Dieci Buoni Motiviper NON leggere

A pietre rovesciate

di Mauro Tetti

foto presa dal blog “Sul Romanzo”

       Non leggere A pietre rovesciate se non sei interessato a conoscere il paese della pietra, incastrato nella valle erbosa e fiorita, a dodici minuti di cammino dal mare. L’isola e il mondo dove succedono cose strane. Dove la notte, nell’aria profumata di fiori, i vecchi hanno vene pulsanti sulle tempie, contano fino a dieci e iniziano a raccontare.

        Se non credi nella potenza immaginifica delle fiabe.

        Se non credi che le palpebre, gli occhi, le guance, il mento e le labbra degli amori debbano sfiorare il cuore. Se non credi che le mani del disamore lo possano fermare in una stretta dolorosa.

        Se hai paura degli elementi che infuriano, dei pezzi di materia che si disgregano e formano il disordine. Così come la lingua disordinata, tradotta, rimescolata, abbandonata e ritrovata.

        Se vuoi che il tempo proceda come sempre, annoiato, e non immagini mai che vada all’incontrario verso l’origine di tutto. Non leggere se non speri di catturare l’ombra delle cose, o di colpire il sole, o di imprigionare il vento; se non desideri mai che i fiumi risalgano le montagne, le stagioni invertano il loro corso, che i cervi pascolino in cielo e che i germogli scambino la pietra per terra fertile; o altre cose così.

        Se temi che l’isola ti tenga imprigionato tra sbarre sabbiose di rive meravigliose.

        Se non credi nel silenzio dei palazzi abbandonati, negli alberi che diventano lampioni illuminati, nell’eternit, nell’amore per l’eternit, nelle nenie del vento, nelle nonne infinite che non smettono di raccontare, nelle loro labbra, nel racconto orale, nelle infinite dimensioni incastrate tra sogno e realtà, nelle preziosità nascoste dal ventre delle bestie, nell’amore per le bestie, nella pietra che fa tremare, nel mare, nella paura che il mare ti trascini via un giorno qualunque d’inverno mentre zoppichi distratto sull’ultima delle scogliere.

        Se non desideri che la paura parli dalle pietre, dal silenzio di antiche torri costruite dall’uomo, da un’architettura che da sola incute timore.

        Se sei persuaso del fatto che con le parole non si possa fare tutto.

        E infine, banalmente, non devi leggere se di leggere non hai voglia e preferisci guardare le telenovele sul quarto canale.

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “A pietre rovesciate”
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