comunistone faccia un viaggio del genere con un imprenditore, un fascista, una specie di hypster, una specie di hippie, e altri personaggi altrettanto improbabili. È una carovana davvero mal assortita.
  6. Perché è pieno di luoghi comuni sull’Albania, e sono gli stessi albanesi a sghignazzare e a confermarli, e questo ci fa sentire terribilmente scorretti.
  7. Perché l’idea di un “camper prototipo” che invece di bruciare energia la produce in cambio di una manciata di bucce d’arancia è proprio un’utopia. L’autrice farebbe meglio a sfogare la sua fantasia in libri per ragazzi.
  8. Le scene erotiche: non c’è nessun preavviso e i personaggi – soprattutto quelli femminili – sono così disinvolti sulle questioni sessuali che farebbero meglio ad avere po’ di sana decenza.
  9. Perché apparentemente è il regalo perfetto da fare a Natale – un bel viaggetto invernale a cavallo tra Santo Stefano e la Befana– però è così dissacrante che col cavolo merita un posto sotto l’albero.
  10. Perché quelli che l’hanno letto l’hanno finito molto in fretta. Che senso ha spendere per un piacere che dura poco?

La Recensora della Domenica: Tu che eri ogni ragazza

Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.
Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.

Titolo: Tu che eri ogni ragazza

Autore: Emanuela Cocco

Casa editrice: Wojtek edizioni

 

C’è un padre senza figlia e c’è una figlia senza madre.

Un rettangolo sghembo, che cede ai lati.

C’è un’educatrice che cerca una quindicenne persa, fuggita di casa.

“A – uccidono la ragazza.

La madre e il padre piangono.

La madre dice:perché noi?

Il padre:lo prenderanno e gli faranno il culo.

La madre: non poteva capitare a qualcun altro?

Gli faranno molto male, risponde il padre.

La madre: pensavo che saremmo stati risparmiati.

Il padre: sputerà sangue e rimpiangerà di essere nato.

La madre: mi manca.

Il padre:gli faranno il clo.

E il giorno dopo (sempre il padre): l’hanno preso!

La madre: e adesso?

Il padre: mi manca.

VOTATE PIETÀ”

 

Gesù, lo chiamano questo padre orfano di figlia che cerca nei disperati un segno, qualcuno da salvare, da aiutare. Per riscattare la sua figura di genitore che non ha saputo proteggere, si dedica agli altri, dona monete ai bisognosi, ripete gli stessi gesti rassicuranti per tentare di ricompattarsi e di domare il dolore che lo divora, il suo senso di colpa asfissiante.

Jungla invece scappa, se ne va da casa e dalla sua amica Adele che, come Gesù, le stava accanto spinta da una sorta di missione interiore, una spinta filantropica poco convinta che non è amicizia e che somiglia più alla pietà.

Duca invece, a dispetto del nome maschile, è una giovane donna, un’educatrice, una che i ragazzi sperduti li conosce da vicino.

Ci proverà Duca a cercare Jungla, la quindicenne giunonica e sgraziata, che non trova il suo posto nel mondo. Sullo sfondo vari personaggi secondari, figure evanescenti che si muovono come ombre dietro le quinte.

Tu che eri ogni ragazzaDi “Tu che eri ogni ragazza” colpisce l’impianto teatrale, con alternanza di capitoli dedicati ai vari protagonisti delle storie e con un sorprendente intreccio. A mio dire è uno degli aspetti più originali del lavoro della Cocco.

Il vero punto forte, dirompente, e destabilizzante è però la scrittura.

Forte, decisa, consapevole.

Questo romanzo è affilato come una lama. Solido, sicuro di sé e maturo, una prova di grande qualità.

Si evince immediatamente che Emanuela Cocco è una scrittrice che sa fare il suo mestiere poiché padroneggia con grande sicurezza la materia faticosa di cui è intessuto il suo libro.

