La Recensora della Domenica: Addio fantasmi

di Francesca Maccani

Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.
Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.

 

Titolo: Addio fantasmi

Autore: Nadia Terranova

Casa editrice: Einaudi Stile Libero

 

Termino la lettura di questo libro in una grigia giornata di inizio ottobre.
Fuori pioviggina, è un tempo insolito per la Sicilia, che non marca il cambio delle stagioni con sbalzi climatici. (altro…)

#SalvaConNome: Questo libro è una casa!

di Salvatore D’Alessio

Salvatore D'Alessio, libraio di Ubik Foggia e curatore di "Leggo Quindi Sono" con la rubrica "Piccoli già grandi"
Salvatore D’Alessio, libraio di Ubik Foggia e curatore di “Leggo Quindi Sono” con la rubrica “Piccoli già grandi”
Foto di Salvatore D'Alessio
Foto di Salvatore D’Alessio

Tornare in libreria dopo un libro sorprendente non è mai semplice, né per chi scrive e né per i lettori che hanno amato un esordio, quattro anni fa Nadia Terranova usciva con gli “Anni al contrario”, una storia incisiva e commovente, in questo tempo l’abbiamo aspettata, curiosi di capire se l’incantesimo si sarebbe ripetuto e oggi eccolo qua, si chiama “Addio fantasmi”, pubblicato da Einaudi Stile Libero. (altro…)

Lo Zainaccio e il Calabrone: #CHIAMAIDIARI #SOSTIENEIDIARI.

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

#CHIAMAIDIARI #SOSTIENEIDIARI.

000000001Sabato 29 settembre ai Diari abbiamo festeggiato i 4 anni di vita e resistenza della nostra piccola realtà culturale. Abbiamo chiamato a raccolta nel nostro piccolo avamposto tutto il popolo dei Diari. Tanti sono stati i libri venduti e, pare quasi brutto dirlo, ma c’è stato un buon incasso. Con estrema dignità, dalla fine dell’estate, lo avevamo fatto capire dalla che era importante esserci in questa festa per acquistare libri, necessari a continuare. Era questo il regalo di compleanno da fare ai librai e da fare, soprattutto, a sé stessi. L’affetto, la stima, la solidarietà e la vicinanza si toccavano con mano nella nostra bella festa del sabato sera. La serata è iniziata con una presentazione magnifica, con Andrea Tarabbia e Alessandro Zaccuri e un libro non semplice come “Il peso del legno”, NN Editore. Tante sono state le copie vendute. La libreria traboccava di gente fino quasi a esplodere e tutti, ma proprio tutti, avevano un librino in mano. Il Borghetto di Santa Brigida si era animato con le chiacchiere e le biciclette in questa bella serata di sabato. Le canzoni di Elisa Borchini nel finale toccavano il cuore. Le cose buone da mangiare preparate dalla Gente dei Diari. Gli amici da Bologna. Lo scrittore Stefano Corbetta passato a salutare per festeggiarci che firmava le copie del suo libro appena uscito per Hacca, “Il sonno bianco”. I baci e l’affetto sincero. Miss Ely che faceva capolino dal bel quadro di Anna Be. L’abito e le scarpe della festa… e la consapevolezza di poter continuare a progettare, avendo pure un microfono con la cassa in dotazione, dopo il telo e il proiettore. Piano piano stiamo diventando una libreria seria. Avevamo creato un hashtag, #CHIAMAIDIARI #SOSTIENEIDIARI, per i nostri giorni di festeggiamento della libreria. Una libreria che a Parma si è fatta molto social, pur di tenere botta e sopravvivere. Ai Diari abbiamo creato un posto che, sicuramente, mancava in città. Siamo sopravvissuti e non abbiamo chiuso, dopo quattro anni, anche perché ci siamo inventati un modo nuovo di fare Libreria. Accanto al negozio fisico di Borgo Santa Brigida ne abbiamo associato un altro grande quanto il mondo intero, dialogando costantemente con la community sui social e ogni giorno consigliando e promuovendo libri e proposte culturali. Per questo modo nuovo che abbiamo di intendere la Cultura e i Libri che abbiamo deciso di festeggiare questi quattro anni dalla nascita di un sogno, con una serie di piccoli appuntamenti spalmati lungo tutto il mese di Settembre. Abbiamo chiamato all’appello lettori e gente dell’editoria per renderli consapevoli del peso e del privilegio di essere totalmente liberi nel proporre e presentare solo libri in cui crediamo. Quella precisa responsabilità verso il lettore noi vogliamo continuare ad averla e compiere scelte che, anche se a volte potranno essere meno remunerative di altre, terranno sempre alto quell’impegno morale verso il lettore vero. Per quanti vivono i Diari di bordo come un piccolo e prezioso bene della comunità, l’invito è stato quello di unirsi a noi e contribuire a queste giornate di festa con un acquisto. Farlo in giorni così significativi per una realtà coraggiosa e indipendente rappresenta anche un sostegno significativo fondamentale per la libreria, per quel presidio che vuole continuare a essere un piccolo e prezioso bene della comunità. Regalarsi un libro per sostenere i nostri sogni di carta. (altro…)

