di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo"
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

Da una libreria della Zona Rossa.

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Siamo nella Zona. Ci aspettano giorni strani, giorni molto complessi da vivere. Giorni di incertezze, e come dice la mia amica Rossella “di desiderio di protezione e l’unico modo che abbiamo per contenere il panico, ché quello, ormai lo sappiamo, genera solo caos e corrompe la ragione, è concentrarsi su quello che ci fa stare bene”. Già, cose che ci fanno stare bene, come la lettura. La nostra programmazione è stata interrotta e le ultime, prima di domenica, sono state giornate furibonde e di iperattivismo da parte nostra. Le belle immagini di spensieratezza e allegria, torneranno dalla libreria più nota della zona Rossa. Rossa come il colore dei vestiti mondo e il rossetto di Alice. Dovranno tornare per forza quelle immagini e quei giorni sereni, perché tutto questo passerà. Adesso è importante salvaguardare la salute di tutti noi con grande senso civico e senso di responsabilità. Sarà molto dura rimanere in piedi in queste settimane a venire, ma ce la faremo. Occorre essere positivi e non lasciarsi annientare dalle ansie e dalle paure.

Avevamo concentrato il meglio della nostra programmazione in questo mese di marzo. Il senso di quello che noi siamo era tutto concentrato nella nostra Festa di Primavera con Anna Lapenna del 21 marzo: una grande celebrazione di Luigi Malerba ma pure della nostra libreria, di quello che siamo diventati. Una festa del nostro laboratorio permanente, punto di riferimento culturale non solo della città. Assieme alla serata Malerba abbiamo dovuto annullare le serate con Alberto Maccagno, Monica Santoro e Giulia De Florio e Adrian Bravi con il “Levitatore”, e Davide Orecchio con “Il regno dei fossili” e lo scrittore svizzero Tommaso Soldini con “L’inguaribile” e poi Elena Dak e Giuseppe Caridi.

Torneremo ad Aprile. Torneremo con tanti nuovi nomi. Ce la faremo. Ce la dobbiamo fare. La libreria rimarrà aperta attenendosi scrupolosamente alle disposizioni imposte, garantendo ai lettori la distanza di sicurezza imposta e evitando qualsiasi occasione di affollamento, non solo per il decreto, ma per garantire di fruire in sicurezza di un luogo che intende porsi come bene collettivo, un rifugio in cui provare magari anche a esularsi attraverso una buona lettura. I Libri continueremo a spedirli anche a casa dei nostri lettori con il nostro #AmazonSaiz. Ce la faremo. Ce la dobbiamo fare. Con la stessa forza e grinta che hanno caratterizzato le nostre giornate prima di questa improvvisa botta.
Aspettando la Grande Presentazione di Sabato 18 Aprile ( quando tutto questo periodo nero sarà solo un incubo, speriamo!!) la scrittrice esordiente del momento, Silvia Bottani, giovedì 5 marzo è passata dai Diari di bordo per un incoraggiamento ai lettori di Parma e ai Librai. Con un vassoio di cannoncini alla crema sono arrivati Riccardo Cavallero di Sem, con tanto di campanella da monatto, e il sorriso contagioso di Silvia Bottani a fare una presentazione informale a debita distanza de “Il giorno mangia la notte “. In libreria uno sparuto numero di lettori e con la Regina di Sem, Teresa Martini, a riprendere. L’emergenza almeno nei primi giorni ha avuto un effetto strano, e l’impossibilità di fare programmi anche a breve termine ci ha portati a reinventare il nostro lavoro, a cercare soluzioni creative. Come questo arrivo in libreria di una scrittrice, o quello di Roberto Camurri, scrittore per NN Editore del romanzo “A misura d’uomo”, libraio per un giorno.

