Nuova Frontiera junior

Eccomi di nuovo nella redazione di La Nuova Frontiera.

Sono arrivati in libreria altri due volumi della collana “Scrittori del ‘900” di La Nuova Frontiera junior, dopo quelli di Ferraloro su Tomasi di Lampedusa e Biferali su Calvino (con i quali ho chiacchierato QUI). Altri due pezzi da 90, per continuare sulla linea del 9.
Ginzburg pasoliniNatalia Ginzburg di Arianna Di Genova e Pierpaolo Pasolini di Rossano Astremo. Due libri differenti in tutto, per struttura sguardo stile scelte narrative, ma simili nell’amore per l’autore novecentesco prescelto. 
Le ragioni della loro scelta sono ben spiegate nel libro, e le lascio a chi si accinge a leggerli, invece sfumo la domanda e vi chiedo: cosa raccontano ai giovani del XXI secolo Natalia Ginzburg e Pierpaolo Pasolini? Cosa della loro esistenza, non solo biografica ma anche letteraria e intellettuale vi interessava maggiormente evidenziare per il giovane pubblico della collana? 

Arianna Di genova-La Nuova Frontiera JuniorARIANNA: La parola “classico” in letteratura può fare paura ai ragazzi e indurli a scartare verso altri autori, ritenuti più commestibili. Esiste un trucco? Sì, aggirare le etichette, evitare di tirarle fuori in classe o a casa e proporre un libro come “Lessico famigliare” in tutta semplicità. Sarà senz’altro un invito ad aprire molti mondi insieme, una scoperta dalle mille sorprese. Intanto, fra le  pagine di questo romanzo circola una lingua quotidiana infarcita con invenzioni di parole divertentissime, un po’ come capita agli stessi adolescenti quando comunicano fra di loro, appartenendo allo stesso gruppo. Il linguaggio e le novità introdotte vengono “spartite” e rimangono segrete per gli “estranei”. In più, una scrittrice come Natalia Ginzburg si butta da sola giù dal piedistallo e nei suoi racconti e romanzi, anzi soprattutto nelle sue riflessioni, diventa umanissima. Condivide con l’adolescenza alcuni tratti fondamentali: la paura di non essere mai all’altezza di ciò che le viene chiesto (certo, è una ritrosia molto letteraria e non del tutto reale, un gioco di scrittura, ma comunque facilita le consonanze); lo sguardo “bambino” che getta sul mondo, in primis sulla sua comunità famigliare poi sull’esterno, la malinconia del tempo che passa che molti ragazzi sentono profondamente quando devono abbandonare abitudini, infanzie, città, stagioni della vita. Oltre a tutto ciò, che non può non appassionare o inchiodare alla lettura un ragazzo/ragazza, Ginzburg affronta con parole semplicissime la grande Storia. Le passa accanto, le entra dentro casa, la vive in prima persona, mescolando sentimenti intimi a inquietudini del suo tempo. Questo sentire composito, senza certezze, liquido, costellato di distrazioni rivelate, di continue interruzioni dell’attenzione, anche in politica – dove Natalia non sembra mai essere ideologica – è qualcosa che ancora oggi può creare sintonia. Infine, la poetica dell’inciampo: in una società competitiva e angosciante dove ognuno è spinto a crescere in fretta per dare il meglio di sé, Natalia Ginzburg racconta dei suoi fallimenti, della sua incapacità di seguire il ritmo della scuola, del suo voler starsene a sognare per conto suo. E esplora anche gli abissi e l’euforia del desiderio assoluto, bruciante di una passione – scrivere – che se un po’ la condannava alla solitudine, la ripagava ogni giorno con la felicità che scaturisce dall’invenzione (in questo caso letteraria).

