Dieci Buoni Motivi

di Mario Valentini

Valentini

per NON leggere “La minuscola

La minuscola di Mario Valentini

1. Non leggerlo.

2. Perché poi, magari, non l’avevi messo in conto, il libro ti piace, viene voglia anche a te di fare dei figli. E prima o poi te ne penti.

3. O invece l’avevi messo in conto da tempo, ci stavate anche provando, certe situazioni raccontate nel libro ti preoccupano, ti terrorizzano, e ti passa la voglia di fare dei figli. E prima o poi te ne penti.

4. Ma poi che importa, tanto non è che basta leggere un libro e uno cambia così, di punto in bianco, opinione sui suoi progetti di vita. E dunque leggerlo sembra inutile, almeno dal punto di vista pratico.

5. Oppure ormai sei nonno o nonna, zio o zia, cugino o cugina, o non sei niente di tutto questo. E sei solo al mondo, senza nemmeno un amico, un lontano parente. E dunque leggerlo sembra ancora più inutile, sempre dal punto di vista pratico.

6. Vuoi leggerlo? Ci tieni proprio? Ti interessa la trama, l’argomento? L’autore ti sembra abbia un bel piglio divertente? Ti sembra ci sia una certa profondità di sguardo nonostante l’apparente leggerezza del tono? Non lo nego, ti capisco, può venire proprio voglia di leggerlo. Ma allora ti dico che c’è di meglio.

7. Addio alle armi, ad esempio, dove pure c’è un padre, una madre, l’attesa di una nascita, un parto, un bambino appena nato, ma poi muoiono tutti, o quasi. E tu rimani lì, con un gran magone, a dire: “però che finale! Che immane tragedia!”. Ecco, quelli sì che sono libri, mica questo che si intitola La minuscola, dove invece dall’inizio alla fine, nonostante le molte peripezie passate dai protagonisti, fila tutto abbastanza liscio. O almeno sembra.

8. Soffri di cuore? Il finale di Addio alle armi ti sembra un po’ forte? Potrebbe compromettere la tua salute? Preferisci La minuscola perché ti sembra ci sia una bella allegria? Dici che un po’ di leggerezza non guasta? Ma guarda che anche La minuscola contiene un bel po’ di emozioni tra loro contrastanti: il riso, il pianto, lo spaesamento, la tenerezza, il puro divertimento, la fatica, c’è perfino un po’ di dolore. E si sa che troppe emozioni, così diverse e tutte in una volta, sbalestrano.

9. Non ti ho ancora convinto? Ricordati che leggere stanca, affatica gli occhi, fa calare la vista, ti fa stare per svariate ore in posizioni innaturali con effetti deleteri sulla postura, sulla colonna vertebrale, sulla schiena. E anche se La minuscola si legge facile, e un po’ si ride, e ti cattura, è sempre meglio andare in palestra.

10. Ma poi, in fondo, un vero motivo non c’è. Fidati! Senza fare troppe domande.

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “La minuscola”
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