Piccoli segnali di normalità per queste strane giornate di crisi. Luoghi già di per sé poco frequentati come le librerie sono stati privati ancor più della presenza di persone fisiche. Per evitare che presidi culturali solidi e molto apprezzati come il nostro possano andare incontro a una chiusura la casa editrice NNE ha lanciato l’iniziativa “NN – Librai per un giorno”, con la casa editrice e suoi autori che si mettono a disposizione per affiancare i librai nel lavoro di tutti i giorni, passando qualche ora in libreria insieme a loro. Abbiamo aderito, dopo il Decamerone 2020, anche all’iniziativa “i libri indossati come mascherine” promossa con #mybookmask e lanciata dalla libreria “iocisto ” di Napoli.
Abbiamo messo a punto dei piccoli segnali di vita, sprazzi di ritorno alla normalità, in una libreria che vuole continuare a esistere nel rispetto delle regole. Tutto questo per non perdere l’abitudine alla normalità.

“Il giorno mangia la notte” di Silvia Bottani, edito da Sem, è un libro che parla per sé, non servono commenti, non serve altro, é come stare sul ring in un incontro tra due Kickboxer che non mollano la presa neanche per un secondo. Se a questa dose di adrenalina aggiungiamo l’esperienza del dolore, i soldi, il piacere, il potere; aggiungiamo una Milano scintillante, buia, dura, piena di contraddizioni e mescolanze; il risultato sarà una storia di disfatte e di rivincite. Una storia d’amore ruvida e tenera allo stesso tempo. Un meccanismo narrativo perfettamente costruito che dà voce a un coro di personaggi commoventi e indimenticabili di cui spero di parlarvi più dettgliatamente ad Aprile.

Martedì 3 Marzo in Libreria avevamo programmato con una presentazione contingentata e a numero chiuso di due titoli della Collana Dissensi della casa editrice Spartaco : “Tavolo numero sette” dello scrittore albanese Darien Levani e “E avrai sempre una casa” dello scrittore modenese Piero Malagoli. A poche ore dall’inizio lo scrittore di origini albanesi non se l’è sentita di arrivare da Ferrara. La serata era organizzata in collaborazione con l’associazione Scanderberg e gli amici della comunità albanese, che nonostante l’assenza di Darien, sono passati lo stesso a farci sentire il loro affetto. Durante la serata abbiamo inaugurato, alla fine, la mostra di pittura di Tommaso Villani e Piero ci ha raccontato del suo bel libro dal sapore americano.

Nel libro di Darien Levani, durante un matrimonio sei sconosciuti si ritrovano a condividere lo stesso tavolo, il numero sette. Stefano, collega dello sposo, giovane brillante e disinvolto, è seduto vicino a un uomo distinto che tutti evitano e guardano con sospetto. Ben presto la conversazione si concentra sul duplice omicidio di una madre e della figlia incinta che ha destato scalpore e polemiche perché l’unico imputato, un agente di recupero crediti, è stato giudicato non colpevole. Piano piano e con sempre più livore gli invitati cominciano a esprimere il proprio parere sulla sentenza, manifestando opinioni e pretese di imparzialità, che si scontrano con il freddo e professionale distacco degli uomini di legge. L’arco narrativo dura una manciata di ore, scandite dai momenti salienti delle nozze, dalla celebrazione in chiesa fino al taglio della torta. Nel frattempo Stefano si aggira tra le sale e nel giardino della grande villa scelta per il ricevimento, con l’intento di utilizzare il pacchetto di preservativi che si è infilato in una tasca prima di uscire e, perché no?, di risolvere il mistero sul delitto delle due donne.A metà strada tra giallo investigativo e legal thriller, con prevalenza o dell’uno o dell’altro genere che si compensano e completano a vicenda, Tavolo numero sette è un romanzo sulla giustizia sociale, sul mondo mediatico e sull’influenza che ha nella percezione generale degli eventi. Un piccola perla.