Rossano Astremo-La Nuova Frontiera JuniorROSSANO: La figura di Pasolini vive un profondo paradosso: è uno degli autori italiani del Novecento che più di ogni altro ha raccontato i giovani e si è rivolto ad essi, eppure, all’interno del sistema scolastico, è spesso ignorato o il suo studio è affidato alle scelte di singoli docenti. Raccontare Pasolini ai giovani, ovviamente, non era impresa facile, vuoi per alcune tematiche toccate in diverse opere, vuoi per il linguaggio complesso di altre. Quello che ho deciso di fare è stato creare un percorso cronologico della sua vita che si relazionasse con un percorso tematico delle sue opere, senza dimenticare mai il pubblico al quale mi sarei poi rivolto. Dalle poesie friuliane della sua età giovanile ai romanzi romani degli anni ’50, dalle prime pellicole degli anni ’60 alla produzione giornalistica degli anni ’70, Pasolini si è sempre rivolto ai giovani, e il rapporto con essi non è mai stato univoco, ma altalenante, a volte affettuoso, altre volte dialogico, altre ancora conflittuale e polemico. Ecco, spero di aver creato un libro in cui al termine della lettura qualche ragazzo possa recarsi in libreria o biblioteca per dedicare qualche ora della sua esistenza alla lettura totale di un’opera di questo grande autore italiano. 

Copia di Ginzburg_esempio

Le illustrazioni dell’intera collana sono affidate a Giulia Rossi, che di ogni scrittore riesce a fornire una chiave interpretativa di grande efficacia, a partire dalla scelta del colore, per la copertina e le citazioni presenti nel testo. Giallo per Tomasi; celeste per Calvino; viola per Ginzburg e rosso per Pasolini. A me sembra che quei colori appartengano ciascuno all’autore per cui li hai scelti, si innestino nella loro poetica e la rappresentino. Il giallo per l’assolata sicilianità di Tomasi e anche per un senso di anticato e nobile; il celeste per il senso universale della natura in Calvino; il viola per la malinconia che attraversa le pagine della Ginzburg e il rosso per la feroce passionalità delle opere di Pasolini. 
In base a quali criteri hai scelto i colori dei quattro libri? 

Giulia Rossi-La Nuova Frontiera JuniorGIULIA: Proprio così;  ogni colore scelto rispecchia la poetica di ciascun autore.

Dal punto di vista illustrativo,  uno stile grafico come quello della collana da molta importanza sia al colore che al segno. Il colore suggerisce poi al lettore l’atmosfera del libro e il segno ne crea la realtà.

La scelta del colore si è basata principalmente sulle sensazioni che scaturivano dalla lettura dei testi, in base a come gli scrittori protagonisti delle biografie venivano focalizzati dagli autori stessi: la loro personalità,  gli avvenimenti  che si susseguivano durante il corso delle loro esistenze e le loro relazioni umane.

 

Ginzburg_cop_ese.inddNon solo il colore serve a dare ai libri della collana “Scrittori del ‘900” coerenza e originalità in ciascuno, ma anche il ritratto dello scrittore posto in copertina, con la sola eccezione per quello di Tomasi di Lampedusa che presenta lo stemma araldico dei Salina.

Calvino, Ginzburg e Pasolini sono disegnati in copertina con particolare riferimento allo sguardo che cattura il lettore, quasi che dicessero: guardami, ho qualcosa da raccontarti. E con loro un oggetto, emblematico della loro biografia e poetica: la macchina da presa per Pasolini; un gatto per Natalia; lo skyline di una città per Calvino.

È una casualità, o è maturata l’attenzione a rendere le copertine riconoscibili attraverso un’immagine che risulti costante, senza perdere l’unicità della descrizione dello scrittore?

Giulia Rossi-La Nuova Frontiera JuniorGIULIA: No, la scelta dei soggetti delle illustrazioni non è avvenuta per caso, ma è il frutto di una particolare ricerca fatta attraverso i testi e la documentazione fotografica inerenti agli autori.

Così, riguardo le copertine, il mio obiettivo principale era quello di individuare un’immagine che riassumesse in maniera efficace l’essenza degli scrittori.

