di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 
LIBRI CHE ARRIVANO COME RONDINI

cdddD (1)

Mercoledì 5 giugno ai Diari abbiamo presentato il libro di Franco Sacchetti “Dove i rondoni vanno a dormire”, inserita all’interno del “Festival dei rondoni”, un evento internazionale che prevede in contemporanea in tutto il mondo l’organizzazione di iniziative che servano a sviluppare nei cittadini e nelle istituzioni la cultura della salvaguardia di questi formidabili volatori, amici dell’ uomo perché divorano migliaia di insetti al giorno, in particolare mosche e zanzare, che possono essere vettori di malattie. Il Festival dei rondoni viene organizzato a Parma da vari anni e la presentazione del libro è stata l’occasione anche per illustrare le importanti iniziative concrete attivate in città per mantenere l’habitat dei rondoni che per riprodursi hanno bisogno di fori posti in alto, tipo buche puntaie o fessure nei palazzi antichi che spesso vengono chiusi durante i lavori di restauro senza sapere che così si mette a rischio una specie protetta.

Alla presentazione del libro presenti oltre l’autore Franco Sacchetti architetto, disegnatore, scrittore, Laura Dello Sbarba vicepresidente di ADA Onlus-associazione donne ambientaliste e infine Mauro Ferri per AsOER (associazione ornitologi Emilia Romagna) e per Festival dei Rondoni – Monumenti Vivi. Il libro è destinato ai ragazzi ma anche agli adulti che vogliono scoprire la storia affascinate di questi uccelli che si riproducono in Europa, svernano in Africa a sud del Sahara e passano tutta la loro vita volando incessantemente, dormendo anche in volo. Si tratta di un romanzo vero e proprio con tavole illustrate in cui a una trama delicata e avvincente si uniscono informazioni scientifiche sulla vita e la necessità di tutela dei rondoni.

Con il salvataggio in strada di un piccolo rondone caduto dal nido cambia l’estate di Zoe. È l’inizio di un viaggio alla scoperta della storia naturale di questi straordinari uccelli, capaci di volare per oltre due anni senza mai fermarsi, e del loro sempre più “difficile” rapporto con l’uomo.
“Dove i rondoni vanno a dormire”, di Franco Sacchetti, è il racconto a fumetti di questi nostri straordinari concittadini con le ali, messaggeri di primavera, e di tutti quelli che si impegnano attivamente perché le nostre case e i nostri monumenti possano accoglierne ancora i nidi.

Una serata intera, quella di sabato 8 giugno, per parlare con Alessandro Zaccuri di nomi e storie, di vita e letteratura e arte: insomma, di tutto quello che c’è “Nel Nome”, quarto titolo della serie CroceVia di NN Editore.
CroceVia è una serie di libri curata proprio da Alessandro Zaccuri, per la casa editrice milanese, attorno al senso e al significato di alcune parole fondamentali nella nostra cultura e nella nostra storia. Sono parole antiche, che usiamo tutti i giorni, e che cerchiamo di addomesticare disabitandole di una parte del loro significato, che continua a riverberare come un’eco sommessa. A Laura Pariani è stata affidata la parola Passione in “Di ferro e d’acciaio”, a Andrea Tarabbia la parola Croce ne “Il peso del legno” , a Gian Luca Favetto la parola Perdono in ” Qualcosa che s’impara”.

Alessandro Zaccuri ha scelto il nome di Maria. Anche per questo volumetto l’illustrazione di copertina è un progetto grafico di Elisa Talentino. Uno dei libri più intimi e belli di Zaccuri, una vera e propria indagine sul nome più comune e misterioso della Sacra Scrittura, quello di Maria, ma anche un viaggio intorno al proprio vissuto più privato, alla morte di sua madre e al legame con il suo amico Fabio. Un piccolo volumetto che del saggio ha davvero molto poco. Una testimonianza personale molto intima, invece, e anche molto insolita. Alessandro Zaccuri è nato nel 1963 a La Spezia, vive a Milano, scrive di letteratura e cultura sul quotidiano Avvenire. Ha pubblicato saggi (i più recenti sono Come non letto, Ponte alle Grazie, 2017, e Alexander Calder, Sillabe, 2019) e romanzi (tra cui Il signor figlio, Mondadori, 2007, Premio Selezione Campiello, e Lo spregio, Marsilio, 2016, Premio Comisso e Mondello Giovani).

