di Maria

Maria

 

 

 

 

 

Torna Peter Cameron con la sua delicatezza e la capacità di incantarci con due racconti lunghi – più che romanzi brevi – che compongono il suo ultimo libro dal bellissimo (e non casuale, come scopriranno i lettori) titolo: “Gli inconvenienti della vita” (Traduzione di Giuseppina Oneto, Adelphi).

gli incovenienti della vitaIn entrambe le storie (ho preferito la seconda, “Dopo l’inondazione”) si avverte un senso di attesa, di sospesa incertezza verso l’avvenire.

La dolorosa sofferenza delle coppie – tra loro molto diverse e protagoniste di storie diversamente ambientate -, che vengono descritte nei due racconti, ne è l’elemento in comune.

Il finale è aperto e lascia trasparire un desiderio di cambiamento e di riscossa, che però si scontra con l’apatia dei personaggi.

I temi trattati sono ancora una volta l’incomunicabilità nella vita quotidiana e l’irrimediabile solitudine degli esseri umani, ma troviamo minore speranza rispetto ai (deliziosi) precedenti libri, soprattutto “Quella sera dorata” e “Un giorno questo dolore ti sarà utile”.

“ ‘Ho perso’ disse. ‘Cioè no, ho pianto. Ho perso lacrime. Le parole mi abbandonano. Interessante, però, come ci possiamo sentire abbandonati, dalle cose, dalle persone. Da noi stessi. Tanti modi diversi di andare in pezzi.’ ”.

In sintesi, un Cameron più maturo e più triste, ma pur sempre uno scrittore di gran classe. 

 

Maria consiglia: Gli inconvenienti della vita
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