Nel libro di Piero Malagoli, “Scordatevi di Tara”, la piantagione di cotone della Georgia che fa da sfondo a Via col vento. Qui nell’Ozark, in Arkansas, la vita è dura, scandita dai tempi della semina e della raccolta del cotone che ti spacca la schiena e ti taglia le dita. Qui nell’Ozark, in Arkansas, se la terra non frutta, la banca si riprende la concessione e si perde tutto. Qui nell’Ozark, in Arkansas, non ci sono privilegi per Kayla McMath, quattordici anni e solo prove difficili da affrontare. Come la perdita della madre alla nascita della quartogenita Reese. E l’improvvisa morte del padre, che la lascia sola, con il fratello minore Lucas, nella malridotta tenuta agricola. In balia della natura selvaggia. In attesa che ritorni il fratello maggiore Isaac, partito con l’esercito confederato alla disperata difesa di Little Rock. Gli echi lontani della Guerra di Secessione non spezzano l’isolamento dei due ragazzi che resistono, il libro dei salmi della madre saldamente stretto in una mano, il fucile Springfield del padre nell’altra. Le esperienze al limite, la lotta per non soccombere e garantire la sopravvivenza della piccola Reese fanno crescere velocemente Lucas e soprattutto Kayla, che non cederà di fronte a nulla. Nulla. Kayla McMath è vera, determinata, intensa. La prosa di Malagoli è affascinante, potente.

Sabato 7 Marzo, invece l’ultima presentazione ai Diari con Jacopo Masini e Luca Farinotti che ci hanno invitato alla lettura del volume, da poco pubblicato dalla casa editrice Diabasis dal titolo “Parma – I Narratori Raccontano La Loro Città” .
Ci sono tanti amici e frequentatori dei Diari dentro questa magnifica raccolta di racconti e per questa ragione abbiamo ascoltato vari estratti.

Dice Calvino: d’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. Per questo, abbiamo raccolto 22 voci speciali ed evocato la nostra città attraverso la loro scrittura. Parma è stata trasformata in un dedalo di ricordi, di sogni ed emozioni, e chi in questi giorni invernali avrà il piacere di leggere potrà smarrirsi di nuovo tra i cari borghi e i sanpietrini trasudanti di nebbia, e rispolverare vecchie domande a cui una città viva non smette mai di rispondere.Da un’idea di Davide Barilli, Domenico Cacopardo, e Guido Conti. Con i contributi di Novita Amadei, Roberto Camurri, Paolo Cioni, Anna Maria Dadomo, Luca Farinotti, Mario Ferraguti, Alberto Garlini, Teresa Giulietti, Gene Gnocchi, Gustavo Marchesi, Jacopo Masini, Tito Pioli, Marco Pozzali, Maria Pia Quintavalla, Antonio Riccardi, Beppe Sebaste, Valerio Varesi, Andrea Villani, Anna Zaniboni Mattioli.

Se un quadro del Parmigianino prendesse vita, e potesse parlare? Se uno scrittore, vagando nella notte, sfilacciasse la matassa di ricordi che appartengono ai borghi della sua infanzia? Se un potente imprenditore decidesse di usare una prima teatrale per prendersi gioco dei suoi concittadini? Un’antologia di racconti che mette insieme ricordi e finzioni ambientati nella città di Parma. Ventidue narratori dal valore riconosciuto; parmigiani per nascita o per adozione, che hanno voluto raccontare la città dando vita a una raccolta variegata che restituisce un ritratto originale di Parma, dei suoi luoghi e della sua gente.

Tante le nuove uscite proposte in Rete questa settimana e inviate per posta ai nostri lettori

“È primavera, la casa è illuminata bene. Il pesce fa le sue evoluzioni nell’acquario e il gatto dorme sul divano. Io sono seduto comodamente e nessuno potrebbe dirmi infelice.”