Maria è un nome segreto, un gioiello fuori dal tempo. Mettersi sulle tracce di un nome è sempre un’avventura, non esistono mappe né percorsi prestabiliti. Alessandro Zaccuri inizia questo viaggio da solo, punta il suo compasso sulle Marie dei Vangeli e da lì si muove per scrivere la sua preghiera del nome. Parte da una Maria ragazza senza volto, che balla su una pubblicità degli anni Ottanta, si ritrova con la madre sorridente e sofferente, e passando da Giulietta incontra la Mary di West Side Story, incrocia Borges, Giotto, Lippo e poi Kurtz e Achab, per arrivare infine alla Marie di Le Corbusier sulle vetrate della Notre-Dame du Haut. E mentre invoca e ripete questo nome, vive il dubbio, lotta contro i sette demoni e dissemina il suo rosario in luoghi imprevedibili, trasformando il suo e nostro viaggio in una benedizione, invisibile e leggera.

Sempre della casa editrice NNE, dal 6 giugno è in libreria “Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo” di Yiyun Li nella traduzione di Eva Kampmann. Se vi sono piaciuti i racconti proposti in questi anni dalla casa editrice milanese, dopo “Il Paradiso Degli Animali” di David James Poissant, e “Paradisi Minori” di Megan Mayhew Bergman, “Animali In Salvo” di Margaret Malone, e “Danze Di Guerra” di Sherman Alexie, il percorso si arricchisce di una nuova tappa e di nuove storie e avventure con il nuovo libro di racconti di Yiyun Li, che abbiamo già avuto modo di conoscere l’anno scorso con il memoir “Caro Amico”.

Yiyun Li è nata a Pechino nel 1972. Dopo la laurea in Medicina, si è trasferita negli Stati Uniti, dove ha conseguito un Master all’Iowa Writers’ Workshop. Per Einaudi ha pubblicato Mille anni di preghiere (vincitore del PEN/Hemingway Award e del Guardian First Book Award), I girovaghi (vincitore della medaglia d’oro del California Book Award per la narrativa) e Più gentile della solitudine. Il New Yorker l’ha inserita tra i venti migliori scrittori americani. NNE pubblicherà anche Where Reasons End. Con i nove racconti che compongono la raccolta “Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo” Yiyun Li ci porta in una Cina insieme moderna e antica, mettendo in scena una commedia umana di personaggi, desideri, rimpianti, solitudini e relazioni fragili come fiori appena sbocciati.

I racconti di Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo sono ambientati nella Cina contemporanea, travolta da una modernità che non intacca le tradizioni sociali, tenaci e spietate, del passato.I personaggi di queste storie vivono i propri desideri, rimpianti, solitudini, in relazioni fragili come fiori appena sbocciati, sempre in bilico tra necessità e passione: un’anziana professoressa di Zoologia presenta il figlio a una devota studentessa, inconsapevole dei loro veri sentimenti; un gruppo di vecchie signore decide di aprire un’agenzia di investigazioni private per salvare i matrimoni dall’adulterio; una coppia di mezza età, che vive negli Stati Uniti, decide di tornare in Cina dopo aver perso la figlia in un incidente, per assoldare una donna come madre surrogata.
Con uno sguardo compassionevole e brutalmente sincero, Yiyun Li mette in scena la commedia della vita, universale in ogni luogo e tempo, e ci consegna un mondo dove la gentilezza e l’amore hanno la medesima forza ostinata, una forza capace di intrecciare i fili dei ricordi e dare così un senso all’esistenza.

