Dieci buoni motivi

di Tiziana D’Oppido

Foto 13

per NON leggere “Il narratore di verità

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1) Perché amate affidarvi a trame rassicuranti, ancor meglio se con finale prevedibile;

2) Perché le vostre analisi del sangue evidenziano che siete un po’ carenti di ironia, autoironia e senso dell’umorismo;

3) Perché quando sentite parlare dell’importanza dello stile di scrittura e della voce autoriale, pensate: “Ma quante storie. Basta che il romanzo sia leggibile.”;

4) Perché per voi il mondo ha una faccia sola;

5) Perché odiate le sfide e io vi sfido a trovare la soluzione ai misteri presenti nel romanzo. Vi do molti indizi, fin dalla copertina e dalla citazione iniziale, ma sono sicura che non ci arriverete lo stesso;

6) Perché non amate viaggiare e quindi non siete curiosi di scoprire posti nuovi come i paesi di Scampolo, Pescincanna e tutta la Val Brodima;

7) Perché non credete che nel mondo ci sia bisogno di un narratore di verità;

8) Perché vi viene l’orticaria al pensiero che un romanzo possa osare e stuzzicare la vostra fantasia; e perché se lo leggerete ingurgitando antistaminici e pensando:“Ma la realtà è un’altra cosa” sarete fuori strada, in errore, ma in errore che di più non si può;

9) Perché non siete incuriositi dall’idea che, con le chiavi di lettura giuste, questo romanzo possa essere in realtà due, tre o addirittura quattro romanzi diversi;

10) Perché soffrite molto la calura estiva.

Dieci buoni motivi per NON leggere “Il narratore di verità”

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