Locandina Tra Musica e Poesia

 

Era il giorno del mio compleanno, quando per la prima volta ho incontrato il Presidente Nazionale dei Parchi Letterari, Stanislao de Marsanich, nell’ufficio del Comandante del Comando Regione Carabinieri Forestale della Basilicata, il Colonnello Angelo Vita. Era stato quest’ultimo a farmi una telefonata poche settimane prima, in cui mi proponeva una follia: progettare una serata per festeggiare la Giornata Internazionale delle Foreste e la Giornata Mondiale della Poesia. Una follia perché io non mi ero mai occupata di un evento istituzionale come doveva essere quello che mi proponeva.

Nell’articolo che segue, apparso il 22 marzo sulla pagina di Cultura di Cronache Lucane, racconto la serata, a dimostrare tutto il lavoro che si è celato dietro quell’ora e poco più in cui l’evento si è consumato sul palcoscenico del Teatro Stabile di Potenza, e il gioco di squadra, affiatato e prezioso che ha reso il progetto un successo condiviso.

 

Articolo Cronache lucaneNon poteva che aprirsi con l’inno d’Italia, vista la platea istituzionale che ha gremito, insieme a un numeroso pubblico il Teatro Stabile di Potenza. Una passeggiata ideale nelle Riserve e nei parchi letterari lucani con delle guide particolari: le eccezionali personalità a cui sono dedicati i parchi letterari in Basilicata.

Con l’organizzazione del Comando Regione Carabinieri Forestale di Basilicata e dei Parchi Letterari il 20 marzo si è tenuto un evento per festeggiare la giornata internazionale delle Foreste e come anteprima della giornata mondiale della poesia del 21 marzo, che prevede eventi e incontri in ciascuno dei numerosi Parchi Letterari che costellano la penisola. 

Connessione tra i Carabinieri forestali e i parchi letterari il tema della tutela ambientale, che ha assunto una carica di forte e stringente attualità, quell’alba nuova augurata da Scotellaro nella poesia che ha aperto le letture, dopo l’entusiastica manifestazione mondiale sul clima del 15 marzo.

La serata si è profilata come un viaggio poetico, in cui Federico II, Mario Pagano, Carlo Levi, Isabella Morra e Albino Pierro indicano che non può esserci tutela del territorio che non passi attraverso la cultura, guide sul COME guardare al paesaggio da cui siamo circondati, più ancora che del COSA guardare in esso.

L’ordine in cui sono elencati non è casuale, ma è quello con cui si è dipanato lo spettacolo di letture e musica, mentre sullo sfondo si susseguivano delle bellissime foto di paesaggi lucani.

L’ambizione nella selezione dei testi è stata quella di immaginare un percorso, mettere a dialogo gli autori, con sé stessi, tra di loro e con il pubblico in sala. Le letture sono state affidate alla Compagnia HDueteatrO, che già solo nel nome, con l’allusione all’acqua, bene privilegiato di ogni paesaggio che ne gode, è stata in perfetta sintonia con la serata: Andrea Tosi, a cui si deve anche con estrema eleganza e competenza il ricamo sui testi, Alfredo Tortorelli e Vanessa Viggiano.

La prima suggestione proposta è stata su cosa si sarebbero potuti dire, passeggiando nel creato, Federico II e Mario Pagano, dalla distanza temporale delle loro esistenze e dalla profonda differenza della loro formazione. Nulla di inventato, ma un confronto tra alcuni passi delle Costituzioni melfitane con il Proemio dell’Introduzione ai Saggi politici di Mario Pagano. Straordinaria attualità di concetti, principi e visioni, che pur nella differenza, si somigliano incredibilmente per spessore e levatura.

Ospite d’onore della serata Raffaele Nigro, primo nome che verrebbe subito alla mente, se si volesse dare un definizione di letteratura lucana contemporanea. Raffaele Nigro con puntuali e ficcanti pennellate ha definito il ruolo del paesaggio come motivo ispiratore nella scrittura dei cinque autori dei Parchi Letterari lucani, inserendosi pienamente nell’impalcatura che ha sorretto la serata. Ha aggiunto Orazio Flacco, nella speranza che presto nasca anche per lui un Parco Letterario. Colonna sonora della serata gli ottoni del Conservatorio Gesualdo da Venosa di Potenza, diretti dal maestro Rosario De Luca.

Nella seconda parte, il passo si è fatto pronunciatamente poetico. Il percorso delle letture ha attraversato Aliano, Valsinni e Tursi. Si è partiti da Carlo Levi in un colloquio dalle pose petrarchesche con se stesso, in cui alla lucida spietatezza dell’incipit imprescindibile di “Cristo si è fermato a Eboli” sono stati inseriti alcuni versi di suoi componimenti legati al paesaggio dalla dolce melanconia, che hanno teso idealmente la mano alla tragedia esistenziale di Isabella Morra in vana attesa del padre per lasciare il denigrato sito in cui si sente prigioniera, per sfumare nella Rabatana di Pierro, in cima alla strada pietrosa, e incastonata nel ricordo della madre. Affetti, esistenze, speranze che si sovrappongono al paesaggio, chiave interpretativa di una poetica dei sentimenti universale e assoluta.

La lettura dei testi è scorsa come un fiume, come il Sinni confidente della poetessa lucana, facendo confluire in un unico corso le voci dei poeti per giungere intatte al cuore di ciascuno con l’invito a guardare dentro e fuori di sé. Il paesaggio in poesia illumina squarci che se da una parte rivelano le caratteristiche del paesaggio naturale in cui il poeta si trova a vivere o ha vissuto o continua a vivere nel proprio immaginario, dall’altra è la chiave che apre le serrature dell’animo umano in qualsiasi luogo geografico il lettore si trovi.

In finale, una lettura tratta dalle Georgiche di Virgilio per passare un ideale testimone della serata al Parco Letterario di Mantova, e far sì che l’idea di mettere insieme paesaggio e letteratura in un percorso ideale di musica e parole possa attraversare i Parchi Letterari nazionali, e farsi promotore di tutela ambientale.

Nei parchi tra musica e poesia: un viaggio esperienziale indimenticabile