Questo libro è per chi ha visto la neve per la prima volta, illuminata da una luna dorata in una notte senza vento, per chi ha cercato di imparare a memoria
David Copperfield, per chi desidera essere un albero sempreverde, e per chi sa che la nostalgia a volte è così forte da impedirci di ricordare, ma può anche trasformare in un paradiso i luoghi dove non faremo più ritorno.

In occasione della serata ambientalista sui Rondoni abbiamo suggerito questo bellissimo libro ambientalista di Jean Hegland dal titolo “NELLA FORESTA” appena uscito per Playground nella traduzione di Bernardo Anselmi e con una straordinaria copertina di Maurizio Ceccato.

Tra i libri più sorprendenti di questa annata, quello che è stato un libro di culto dell’editoria indipendente americana e bestseller lo scorso anno in Francia. Quando la protezione della tecnologia crolla, due sorelle si ritrovano a lottare per vivere. Alla fine del Novecento, inspiegabilmente, crolla la civiltà teconolgica. Si interrompono l’elettricità, Internet, le comunicazioni, e due sorelle, nel nord della California, si ritrovano ad affrontare i pericoli, le minacce e le opportunità di un’esistenza senza più la protezione della tecnologia. le due protagoniste infatti sono le giovani sorelle Nell ed Eva che, in un imminente futuro, rimangono vittima come tutta la popolazione mondiale di un’improvvisa mancanza di elettricità, catastrofe energetica per la quale non sembra trovarsi soluzione. Le due ragazze vivono in una casa isolata nella foresta con il padre vedovo fino a quando anche il genitore non perde la vita per un banale incidente; impossibilitate a comunicare con il mondo esterno e a corto di carburante per raggiungere il più vicino luogo abitato, Nell ed Eva dovranno ingegnarsi per sopravvivere potendo contare soltanto l’una sull’altra. Da “Nella foresta” di Jean Hegland è stato tratto anche un bel film con Evan Rachel Wood ed Ellen Page, regia di Patricia Rozema (2015).

Ambientato in un futuro prossimo, «Nella foresta» si concentra sulla relazione tra due sorelle e sulla loro battaglia per la sopravvivenza dopo il collasso della società e della civiltà. Nell ed Eva, questi sono i nomi delle due sorelle, prima della misteriosa e graduale apocalisse (mai specificata) avevano sperimentato un’infanzia quasi idilliaca, vivendo in una foresta nel nord della California. Il padre, un preside anticonformista, aveva deciso di occuparsi personalmente della loro istruzione, non mandandole a scuola (‘homeschooling’) e la madre le aveva sempre incoraggiate a seguire le loro passioni: Eva desiderava diventare una ballerina a tutti i costi, mentre la sorella più piccola, Nell, sperava di riuscire a iscriversi ad Harvard. Nonostante il loro mondo venga sconvolto dalla morte della madre, le sorelle (diciassette e diciotto anni) e il padre sono determinati ad andare avanti. E anche quando il terrorismo, forse una guerra lontana, un imprevedibile disastro ecologico, o magari una crisi economica, sconvolgono l’ordine sociale e anche lo stile di vita (smette di funzionare la corrente elettrica, i telefoni, e quel che c’è di più scontato nella civiltà tecnologica contemporanea) la famiglia continua a procurarsi da mangiare e a cercare di mantenere viva la speranza che un giorno la vita possa tornare a com’era prima. Ma quando il padre muore in un incidente banale e compare uno straniero misterioso e minaccioso, le ragazze comprendono di dover trovare un modo nuovo, solo loro, di divenire adulte.