La violenza dovrebbe essere la vera protagonista, insieme ai disagi e alle difficoltà adolescenziali e invece la vera star di Tu che eri ogni ragazza è la parola. Sempre giusta, spietata quando serve, lucida. Il ritmo è serrato, quasi un musical più che una pièce, i protagonisti sono personaggi a tutto tondo e hanno una presenza scenica tangibile.

Un melograno spaccato questo libro, aspro e succoso, rosso come il bollino sulla copertina, come il sangue che non si vede scorrere ma che c’è. Eccome se c’è.

Nello Zaino di Antonello: Manifesti politici in Libreria

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

Manifesti politici in Libreria

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Una libreria di progetto ha tra i suoi obblighi quello di fare buone proposte culturali e suggerire sempre libri capaci di innescare dibattito e pure discussione su valori civili e temi di scottante attualità. Una libreria di progetto prende posizione e suo modo fa politica con i suoi racconti dell’attualità. (altro…)

Chiacchierando con… Alessio Forgione

Libreria

Fino a qualche tempo fa, diciamo fino all’uscita del libro, avrei detto al bar. Ora, dopo un po’ di presentazioni, ti direi in una libreria. Mi piace questa cosa che noto: in un mondo che diventa sempre più perentorio e meno inclusivo, un mondo dove le persone si comportano, giorno dopo giorno, in maniera sempre più cinica, entri in libreria e vieni letteralmente accolto, ascoltato, consigliato, trattato teneramente. Forse tutto il pianeta dovrebbe diventare un’enorme libreria e mettiamola così: mi sto rendendo conto che leggere rende le persone migliori.

Invito straordinario di Alessio Forgione, quando gli chiedo un luogo in cui avremmo potuto incontrarci per chiacchierare di “Napoli mon amour”, il suo esordio accolto nel catalogo NN editore, uno dei più interessanti del panorama editoriale italiano.

E allora circondati dai libri, e con un’immaginaria birretta, perché non si può parlare del protagonista del romanzo, bevitore incallito, senza un bicchiere spumoso in mano, fateci compagnia che vi raccontiamo un po’ di cose. (altro…)

Chiacchierando con… Teresa Ciabatti

Casa Cuori

Mi sento una persona fortunata alla sola idea che Teresa Ciabatti per chiacchierare del suo nuovo libro, uscito per Solferino, “Matrigna”, mi avrebbe invitata a casa sua. A Roma.

Teresa Ciabatti è senza dubbio una delle “penne” più interessanti del panorama narrativo italiano, con uno sguardo, prima ancora della voce, originale e proprio; l’unica a mio avviso capace di distorcere gli esiti narrativi e di creare un vero spiazzamento, che diventa crescita emotiva e anche catarsi per il lettore. 

Comincio subito con la prima domanda. (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Tenebre”

Dieci Buoni Motivi

di Elia Gonella

Elia Gonella

per NON leggere “Tenebre

Tenebre

 

Non leggete Tenebre perché:

  1. È una raccolta di racconti: cosa c’è di peggio?;
  2. Se proprio dovete leggere dei racconti, in giro se ne trovano di più rassicuranti;
  3. Voglio dire, nella prima storia una ragazza si ritrova uno scarafaggio vivo dentro il cranio;
  4. E andando avanti, le cose non migliorano;
  5. Come se non bastasse, non è sempre facile dividere i personaggi in buoni e cattivi;
  6. E spesso non hanno nemmeno un nome! “L’uomo”, “la ragazza”, “il bambino”… l’autore poteva impegnarsi un po’ di più!;
  7. Non ci sono descrizioni di paesaggi suggestivi né di piatti della tradizione regionale;
  8. Ho già detto che si tratta di una racconta di racconti? E i racconti non vendono – non vorrete mica essere gli unici a comprarli?;
  9. Il libro è permeato da un certo pessimismo: non vi motiverà a essere più in forma, più felici e più produttivi;
  10. Si parla di paura, di perdita, di case abbandonate, demolite, infestate dagli oggetti lasciati dai morti, di amicizie tradite. Tanto valeva allegare al libro un proiettile per spararsi in testa.