di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

Viaggiatori, scritti ribelli e labirinti.

Foto di Emiliano Zampella
Foto di Emiliano Zampella

Le librerie affollate sono sempre un bel vedere e restituiscono gioia e entusiasmi belli a lettori, librai e viaggiatori. Anche quando si parla di territori e culture distanti. Kaliningrad, Königsberg, Królewiec, Kunnegsgarbs, Karaliaucius, Kenigsberg, la Montagna del Re, la Città di Kalinin: una città bifronte e dalle molte facce. Sabato 30 novembre ci siamo fatti accompagnare da Valentina Parisi nel suo viaggio in questo luogo pieno di storia, un viaggio nello spazio e nel tempo in un altrove particolare. Ai Diari di Parma abbiamo presentato, infatti, il libro “Una mappa per Kaliningrad. La città bifronte” pubblicato da Exòrma edizioni nella collana Scritti traversi. A dialogare con l’autrice le slaviste Maria Candida Ghidini e Giulia De Florio. Con loro abbiamo parlato a lungo di Kaliningrad e Kant ma anche di Mosca e di Berlino, di deportazioni e campi di concentramento e legami familiari.
Valentina Parisi è un’apprezzata slavista, formatasi a Milano e poi perfezionatasi all’estero. Ha vissuto per lunghi periodi a Mosca che ha amato e conosciuto profondamente e viaggiato tanto in Russia. Questo ultimo libro è la storia anche di un viaggio particolare e personale, progettato a partire da una fotografia del 1947 che ritrae la madre in braccio alla nonna e con il nonno che osserva. La studiosa capisce di voler fare quel viaggio a Kaliningrad dopo aver visto quella foto del nonno, in un abito di qualche taglia più grande, e che guardava la sua famiglia incredulo dopo che aveva patito la fame e la prigionia in un campo di concentramento di Stablack, nella Prussia più estrema. L’unica volta che quell’uomo era stato all’estero nella sua vita era per fare il prigioniero in quelle terre che dopo la guerra sarebbero diventate sovietiche e che la nipote, settanta anni dopo, va a scoprire. “A dir la verità, sebbene reticente a parlare della sua esperienza di prigionia (o, forse, semplicemente inascoltato), mio nonno non ha potuto fare a meno di trasmettermi la lingua del lager. Me l’ha passata come si passa una gamella di cibo attraverso un reticolato. Un gran minestrone di parole opache, tutte mescolate tra loro, che avevano senso soltanto in quel contesto.”

Enigmatica come una delle città invisibili di Italo Calvino, questa exclave russa situata in riva al Mar Baltico cela storie dimenticate, come quella dei tanti prigionieri di guerra, anche italiani, che vi hanno lavorato fino all’aprile 1945, nelle fabbriche del Terzo Reich. La protagonista, nipote di uno di loro, attraversa Kaliningrad guidata da una vecchia mappa di Königsberg, sulle tracce della propria storia familiare. Sa che non ritroverà la vecchia Königsberg, né la cantina in cui si era rifugiato suo nonno, né il campo dove era stato prigioniero, ma incontrerà il Palazzo dei Soviet abbandonato, la Russia dei poeti e storie di ippopotami curati con massicce dosi di vodka.
“Kaliningrad e Königsberg: le due “K” coincidono topograficamente ma non sono la stessa città. Il nome di Königsberg ci ricorda la patria di Kant e Hannah Arendt, Kaliningrad invece è un toponimo astruso e opaco. Se l’antica Königsberg non fosse stata rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati nell’agosto 1944 e poi dall’artiglieria dell’Armata Rossa, l’attuale Kaliningrad non esisterebbe affatto.” Dalla Prefazione di Francesco M. Cataluccio.

Valentina Parisi è nata nel 1976 a Milano, dove abita. Dopo il dottorato di ricerca in letterature slave, ha vissuto all’estero con varie borse di studio, in Germania e a Budapest. Attualmente assegnista di ricerca in letteratura russa presso l’Università degli Studi di Pavia, ha tradotto dal russo opere di Alexandra Petrova, Lev Šestov, Pavel Florenskij, Léon Bakst, Pavel Sanaev, Vasilij Grossman, Anton Cechov, Vasilij Golovanov e, dal polacco, testi in prosa di Wislawa Szymborska, Adam Zagajewski, Hanna Krall, Stanislaw Lem. Dal 2007 collabora regolarmente alle pagine culturali de «il manifesto» e di «AliasD». Ha scritto inoltre su «Diario della settimana», «Galatea», «Pagina 99» e «Alfabeta2».
Ha pubblicato un libro sull’editoria clandestina nell’Urss (Il lettore eccedente. Edizioni periodiche del samizdat sovietico, 1956-1990, Il Mulino, 2014) e nel 2017 la “Guida alla Mosca ribelle” per Voland.