Tra le nuove uscite in libreria di queste settimane segnaliamo “La guerra di tutti – Populismo, terrore e crisi della società liberale” di Raffaele Alberto Ventura, edito da Minimum Fax. 
Nessuna civiltà ha mai spettacolarizzato tanto il benessere e subito con tanta durezza l’effetto del risentimento che sale quando le promesse non sono mantenute: trionfano gli odi intracomunitari e le teorie del complotto. Ventura si conferma un autore fondamentale per comprendere il presente, dietro le illusioni che non funzionano più.Raffaele Alberto Ventura vive a Parigi dove collabora con il Groupe d’études géopolitiques e la rivista Esprit. Oltre alla sua pagina Eanni.schaton cura una rubrica per Wired. Il suo primo libro, Teoria della classe disagiata (minimum fax 2017), è stato uno degli esordi più acclamati degli ultimi.

Populismo e cospirazionismo, razzismo e terrorismo, fake news e politicamente corretto sono tutti sintomi di un ordine in disfacimento. Il tramonto del capitalismo occidentale coincide con una crisi delle categorie politiche della modernità, una catastrofe che ci riporta alla guerra di tutti contro tutti come unico sfogo alla paura del declassamento. Guerra simbolica, metaforica, virtuale, finzionale, che dal mondo dei segni sempre più spesso trabocca per andare a contagiare il mondo reale. Nessuna civiltà aveva mai spettacolarizzato tanto il benessere e nessuna aveva mai subito con tanta durezza l’effetto del risentimento che sale quando le promesse non vengono mantenute: trionfano le passioni tristi, gli odi intracomunitari e le teorie del complotto. Dopo aver amministrato per decenni il consenso fabbricando sogni e bisogni, l’industria culturale è diventata una macchina produttrice di paranoia. E se il problema fosse il nostro rapporto con la violenza del linguaggio? Raffaele Alberto Ventura ci guida in un viaggio tra le rovine sontuose della società del benessere, dalla post-verità alla post-politica: incrocia moti di piazza liberamente tratti dai film di Hollywood, ascolta supereroi che discutono di filosofia e si intrattiene con complottisti adoratori di Rihanna, principessa degli Illuminati. Nel mezzo di questo frastuono, ci fa sentire le voci di Hobbes e di Rousseau, esplora le pagine di Dick e di Flaubert, svelando gli arcana imperii dietro le illusioni politiche che non funzionano più.

Da questa settimana in libreria anche “Inverno” di Ali Smith, edizioni Sur, nella traduzione di Federica Aceto.

Un romanzo che migliaia di lettori stavano aspettando. Ali Smith è una delle autrici più amate del catalogo SUR. Dopo L’una e l’altra, Hotel World (Beat), e Voci fuori campo, Autunno ha inaugurato un’ambizioso esperimento letterario: una quadrilogia che indaga sul contemporaneo, seguendo il susseguirsi delle stagioni. Il primo capitolo è stato accolto dalla stampa come un capolavoro e definito il primo romanzo post-Brexit. Ora è la volta di Inverno,dove ritroviamo drammatici riferimenti all’attualità, realismo magico, profondi richiami letterari, ma soprattutto una lingua dinamica, effervescente, brillantissima, di cui è impossibile non innamorarsi.

Alla vigilia di Natale – un Natale insolitamente caldo e senza neve – Art, collaboratore dell’ufficio legale di una multinazionale e autore di un velleitario blog di nature writing, parte per la Cornovaglia, dove ha accettato di passare le feste nella villa della madre Sophia, imprenditrice di successo ormai in pensione. Avrebbe dovuto presentarle la sua compagna, che però l’ha appena lasciato dopo un litigio: Art ha quindi impulsivamente deciso di farsi accompagnare da Lux, una ragazza misteriosa e brillante conosciuta per caso il giorno prima. Nel corso della notte al gruppetto si aggiungerà, a sorpresa, Iris, la sorella che Sophia non vede da trent’anni, emarginata dalla famiglia per la sua attitudine ribelle e contestataria e la sua militanza politica. Nel corso di tre giorni, diverse generazioni, sensibilità, visioni del mondo si scontrano e si confrontano, facendo i conti col passato e provando in qualche modo a convivere.Alternando riferimenti alla drammatica attualità contemporanea (la Brexit, Donald Trump, i cambiamenti climatici) e luminosi tocchi di realismo magico, intessendo le pagine di allusioni letterarie (da Dickens a Shakespeare) e gustosi giochi verbali, Ali Smith crea un altro dei suoi magnifici arazzi narrativi: romanzi capaci di ritrarre la faticosa quotidianità del mondo che conosciamo con uno sguardo così generoso e anticonvenzionale da farcene innamorare di nuovo.
“Guizzante, allegro, triste, generoso, un libro pieno di grazia.”The Guardian