Nel caso di Tomasi di Lampedusa  lo stemma dei Salina era già esaustivo perché rappresenta il simbolo dello stesso protagonista: il Gattopardo.

Per Italo Calvino mi piaceva l’idea di coniugare l’immaginario delle “Città invisibili” con il suo concetto di leggerezza espresso nelle “Lezioni americane”.

Di Natalia Ginzburg ho voluto mettere in luce, attraverso il gatto suo fedele amico e il suo modo attento e silenzioso di guardare le cose, lo sguardo timido e acuto nel cogliere vizi e virtù del genere umano tipico della scrittrice.

Infine Pier Paolo Pasolini guarda il lettore dritto negli occhi e attraverso la cinepresa riflette il suo essere catturando la realtà circostante, che diventa così fonte d’ispirazione per i suoi romanzi. 

Pasolini_esempio

I disegni di Giulia Rossi impreziosiscono il testo, mettendo in risalto particolari e dettagli del racconto, ma anche affondando nella biografia dell’autore, senza dimenticare lo sguardo personale che Arianna ha poggiato su Natalia e Rossano su Pierpaolo: illustrazioni umanissime e ricche di rimandi letterari. Credo che sia stata un scelta particolarmente azzeccata quella di Marta Corsi, che si occupa della Collana “Scrittori del ‘900”, contrapporre alla polifonia delle voci letterarie l’unicità dei tratti di Giulia. A me pare che il rapporto tra il racconto e i disegni sia proprio quello di un controcanto, che dà movimento alla narrazione e risulta seducente per il giovane lettore a cui vi rivolgete in maniera privilegiata.

Qual è stato il vostro rapporto con la narrazione delle illustrazioni? C’è un disegno o un particolare di un disegno che avete sentito particolarmente vostro? Una suggestione che nel testo era implicita e che avete percepito pienamente realizzata con il disegno?

Arianna Di genova-La Nuova Frontiera JuniorARIANNA: Il rapporto con le illustrazioni di Giulia Rossi è stato, potrei dire, un “avvicinamento di amorosi sensi”. Il colore lilla scelto per il libro dall’editrice ha funzionato come un amuleto: ha fatto la magia di amalgamare il mio testo con i disegni di Giulia, che ho scoperto solo alla fine. Il suo tratto rimanda agli anni narrati come fosse un controcanto, ha un sapore vintage e di grande delicatezza (spesso non si vedono i volti, anzi sono tagliati fuori dall’inquadratura, lasciando spazio alla fantasia e all’audacia dell’immaginazione). Ogni disegno propone al lettore/lettrice una pausa, un momento di raccoglimento. Puntella il racconto e lo fa sedimentare prima che si proceda oltre. Giulia Rossi ha una raffinatezza non solo artistica, ma anche interiore. Non era per nulla facile dare un corpo a personaggi così celebri, così “visti” e “immaginati” a generazioni e generazioni. Fra tutte le sue “interpunzioni” quella che più mi è piaciuta, completamente libera, è la stanza della scrittura messa sotto sopra. Non c’è nessun ladro che è entrato in quella casa, nessun riferimento immediato al brano, ma è il dolore della perdita a non permettere più che le cose siano a posto e che tutto torni come prima. Qualcosa di invisibile reso visibile.

Rossano Astremo-La Nuova Frontiera JuniorROSSANO: Io credo che il lavoro di Giulia sia un importante valore aggiunto alla collana “Scrittori del ‘900”. Rappresenta una sorta di bonus track del testo scritto, venendo a cogliere alcuni percorsi di senso della narrazione grazie ad un linguaggio differente, che è quello visivo. Per quanto riguarda il mio libro su Pasolini, a partire dall’azzeccata scelta del colore rosso come “filo conduttore” di tutte le illustrazioni, il lavoro di Giulia è riuscito a scandire per immagini le tappe essenziali del percorso biografico di Pasolini, dal rapporto morboso con la madre, allo sguardo giovanile sul mondo contadino di Casarsa, dallo scorazzare senza meta alla ricerca di qualcosa da rubare di Riccetto e dei suoi compagni, al Pasolini melanconico vicino alla tomba di Gramsci. E poi i suoi viaggi in Africa, il discorso sui capelli lunghi e la sua tragica e inaspettata morte. Attraverso la visione delle sole immagini è possibile seguire i momenti salienti della sua vita. Davvero un gran bel lavoro. 