Questo è solo un piccolo assaggio del nuovo romanzo di Demetrio Paolin, “Anatomia di un profeta”, in libreria da Giovedì 5 marzo. Un libro coraggioso e originale che mette genialmente in discussione la forma romanzesca, lasciando spazio a una struttura ibrida che pone il lettore in continuo dialogo con il testo.Ma “Anatomia” è anche qualcos’altro: è una storia d’amore e di morte in cui il racconto del quotidiano si fonde con quello biblico

Primi anni ’90, in un piccolo paese del Monferrato. Di fronte a una tomba vuota un uomo recita un verso del profeta Geremia come una preghiera. Da quel preciso istante la vita del profeta e la vicenda drammatica del bimbo/Dio che non vuole più vivere si legano. Patrick il bambino, con le figure dolenti e folli dei suoi genitori, Geremia il profeta e le sue parole piene di ira e tenerezza, l’io narrante, sempre in bilico tra il tentativo di raccontare e il non senso del mondo, e Dio, che vive e muore, che odia e vuole redimere, sono le voci che si intrecciano in questo romanzo ibrido e complesso che narra la più semplice e antica delle storie: una storia d’amore e morte.

Demetrio Paolin (1974) vive e lavora a Torino. Ha pubblicato il romanzo Il mio nome è Legione (2009), i saggi Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana (2008) e Non fate troppi pettegolezzi (2014) e diversi studi critici su Primo Levi. Ha collaborato con il “Corriere della Sera” e “il manifesto”. Conforme alla gloria, il suo secondo romanzo, uscito a sette anni di distanza dal primo, è stato tra i dodici finalisti del Premio Strega 2016. “Conforme alla gloria” era stato pubblicato sempre da Voland e sempre per la Collana Intrecci.

Amburgo, 1985. Rudolf Wollmer fa il sindacalista, ha una moglie, un figlio adolescente e l’incubo di un padre scomodo, una ex SS che morendo gli ha lasciato in eredità la casa di famiglia. Deciso a sbarazzarsene subito, ritrova, tra gli oggetti del vecchio, un quadro intitolato La gloria. L’immagine è minacciosa ma nasconde un segreto ancora più terrificante. Nel tempo, la vicenda di Rudolf e del quadro si intreccia con quella di Enea Fergnani ? ex prigioniero a Mauthausen sfuggito allo sterminio del lager grazie alla sua abilità artistica e proprietario di un negozio di tatuaggi a Torino ? e della giovane modella Ana.
Un romanzo sorprendente, dallo stile intenso e nitido, che è anche una riflessioni sul rapporto tra vittima e carnefice, su quale sia il confine tra umano e disumano.

C’è un’autrice che racconta storie ruvide, estreme: lo fa dando voce ai bambini e ai ragazzi, per farci entrare con più intensità in un mondo che illude e travolge, promette e rovina. In questi giorni è uscito «Terrapiena», il nuovo romanzo di Carola Susani, che potete trovare ai Diari. Siamo nella Sicilia degli anni Settanta, nella baraccopoli del terremoto: sta per arrivare Italo Orlando, sta per cambiare tutto.Ma chi è Italo Orlando? Carola Susani ha dato il via a una trilogia che vedrà il ritorno di questo personaggio in tre diversi momenti chiave della nostra storia nazionale. Prosegue la trilogia di Italo Orlando, il misterioso protagonista di La prima vita di Italo Orlando, che grazie alla penna di Carola Susani torna a raccontarci un altro passaggio decisivo del nostro paese all’inizio degli anni Settanta. In Terrapiena, sarà il tredicenne Ciccio a narrare le vicende di Italo, apparso un giorno alla foce del fiume nei pressi di una baraccopoli, dove un gruppo di attivisti ha fondato una comunità. L’arrivo del “dio del cambiamento” stravolgerà un po’ tutti ma principalmente Saverio, uno studente di umili origini che si innamorerà di Italo. Terrapiena è tra i libri scelti per la IX edizione del Premio Bookciak, Azione.