E chiudiamo lo Zaino con «Viaggi sulla Luna» edito da Racconti Edizioni che da questa settimana è atterrato nelle nostre librerie terrestri. Curato da Fabrizio Farina e con la bella illustrazione di Andrea Bozzo, dentro la prima antologia di Racconti Edizioni si trovano racconti di Ballard, Buzzati, Landolfi, Malerba, Clarke, Poe, Heinlein e molti altri. Fabrizio Farina ha curato, per Einaudi, le antologie Viaggi nello spazio e Viaggi nel tempo. Racconti di Dino Buzzati, James G. Ballard, Tommaso Landolfi, Edgar Allan Poe, Stanley Weinbaum e molti altri dedicati alla Luna.

«Ci sono solo due problemi da risolvere quando si va sulla Luna: primo, come arrivarci; e secondo, come tornare indietro. La chiave sta nel non partire prima di aver risolto entrambi i problemi.» – Neil Armstrong

«In realtà non sarà un uomo solo ad andare sulla Luna, ma sarà un’intera nazione. Perché tutti noi dobbiamo lavorare insieme per mandare quell’uomo sulla Luna.» – John F. Kennedy

Prima di concedersi il famoso bacio del ’69, nel buio dello spazio più profondo, Luna e Terra hanno dovuto danzare a velocità supersonica per millenni, senza mai staccarsi gli occhi di dosso. Perché si facesse il gran passo (per quanto piccolo secondo Neil) ci sono voluti propulsori, moduli e calcoli computerizzati, ma a niente sarebbe servita la risolutezza scientifica senza un po’ di poesia, di archetti, insomma, senza un po’ d’atmosfera. Molto prima che l’Apollo 11 toccasse il suolo lunare è stata l’arte, in tutte le sue forme, ad accomodare l’attrazione preparando fatalmente il terreno per l’allunaggio. Nei suoi sogni e desideri – spesso perdendo il senno come l’Orlando – l’uomo è stato sulla Luna infinite volte, eleggendo il «pianeta» prediletto a simbolo romantico dei migliori viaggi d’avventura. Senza che esistesse un’astro- tecnica su cui fantasticare, per esempio, al celebre Hans Pfaall erano bastati i debiti, una mongolfiera ben equipaggiata e un’interpretazione tutta sua delle leggi di natura, per salire al cospetto della Luna. Laddove al miliardario Harriman, nel racconto di Heinlein, non sembravano bastare tutti i soldi e i razzi di questo mondo, pur avendo il satellite a portata di mano. Forse che dopo tanta letteratura, dopo tanto vorticare nello spazio quel bacio strappato, rubato con astronavi vere e proprie, abbia tolto il gusto del racconto? Alla vigilia dello sbarco Buzzati intonava una preghiera: Non deluderci, Luna. Ma come l’astronauta ubriacone di Ballard sembrerebbe confidarci – e come questi racconti confermeranno – quel piccolo contatto non ha spento, semmai ha amplificato, la voglia di sussurrare ancora alla nostra dama di ballo.

Nello Zaino di Antonello: LIBRI CHE ARRIVANO COME RONDINI

Lascia un commento