Lo scaffale di Andrea: La Libreria della Rue Charras

di Andrea Cabassi

Andrea Cabassi

 

 

 

 

 

 I LIBRI UNISCONO LE SPONDE

Recensione al libro di Kaouther Adimi

“La Libreria della Rue Charras” (L’orma)

La Libreria della Rue Charras

 

“L’aereo stava adesso  scendendo verso Algeri. Jacques  pensava al piccolo cimitero di Saint-Brieuc, dove le tombe dei soldati erano tenute meglio di quelle di Mondovi (Algeri). Il Mediterraneo separava in me due universi, in uno dei quali nomi e ricordi venivano separati in spazi limitati, mentre nell’altro il vento di sabbia cancellava le tracce degli uomini su vasti spazi. Lui aveva cercato di sfuggire all’anonimato, alla vita povera, ignorante, testarda, non se l’era sentita di vivere al livello di quella pazienza cieca, senza parole, senza altro progetto che l’immediato. Aveva girato il mondo, costruito, creato, bruciato persone, le sue giornate erano state piene. Eppure, adesso sapeva nel profondo del cuore che Saint- Brieuc e ciò che esso rappresentava per lui non erano mai stati nulla, e pensava alle tombe consunte e coperte di verde che aveva appena lasciato, accettando con una sorta di strana gioia che la morte lo riconducesse nella sua vera patria e ricoprisse a sua volta con il suo immenso oblio il ricordo dell’uomo mostruoso e (banale) che era cresciuto e si era formato senza aiuti né sostegni, nella povertà, su una riva felice e sotto la luce delle prime mattine del mondo, per affrontare poi da solo, senza ricordi e senza fede, il mondo degli uomini del suo tempo e la propria storia orrenda ed esaltante”.

Questa è una straordinaria e sofferta pagina  de “Il primo uomo”  di Camus (Bompiani. 2013. Pag. 202), il cui manoscritto, pieno di cancellazioni e varianti, fu rinvenuto tra i rottami dell’auto su cui lo scrittore trovò la morte, insieme al suo editore Michel Gallimard, il 4 agosto 1960. Un libro davvero molto sofferto dove al centro sta la lacerazione tra le due sponde del Mediterraneo e il desiderio di unirle. Di gettare un ponte anche se Camus si considerava algerino. Ma chi può farlo di gettare un ponte?  Quali sono le condizioni storiche che lo permettono?  Forse sono gli uomini che ai libri hanno dedicato la loro vita perché i libri, soprattutto i grandi libri, non rivendicano nessun tipo di sovranismo, non sono divisivi neppure quando parlano di lacerazioni e divisioni. Ne è un esempio “La libreria di rue Charras” di Kaouther Adimi pubblicato dalla casa editrice “L’orma”  nella sua sezione francofona. (altro…)

Chiacchierando con… Rossano Astremo, Arianna Di Genova, Giulia Rossi

Nuova Frontiera junior

Eccomi di nuovo nella redazione di La Nuova Frontiera.

Sono arrivati in libreria altri due volumi della collana “Scrittori del ‘900” di La Nuova Frontiera junior, dopo quelli di Ferraloro su Tomasi di Lampedusa e Biferali su Calvino (con i quali ho chiacchierato QUI). Altri due pezzi da 90, per continuare sulla linea del 9.
Ginzburg pasoliniNatalia Ginzburg di Arianna Di Genova e Pierpaolo Pasolini di Rossano Astremo. Due libri differenti in tutto, per struttura sguardo stile scelte narrative, ma simili nell’amore per l’autore novecentesco prescelto. 
Le ragioni della loro scelta sono ben spiegate nel libro, e le lascio a chi si accinge a leggerli, invece sfumo la domanda e vi chiedo: cosa raccontano ai giovani del XXI secolo Natalia Ginzburg e Pierpaolo Pasolini? Cosa della loro esistenza, non solo biografica ma anche letteraria e intellettuale vi interessava maggiormente evidenziare per il giovane pubblico della collana?  (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore”

Dieci Buoni Motivi

di Carla Fiorentino

Carla Fiorentino cucù

per NON leggere “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore

foto di Salvatore D'Alessio
foto di Salvatore D’Alessio
  1. perché è un libro scostumato
  2. perché la protagonista è molto pigra (e anche la scrittrice)
  3. perché si mangia molta carne e forse anche solo a leggerlo vi viene la gotta
  4. perché i protagonisti sono tutti ossessivi e le ossessioni sono contagiose
  5. perché ci sono pochissimi buoni sentimenti
  6. perché vi costringe a ridere di cose di cui non si dovrebbe
  7. perché la protagonista è una cattiva compagnia
  8. perché se ve lo porterete sull’autobus e qualcuno ci sbircerà dentro poi vi vergognerete
  9. perché nessuno, ma proprio nessuno in questo libro si chiede mai “pare brutto”
  10. e soprattutto perché chi se ne frega di cosa fanno i cucù nelle mezz’ore che sono oggetti inanimati e lo sanno tutti che gli oggetti inanimati non fanno niente.

