DIECI BUONI MOTIVI

di Paolo Albani

Paolo Albani

PER NON LEGGERE

I SOGNI DI UN DIGIUNATORE

I sogni di un digiunatore

Se fossi in voi non leggerei I sogni di un digiunatore, volete sapere perché?

  1. Sono racconti brevi, ma così brevi che uno non si accorge nemmeno di averli letti, e allora tanto vale non leggerli.
  2. Già nel titolo è una cosa che invoglia il lettore (specie quello pingue, manganelliano) a non lasciarsi coinvolgere più di tanto, meglio spendere quei soldi lì in trattoria.
  3. Ci sono un sacco di affermazioni «politicamente scorrette» come quella di elogiare le donne brutte o quella di pensare che la felicità sia direttamente proporzionale all’indifferenza verso gli altri.
  4. Circolano nel libro una miriade di idee assurde, irreali, che nessuno se le beve: vi sembra normale trovare nella propria casella postale due giovani che fanno all’amore oppure incontrare il proprio postero, se siete uno scrittore, per chiedergli se ha letto i libri che avete scritto?
  5. Si mettono in burla personaggi famosi e rispettabili, come il lacaniano Massimo Recalcati, inventore della teoria dell’«ingombro fallico». Chi crede di essere l’autore?
  6. È pieno di incongruenze, di contraddizioni. Ad esempio si parla di digiuno, di astinenza dal cibo e allo stesso tempo si danno alcune istruzioni per mangiare i libri (per quelli di Céline si consiglia di togliere i puntini prima di mangiarli).
  7. Su molti argomenti l’autore avanza consigli a dire poco idioti: operare i cani che hanno la coda ritta per coprire la vergogna del loro orifizio anale o, rivolto agli uomini di una certa età, mettersi delle mutande imbottite per nascondere la scomparsa dei glutei. Robe da pazzi.
  8. Se la prende in modo sarcastico con tutti coloro che hanno scritto sul tema del silenzio, adducendo che avrebbero fatto meglio a tacere, e intanto, anche lui, si spende in chiacchiere sul silenzio. Alla faccia della coerenza.
  9. L’autore fa un lungo elenco delle «cose che non sa» pensando di apparire modesto e simpatico agli occhi del lettore sprovveduto, mentre ciò che viene fuori è soltanto la sua profonda ignoranza.
  10. Un’ultima considerazione: siete proprio sicuri che Paolo Albani esista?
Dieci Buoni Motivi per NON leggere “I sogni di un digiunatore”
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