Dieci Buoni Motivi

di Gian Marco Griffi

Gian Marco Griffi
foto di Andrea Ciardo durante la presentazione di “Inciampi” alla libreria Trebisonda.

per NON leggere “Inciampi”

Inciampi

1) Perché sono racconti, e i racconti ma va là, meglio i romanzi.

2) Perché sono racconti scritti da uno sconosciuto italiano; gli sconosciuti potrebbero sorprendere, ma chi c’ha voglia di sorprese, meglio andare sul noto, è più sicuro. Poi gli italiani non ne parliamo.

3) Perché nel primo racconto i protagonisti vanno a un concerto di Umberto Tozzi. Il racconto tratta di tutt’altro, ma Umberto Tozzi no, proprio non si può ascoltare.

4) Perché non si capisce per chi tenere, dove stanno i buoni, dove i cattivi.

5) Perché si ride, a volte di cose che non dovrebbero far ridere.

6) Perché la riga dopo ci si emoziona e ci si potrebbe pure commuovere. Quella dopo ancora, poi, si ride di nuovo. Leggendolo sembrerà di essere bipolari.

7) Perché i protagonisti vivono in un posto chiamato Monferrato, e chi se ne frega del Monferrato, dov’è il Monferrato?

8) Perché non c’è un assassino, non c’è un omicidio, non c’è un commissario che indaga, manco un brigadiere qualunque. 

9) Perché se decideste di fare un giro per le colline del Monferrato in un bel giorno di sole (che per farsi un giro è comunque meglio di un bel giorno di pioggia), anche se voi non lo decidereste mai, perché ‘sto Monferrato non sapete dov’è e non vi interessa saperlo, ma mettiamo che un giorno capitaste di lì per sbaglio, allora trovereste certi angoli un po’ inselvatichiti dove gli uomini e le donne di settantacinque anni fa sono stati massacrati a bordo strada, fucilati nel cortile di un oratorio, impiccati a un castagno accanto a un cartello di benvenuto, messi in fila lungo le mura perimetrali di un castello, ammazzati dove adesso c’è una panchina, un parco giochi, un’aiuola, una rotatoria curata dalla Cassa di Risparmio. E trovereste le ombre dei balli a palchetto, dei cespugli, dei muretti e degli spiazzi dove altri uomini e donne hanno ballato, si sono innamorati, hanno fatto l’amore, hanno raccontato una storia. Stanno per sparire tutti, quelli che indicando con un dito ti dicevano guarda, là hanno fucilato quattro persone, là hanno fatto saltare una motocicletta, un carro, un tedesco, uno di Grana, uno di Casorzo. Però restano certe rughe che hanno la forma di cippi, lapidi, iscrizioni, targhe, sculture, vie, piazze e boschi, dove oggi le persone preparano una merenda sinoira, scopano su una Panda, si baciano, fumano, bevono birre, mangiano una pizza, leggono un libro, si raccontano di partite epiche, canticchiano quelle canzoni di merda di Young Signorino.

C’è un po’ di tutto questo, in Inciampi, ma in fondo chissenefrega della nostra storia, del Monferrato, che palle, pensiamo al futuro, quel che è stato è stato.

10) Perché no (ma non saprete mai cosa vi siete persi).

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Inciampi”
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