 

Lo Zainaccio e il calabrone: LEGGIMI FORTE

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

LEGGIMI FORTE

“così un bel giorno mi ritrovai al Ministero della Difesa
diedi il meglio delle mie capacità e del mio valore patriottico e niente … qualcosa andò storto mi cacciarono a pedate senza uno straccio di vitalizio”

Così scriveva Elide La Vecchia, a proposito del capitolo “A difesa di Volpina” contenuto nel libro “Ho sposato mia nonna” di Tito Pioli, Del Vecchio Editore .

Elide La Vecchia
Il quesito che vi pongo nello Zainaccio oggi è: “Può uno, con una voce da checca, una pesante inflessione dialettale, la lisca in gola e la esse sibilante diventare un buon Lettore ad Alta Voce”?
Certo che può! E’ la risposta!
Avevo appena finito di leggere Paul Celan, (“Nero latte dell’alba lo beviamo la sera lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo di notte beviamo e beviamo”) quando mi si avvicina il relatore di quella serata, presunto attore, e mi dice molto deciso : “Certo che tu avresti bisogno di un bel corso di dizione”!
Dura e perentoria si fece largo una voce che seccò tutti, “..tu non sei un attore! Tu, ricorda, che sei un Lettore ad Alta Voce e non devi fare, assolutamente, nessun corso di dizione. Un lettore deve trasmettere emozioni, e tu stasera hai emozionato tutti i presenti in sala”. (altro…)

Chiacchierando (per la seconda volta) con… Alessio Romano

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Ti andrebbe un Chiacchierando per parlare di “D’amore e baccalà”, che mi ha riempito di suadade e dell’incontenibile desiderio di volare a Lisbona? – chiedo ad Alessio Romano.

E ci incontriamo al Café A Brasileira con Pessoa? – ribatte prontamente lui, con la squisitezza e disponibilità che sempre mi riserva. Non a caso questa non è la prima volta che lo invito sul blog. Oltre ad aver letto e apprezzato “Solo sigari quando è festa” (QUI) e aver chiacchierato con lui, quando “Paradise for all”, il suo romanzo d’esordio, è stato ripubblicato da Bompiani (QUI), Alessio Romano ha scritto anche i Dieci Buoni Motivi per non leggere i suoi romanzi, QUI e QUI e QUI, e ha curato non solo la raccolta “Gli Stonati”, ma anche messo insieme il decalogo per NON leggerla, QUI.

Il tono ironico, surreale e onirico, che mi ha conquistata nella lettura del nuovo libro di Alessio, ci guida anche nella chiacchierata che vi invitiamo a seguire.

Clicca sulla copertina per accedere alla scheda sul sito della casa editrice EDT
Clicca sulla copertina per accedere alla scheda sul sito della casa editrice EDT

Alessio, mi devo preoccupare? Eri a Lisbona per scrivere una guida adatta alle famiglie che volevano visitare la città e assaggiare le prelibatezze della cucina portoghese, da pubblicare nella collana Allacarta di Edt ideata da Luca Iaccarino, e… sei caduto rovinosamente dal famoso tram 28, in uno spericolato tentativo di “fare il portoghese”. Com’è accaduto? Cosa ti sei fatto? Come stai?

Cara Giuditta, fai proprio bene a preoccuparti! Volevo imitare i tanti giovani portoghesi che si “attaccano” al mitico tram 28 quando è in corsa, saltando sul predellino e tenendo le mani tra le fessure delle porte. Ma sono finito a terra come il ragionier Fantozzi che cerca di prendere il suo autobus al volo. Ho dato una bella botta, ma non è quello il vero problema. Devi sapere che da quando sono caduto non faccio altro che avere strane visioni in cui incontro personaggi importanti della storia di Lisbona. Da Amalia Rodriguez a Fernando Pessoa, da Antonio Tabucchi al suo Pereira. Sarà colpa del fascino onirico di questa città oppure si tratta di una commozione cerebrale? (altro…)

Chiacchierando (per la terza volta) con… Nadia Terranova

caronte-tourist-traghetti

Ovviamente sulla nave Caronte, che ci traghetta dalla Sicilia al continente oppure viceversa. Siamo in mezzo al mare, fra due mari: lo Jonio e il Tirreno. E fra due terre: l’isola e la terraferma. Come nell’ultimo capitolo di “Addio fantasmi”.

Mi batte forte il cuore a pensare a questo scenario per la chiacchierata che segue con Nadia Terranova, che è una di quelle scrittrici per cui provo una gratitudine sconfinata, perché in qualsiasi contesto scriva, libri per ragazzi, romanzi, articoli di giornali o recensioni, lascia sempre un segno e non permette mai che il lettore resti indifferente.

Addio fantasmiSei di nuovo in libreria con un nuovo romanzo, “Addio fantasmi”, sempre per Einaudi come il precedente, “Gli anni al contrario”. Questo nuovo è dedicato “ai sopravvissuti” e porta in esergo un passo di “Infanzia” di Natalia Ginzburg. Segnali che risulteranno un faro per i lettori e che acquisteranno un potente valore poetico a lettura ultimata. (altro…)