Se siete viaggiatori e amate viaggiare ma cercate una guida alternativa che possa mostrarvi un lato inedito della città da visitare, allora per questo tipo di viaggiatori ribelli ci pensa Voland con le loro Guide alle città ribelli. Tante guide di viaggio inedite per scoprire l’anima ribelle nascosta tra le vie, stradine, calli e maestosi viali. Quelli di Voland sono diventati esperti di città ribelli: dopo Parigi, Roma, Berlino Barcellona e Firenze è uscita nella collana Finestre,come dicevamo nel 2017, proprio la Guida alla Mosca ribelle, una raccolta di tutti i luoghi più significativi di una città che, le rivoluzioni, le conosce davvero molto bene. Non trovate, in questa guida, informazioni sul Cremlino, questo no; ma attraverso le pagine potrete scoprire itinerari (letterari, architettonici, di protesta civile) che vi metteranno in contatto con le mille anime di Mosca. Della Mosca delle bettole e della enorme espansione urbanistica, passeggeremo per il quartiere Bauman e ci serviremo delle più belle stazioni al mondo della metropolitana. Leggerete, tra le pagine, la storia della libreria degli immaginisti, in cui nei primi anni ’20 il poeta Esenin si improvvisava commesso e puntualmente perdeva le staffe se un cliente si azzardava a chiedere un libro di Majakovskij. Una volta arrivati a Mosca, potrete scendere alla fermata Majakovskaja e spingervi un po’ più giù, a sinistra, fino ad arrivare agli Stagni Patriaše. Se siete fortunati potrete intrattenere un’amabile conversazione con un signore distinto, di nome Voland, e con enorme gatto nero che fa parte del suo seguito. La prefazione al testo è del prof. Gian Piero Piretto, slavista e culturologo, autore di saggi molti interessanti su linguaggi, usi e costumi in epoca sovietica.

In Guida alla Mosca Ribelle a cura di Valentina Parisi, identificata spesso con il potere, Mosca ha in realtà un’anima ostinatamente ribelle. Dalla rivolta del rame del 1662 alla Rivoluzione d’ottobre, dai demoni di Sergej Nečaev eternati da Dostoevskij fino alle proteste anti-governative del 2011-2012 e a quelle attuali, la vecchia capitale russa si rivela popolata da anarchici, dissidenti e artisti capaci di appropriarsi dei luoghi-simbolo del dispotismo e di mutarli radicalmente di segno.Le mappe all’interno del volume sono state disegnate da Giacomo Corsetti. Le fotografie sono di proprio di Valentina Parisi.

“Il libro di Valentina Parisi ci mostra come attraverso il suo andare attraverso la città in senso fisico si vada a compiere un viaggio storico e, allo stesso tempo, atemporale. La Guida della Mosca Ribelle è pubblicata da Voland, casa editrice che offre uno squarcio su mondi di cui andiamo a cercare ciò che ci aspettiamo, nei loro libri troviamo qualcosa che non credevamo” (Simone Pieranni)

“Non c’è bisogno di costruire un labirinto quando l’intero universo è un labirinto” scriveva Jorge Luis Borges. Si chiama proprio “I Labirinti” la nuova collana di racconti di Betti Editore SI. La forza delle narrazioni brevi e del linguaggio contemporaneo per raccontare storie e frammenti di vita in poche pagine. “Tra una birra e una storia” di Paolo Ciampi e “Il tempo dei Congedi”di Andrea Cabassi sono i primi due volumi di questa collana . Ci piace salutare una nuova collana come una nuova casa editrice o una nuova libreria, sempre come qualcosa che si aggiunge al mondo dei Libri e così martedì 26 novembre abbiamo voluto tenere a battesimo questa collana. E’stato lo scrittore Paolo Ciampi, insieme ad Andrea Cabassi, a guidarci in un viaggio tra vite straordinarie, seguendo la scintilla della curiosità, le traiettorie della divagazione e il senso di condivisione in una doppia presentazione dei volumi “Il tempo dei congedi” e “Tra una birra e una storia”.

Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, ha lavorato per diversi quotidiani e oggi è direttore dell’Agenzia di informazione e comunicazione Toscana Notizie. Si divide tra la passione per i viaggi e la curiosità per i personaggi dimenticati nelle pieghe della storia. Ha all’attivo oltre venti libri con diversi riconoscimenti nazionali e adattamenti teatrali. Gli ultimi, in ordine di pubblicazione, sono L’uomo che ci regalò i numeri (Mursia) che racconta i viaggi e le scoperte del matematico Leonardo Fibonacci, “L’Olanda è un fiore. In bicicletta con Van Gogh”, finalista del Premio Albatros – Città di Palestrina, e due libri che raccontano cammini, “Tre uomini a piedi” (Ediciclo) e “Per le Foreste sacre” (Edizioni dei Cammini). Con Tito Barbini è uscito per Clichy con “I sogni vogliono migrare”. E’ molto attivo nella promozione degli aspetti sociali della lettura e partecipa a numerose iniziative nelle scuole. Ha due blog, ilibrisonoviaggi.blogspot.it e passieparole.blog. Nel 2019 finalista al Premio Strega con il libro edito da Arkadia “L’ambasciatore delle foreste”.
Oltre alla pubblicazione realizzata con Betti Editrice, ha partecipato con un suo racconto al libro “Il ritorno degli esuli” (Strade Bianche, 2017).

Andrea Cabassi tiene una rubrica mensile, “Lo scaffale di Andrea”, proprio sul blog di Giuditta Casale, “Giuditta Legge”, in cui recensisce libri di narrativa pubblicati dall’editoria indipendente. Laureato in Filosofia all’Università di Bologna e in Psicologia a Padova, ha pubblicato articoli sui rapporti tra narrazione e psicoterapia in riviste specializzate. Con Maria Teresa Zini, per Carocci, ha pubblicato il libro ‘L’assistente sociale e lo psicologo. Un modello di lavoro integrato.’ Ha pubblicato per la casa editrice Fedelo’s i romanzi ‘Manifattura Tabacchi 1948’. ‘Emilio Lussu e mio padre’, premio Fogli Sparsi al Letterario 2019 Pontremoli per i romanzi editi, e ‘Traghettando indipendenze’. Fa parte della redazione della rivista parmense “Dalla parte del torto”.

Il tempo dei congedi è una serie di racconti che è in sé una riflessione sul senso della vita e del tempo, sulle attese e sui congedi, sulle atmosfere di cui sono popolati i ricordi e su quelle emozioni rimandano a domande spesso senza risposte.
“Vorrei che tu sapessi che scriverti è pensarti. Le parole riempiono il vuoto, disegnano i loro ghirigori sulla carta bianca, si insinuano negli interstizi lasciati aperti dalla tua assenza. Scriverti è colmare l’assenza e accorciare la distanza.
Questa è l’unica condizione in cui io posso amarti del mio amore più vero”

Venerdì 29 novembre era la giornata del Black Friday e per i lettori anticonformisti che non ne possono più di sentire il suono di questa parola da noi si è deciso di leggere questa parola al contrario, come «Friday Black», lo straordinario libro di Nana Kwame Adjei-Brenyah. Un libro che è un ritratto distopico del mondo occidentale contemporaneo in dodici racconti, ed elogiato da George Saunders e Colson Whitehead, un esordio potentissimo che ha venduto oltre cinquantamila copie negli USA. Nei racconti di «Friday Black» si trova un mondo sfigurato da iper-consumismo, razzismo e violenza, in cui trovano spazio dei personaggi profondamente umani. Uscito per Edizioni Sur ad Aprile 2019, con la traduzione di Martina Testa nel libro siamo proprio in un centro commerciale che durante le campagne di sconto del Black Friday viene invaso da orde di consumatori-zombie.

Un centro commerciale come un parco a tema in cui i bianchi possono simulare di uccidere presunti malintenzionati neri; l’autore e la vittima di una sparatoria in una scuola che, dopo morti, cercano di prevenirne un’altra; un gruppo di attivisti neri che vendica con surreale violenza l’ennesima clamorosa assoluzione di un omicida razzista; un mondo postapocalittico in cui ogni giorno si ripete, in un loop eterno, una catastrofe nucleare. I dodici racconti di Nana Adjei-Brenyah sono un ritratto distopico degli Stati Uniti contemporanei, in cui la realtà del consumismo, delle diseguaglianze di classe, delle tensioni razziali, dell’uso incontrollato delle armi da fuoco vengono portate alle loro estreme conseguenze, usando in maniera brillante i dispositivi della satira, della narrativa fantastica, dell’horror. Al cuore delle storie restano però personaggi umanissimi e credibili, nostri simili, che cercano di conservare la sanità mentale o la coerenza morale in un mondo che deraglia: a loro – a noi – l’autore affida la sua speranza. Un esordio potentissimo, con un immaginario degno di Black Mirror e una lingua essenziale e tagliente, che ha ricevuto elogi da grandi nomi della scena letteraria americana come George Saunders e Colson Whitehead, e paragoni con classici contemporanei del calibro di Kurt Vonnegut e Ralph Ellison.

