Dieci Buoni Motivi

di Davide Grittani

Davide Grittani

per NON leggere “La rampicante

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Ecco i miei 10 buoni motivi per NON leggere “La rampicante”:
1) Perché è un libro che scruta nell’ombra, che ti osserva di nascosto, che sta attento alle reazioni del Lettore e ne diventa complice, in alcuni casi anche alleato.
2) Perché è un romanzo cinico, spietato, molto crudele ma anche dolcissimo e aperto alle imboscate della speranza.
3) Perché “La rampicante” non è un libro facile, se per facile s’intende una scrittura comoda, leggera, appiattita dai luoghi comuni e livellata dal senso di mediocrità che sembra essersi impossessato di questo Paese.
4) Perché è un libro che comincia dalla fine, sì dalla fine: anche se poi prende per mano il Lettore e lo trascina fino alla fine (quella vera), riavvolgendo la storia come il nastro fuori uscito da una cassetta.
5) Perché è un libro che rappresenta anche una perduta dichiarazione d’amore per una terra di cui si sa poco, un po’ per pigrizia e un po’ per scelta di chi la abita: le Marche.
6) Perché è un libro che attraversa sentimenti, umori, sospensioni, incomprensioni, gioie espresse e inespresse, e le ipocrisie delle famiglie; quella piccola comunità che sembra facile da governare e invece è la sintesi dell’umanità.
7) Perché è un romanzo potente e coraggioso, perlomeno così lo stanno definendo in molti: e a me, vi dirò, sta bene!
8) Perché è un romanzo pubblicato da un piccolo editore del Sud, una di quelle scommesse che – solo per condividerne lo spirito e i sacrifici – si dovrebbe applaudire con tanto di standing ovation.
9) Perché è stampato benissimo su carta bellissima, addirittura cucito e con una copertina raffinata; e perché emana l’odore delle cose buone a prescindere, come i biscotti che mettono la testa fuori dal forno e lo zucchero velato quando resta aggrappato all’aria.
10) Perché è un romanzo che parla anche di trapianti, del mistero che sta dentro al trasloco di un organo (un cuore, un fegato, delle cornee, dei reni) da una persona a un’altra, da una identità a un’altra: succede così spesso, oltre 3500 volte l’anno solo in Italia, che paradossalmente non ne parla nessuno… men che meno gli scrittori. Invece “La rampicante” si occupa dell’etica di chi dà e di quella di chi riceve, senza fare la morale a nessuno, al contrario presentando il conto (salatissimo) del destino.

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “La rampicante”
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