di Francesca Maccani

Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.
Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.

 

Titolo: BAMBINI. Un manifesto Politico

Autore: Matteo Meschiari

Casa Editrice: Armillaria

Il sottotitolo di questo pamphlet di Meschiari dice già molto di questo libriccino, piccolo nel formato ma dai contenuti dirompenti. Un sottotitolo che pare generi un ossimoro col titolo, che inizialmente stride, ma che in realtà ci dice molto.

La politica, infatti, a dispetto di quanto appaia, non interessa solo gli adulti, più o meno senzienti, anzi paradossalmente sono proprio i “grandi” i meno manipolabili.

Il vero controllo, di fatto, si esercita su coloro che ancora non hanno una personalità strutturata: i bambini. E questo controllo parte da subito, dalla gravidanza, per proseguire poi con parto, allattamento e svezzamento. È qui che si celano le maggiori possibilità di imprinting sociale.

Clicca sulla copertina per accedere alla scheda del libro sul sito della casa editrice Armillaria.
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Bambini è un libro scomodo, di critica, è un testo schierato e militante.

Con una scrittura chiara e a tratti scientifica, vengono trattati numerosi temi, dalle strategie di controllo, alla mitopoiesi, all’allofobia come sistema.

In una recente intervista Meschiari sostiene che i totalitarismi verso cui stiamo scivolando hanno ragioni vicine e anche lontane. Depauperamento culturale, emotivo e relazionale degli adulti di oggi non sono stati programmati da tempo attraverso l’assimilazione di modelli di comportamento e precisi condizionamenti socioculturali.

C’è un aspetto che mi sta particolarmente a cuore in questo testo è riguarda il ruolo delle donne nella società, da tempo mi interesso di scritti sulla questione femminile e devo dire che in questo scritto ho trovato parole molto forti, che ho appuntato.

Le società solo apparentemente hanno compiuto dei progressi perché di fatto, un aspetto è sempre rimasto immutato fin dalla notte dei tempi: donne e bambini vanno sottomessi alle regioni della produzione. Le donne vanno ingabbiate nel ruolo di madri che accudiscono e si occupano della casa e della famiglia, i bambini vanno addestrati quanto prima al vivere sociale, educandoli secondo parametri etici da adulti, al distacco, all’autonomia, all’obbedienza.

Il maschilismo patriarcale, di fatto non è mai scomparso ma è fortemente radicato nel nostro quotidiano, a dispetto d quanto sembri.

Meschiari ce lo spiega bene, attraverso una serie di rimandi antropologici e gettando uno sguardo lucido e spietato su eventi naturali quali il parto e la maternità, che vengono ospedalizzati e trattati clinicamente, come si trattasse di malattie piuttosto che di naturali eventi facenti parte della vita. Consiglio a tutte le donne ma soprattutto agli uomini di leggere con attenzione capitoli quali Tagli, Non sono una vacca e Anatomia del distacco. Personalmente li ho trovati dolorosi ma terribilmente veri.

Meschiari nel suo scritto tocca tasti dolenti, tratta con lucidità tematiche di forte impatto emotivo.

In meno di 100 pagine mette tanta di quella carne al fuoco che si ha la sensazione, alla fine di averne lette 1000.

L’autore ci invita ad elaborare tattiche di resistenza domestica, ci sprona ad essere disobbedienti, a uscire dagli schemi.

Come dicevo poco sopra, scrive un libro scomodo, che ci va a toccare nel profondo, che fa vacillare le nostre sicurezze e i solidi pilastri su cui pensiamo di aver eretto la più perfetta della vite.

Se siete dei ribelli, se volete capire meglio come ci influenzano, se non capite come mai, ancora oggi, le donne abbiano ruoli subalterni e si facciano la guerra fra loro, vi consiglio la lettura di questo Libro per il quale uso volutamente la lettera maiuscola.

La Recensora della Domenica: BAMBINI. Un manifesto Politico
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