Tra le nuove uscite di Edizioni Sur da questa settimana in libreria «Roberto Bolano. Stella distante» scritto da Javier Fernández e illustrato da Fanny Marín. «Stella Distante» è il primo graphic novel tratto da un’opera di Roberto Bolaño e, per giunta, un graphic novel di una delle opere più rappresentative del grande autore cileno. “Stella distante” ci introduce alle atmosfere di Detective Selvaggi, con la prima apparizione di Arturo Belano, indimenticabile alter ego.Un poliziesco perfetto, dal ritmo serrato, adattato a fumetto con la sceneggiatura di Javier Fernández, professore di letteratura e grande studioso di Bolaño, e le splendide illustrazioni della pittrice Fanny Marín.
Un regalo perfetto per tutti gli appassionati di questo gigante della letteratura, e una storia ideale per chi è ancora a digiuno di Bolaño, per immergersi nel suo mondo, nelle sue ambientazioni, nella mente dei suoi personaggi straordinari. «Una lettera d’amore a Roberto Bolaño» come ha scritto El País.

Stella distante è un libro chiave nell’opera di Roberto Bolaño: scritto «sotto dettatura dei suoi sogni e dei suoi incubi», è la storia che ci introduce alle atmosfere dei Detective selvaggi.In questo adattamento, scritto da Javier Fernández e illustrato da Fanny Marín, riviviamo la storia di Alberto Ruiz-­Tagle – altrimenti conosciuto come Carlos Wieder –, poeta autodidatta, pilota e feroce assassino negli anni del Cile di Pinochet. La vita segreta di Wieder, trascorsa in fuga tra Europa e America Latina, costellata di apparizioni in riviste destroidi e snuff movies, viene ricostrui­ta tassello dopo tassello da due detective improvvisati, Bibiano O’Ryan e un giovanissimo Belano.La forza della prosa di Bolaño emerge immutata in questo fumetto, delicato e dal ritmo incalzante. I disegni in bianco e nero plasmano alla perfezione le ombre che l’autore cileno riuscì a ritrarre nella sua letteratura, trasportandoci in un’atmosfera poliziesca di rara forza e vitalità. Stella distante è una chicca per gli appassionati e insieme un graphic novel poetico e originale, che saprà catapultare nel potente universo di Bolaño anche chi vi si affaccia per la prima volta.

Altra novità in Libreria è il libro di Seymour Chwast, “La Divina Commedia di Dante”, uscito per Quodlibet nella traduzione di Fiorenza Conte, che può rivelarsi un’ottima idea regalo per Natale. Chi lo avrebbe detto che l’opera del sommo poeta italiano potesse anche fare sorridere? II merito va a Chwast, uno degli illustratori americani più influenti. Solo tre dettagli: Dante ha cappello e pipa, Virgilio ha i tratti di Hercule Poirot, mentre Beatrice pare una dark lady degli anni Quaranta.

Seymour Chwast ha influenzato generazioni di designer e illustratori americani. È tra i fondatori, con Milton Glaser e Edward Sorel, dello studio grafico Push Pin Studios (1954) che ha influenzato il mondo della grafica d’arte, editoriale e pubblicitaria. Come illustratore collabora con numerosi giornali tra cui “Vanity Fair”, “The New York Times”, “The New Yorker” e “The Wall Street Journal”. La sua opera è nelle collezioni del Museum of Modern Art e del Metropolitan Museum of Art, ed è stata raccolta nei libri The Left-Handed Designer e Seymour: The Obsessive Images of Seymour Chwast.Seymour Chwast vive a New York con sua moglie, la graphic designer Paula Scher.

La lista di artisti che hanno tentato di interpretare il poema dantesco è lunga e piena di nomi importanti, ma Seymour Chwast ne ha realizzato una delle versioni più divertenti e spiazzanti. Impermeabile, cappello, occhiali da sole e pipa, Dante assomiglia più a un detective di Raymond Chandler che al divin poeta. Al suo fianco Virgilio, in completo nero e bombetta, e Beatrice, con un caschetto biondo platino. Sul loro cammino incontrarono, come è noto, moltitudini di peccatori e santi tra punizioni orribili e indescrivibili piaceri.Con soluzioni inedite e inventive illustrazioni, Seymour Chwast ci offre una Divina Commedia ironica e al tempo stesso fedele al testo.

Nello Zaino di Antonello: Viaggiatori, scritti ribelli e labirinti.