Siamo in Sicilia, all’inizio degli anni Settanta, è settembre. Su una grande spianata sotto un terrapieno coltivato a ulivi sorge una baraccopoli costruita dopo il terremoto. È un luogo apparentemente secco e arido, nelle abitazioni manca l’acqua, i diritti elementari sono negati. Un gruppo di attivisti vi fonda una specie di comune – sono anarchici, comunisti, hippie italiani e stranieri – e cerca di spingere gli altri baraccati a ribellarsi.
Un giorno, i bambini della comunità trovano un giovane alla foce del fiume: è magro, ha i boccoli biondi, sembra morto. Gli danno il nome di Italo Orlando, per una leggenda di qualche anno prima. Non sanno che la nuova apparizione di questo dio del cambiamento travolgerà le loro vite. Più di tutti, di lui si innamorerà perdutamente uno studente di umili origini, Saverio. A raccontarci questa favola nera di promesse e di rovina, di illusioni, di cambiamenti reali e di tragedia, è un ragazzo, Ciccio, all’epoca dodicenne, che abita in una delle baracche con la madre e la sorella.
Con il suo stile visionario e attento, in questa seconda parte della trilogia su Italo Orlando, Carola Susani ci racconta un altro passaggio decisivo nella storia del nostro paese, quando per un momento sembrò che la giustizia fosse prossima e che anche l’amore rilucesse nuovo.

Carola Susani è nata a Marostica (Vicenza) nel 1965. Nel 1995 è uscito il suo primo romanzo, Il libro di Teresa(Giunti), nel 1998 La terra dei dinosauri(Feltrinelli). Con Feltrinelli ha inoltre pubblicato i romanzi per ragazzi Il licantropo (2002) e Cola Pesce (2004). Nel 2005 per Gaffi è uscito Rospo, raccolta di due radiodrammi. Ha collaborato alla rivista di Palermo Perap e a Linea d’ombra, e fa parte della redazione di Nuovi Argomenti. Nel 2006 minimum fax ha pubblicato la sua raccolta di racconti Pecore vive, selezione al Premio Strega 2007. Un suo racconto è incluso nell’antologia al femminile di minimum fax Tu sei lei. Per Laterza è uscito nel 2008, nella collana Contromano, L’Infanzia è un terremoto, e per Feltrinelli, nel 2009, Mamma o non mamma, scritto insieme a Elena Stancanelli. Da anni partecipa come docente ai laboratori di lettura e scrittura che organizza minimum fax, la casa editrice con la qualenell’autunno del 2018 aveva pubblicato il primo capitolo della trilogia “La prima vita di Italo Orlando”

Nella Sicilia occidentale alla fine degli anni Cinquanta, Irene, una ragazza al confine dell’infanzia, trova nel suo mandorleto un giovane dalla carnagione giallastra: è nudo, e sembra che dorma. È apparso dal nulla. Non ha passato, né memoria. La famiglia di Irene – il padre fotografo e la vecchia nonna possidente – lo accoglie nella sua casa di Sette Cannelle con il nome di Italo e lui in cambio porta fortuna e scompiglio. Trasforma tutto quello che tocca, riaccende un camino intasato, porta la luce elettrica, l’acqua corrente, ritrova fonti disperse. A poco a poco estende i suoi doni alle famiglie dei casali vicini. I bambini gli vanno dietro, sedotti dalla sua energia giocosa, perché lui gioca, non fa che giocare. Ma chi è Italo Orlando? Gira voce che ci sia in lui qualcosa di inquietante, oscuro, minaccioso. Intanto, nella provincia si scopre il petrolio, e lo smemorato si lega agli ingegneri e ai tecnici venuti a cercare l’oro nero. Ma c’è una relazione tra la comparsa di Italo e i mutamenti che stanno per intervenire? è forse un mercuriale, fatale, dio del cambiamento che cancellerà il mondo vecchio in nome delle ambigue metamorfosi del presente? Di certo, il suo arrivo e il suo terribile lascito segneranno il passaggio di Irene all’età adulta. Con La prima vita di Italo Orlando Carola Susani dà il via a una trilogia che vedrà il ritorno di questo personaggio in altri due momenti chiave della nostra storia nazionale.

Nello Zaino di Antonello: Da una libreria della Zona Rossa