Dieci Buoni Motivi

di Alessio Arena

Alessio Arena

per NON leggere  “La notte non vuole venire”

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  1. Esterina Malacarne, la protagonista, è brutta, ma all’improvviso diventa bella, senza che nessuno spieghi il come e il perché.
  2. In questa storia Napoli sembra New York e New York sembra Napoli.
  3. Donna Gilda Mignonette dovrebbe essere l’eroina con cui empatizzare. Ma l’eroina di questa storia è pure un po’ stronza. Il lettore si sente spiazzato.
  4. Oltre a cadere dalla luna di Coney Island, Federico García Lorca, in questo romanzo, scrive una poesia che non è una sua poesia, ma è calcata su dei versi di… Rodolfo Valentino!
  5. Ehm… sì, è vero: Rodolfo Valentino pubblicò un libro e il romanzo raccoglie anche questo strano e innecessario dato sulla vita del divo italoamericano.
  6. In questa storia parla, diverse volte, Benito Mussolini, e le sue parole, vuoi o non vuoi, sporcano la pagina, la rendono appiccicosa, addirittura puzzolente.
  7. Alcuni personaggi si esprimono solo in “broccolino”, il pidgin english dei napoletani di New York. Sì, lo so che è una lingua irresistibile. Forse la più bella del mondo dopo il greco moderno e il mapudungun del sud del Cile. Ma a qualcuno darà fastidio, e quel qualcuno, forse, sei tu.
  8. In questo libro non si racconta la biografia dell’autore, nessuno dei personaggi è l’autore, non puoi sapere come finisce leggendo la pagina dell’autore su wikipedia.
  9. “La notte non vuole venire” a pagina 213 cita un romanzo di Hawthorne che io non ho letto e forse, dici la verità, nemmeno tu.
  10. “Io credo che l’amore dovrebbe essere considerato un’infermità…” si legge sulla controcopertina. Scappa, amore, fai una cosa: leggiti Moccia.
Dieci Buoni Motivi per NON leggere “La notte non vuole venire”
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