 

“La collana del ‘900” nasce per raccontare ai giovani lettori gli autori grandi del nostro Novecento. È stato più difficile o più stimolante pensare che i vostri interlocutori privilegiati fossero dei lettori che con molta probabilità, e speriamo anche qualche eccezione, non avessero letto le opere né delle Ginzburg né di Pasolini? 

I giovani sono i lettori privilegiati, ma non unici, perché i vostri racconti si prestano a essere amati, come è successo a me, e apprezzati anche da lettori adulti, che (è questa l’eventualità che mi piace credere) già conoscono più o meno approfonditamente gli autori trattati. Questo ampio orizzonte in cui includere lettori di ogni tipo è stato faticoso, o naturale durante la scrittura e nel caso di Giulia il disegno?

Arianna Di genova-La Nuova Frontiera JuniorARIANNA: In realtà, quando studiavo e mi immergevo nell’universo speziato di Natalia Ginzburg non ponevo troppa attenzione a cosa avrei scritto né a chi fosse rivolto l’eventuale testo che sarebbe scaturito da quelle ricerche. Ho pensato, invece, più volte di abbandonare l’impresa perché la scrittrice aveva già detto tutto e raccontato di sé meravigliosamente. Mi sentivo una intrusa. Poi mi sono fatta coraggio (è proprio la parola giusta!) e istintivamente ho scritto in forma di diario, in prima persona, come ci fosse lei a parlare, una guida accanto a me.

Il diario è una modalità narrativa intima (e pure un po’ pubblica, quel che resta dei pensieri, un grumo da donare agli altri) che gli adolescenti conoscono molto bene. Ora forse con internet è meno usato, ma credo che continui a convivere con le email e i whatsapp. Trovo per casa spesso pagine strappate con pensieri sogni e racconti delle mie figlie. Così, il diario è un escamotage per parlare a tutti, adulti e ragazzi. Non ho inventato nulla. Solo seguito un ritmo emotivo, un ritmo a onde,  fra visibile e invisibile, che mi sembrava essere la cifra dell’autrice. 

Giulia Rossi-La Nuova Frontiera JuniorGIULIA: Pensare che i miei disegni dovessero parlare ad un pubblico di giovani, mi è sembrata subito una sfida abbastanza ardua ma allo stesso tempo stimolante, perché il pubblico dei ragazzi è difficile in quanto molto critico e abituato  alle immagini che continuamente passano davanti ai loro occhi.

Pertanto l’impegno è stato subito quello di studiare accuratamente le illustrazioni, cercando nei dettagli uno stimolo per la loro attenzione, trovando una giusta combinazione di riferimenti fotografici ed elementi d’invenzione personale, in modo da creare immagini efficaci e soprattutto comunicative in relazione ai  contenuti del testo. Il pubblico dei giovani è stato un vero banco di prova perché se il lavoro verrà apprezzato da loro potrà attirare anche la l’attenzione di un pubblico adulto.

Rossano Astremo-La Nuova Frontiera JuniorROSSANO: La questione del pubblico di riferimento è stata ovviamente centrale nella scrittura del libro. Pasolini, nell’arco della sua vasta produzione, ha alternato spesso con la consueta abilità differenti registri linguistici e quindi è necessario dire che parte della sua scrittura – penso soprattutto a molta scrittura saggistica e giornalistica – abbia non solo una sua complessità linguistica, ma anche una ricchezza di riferimenti culturali non condivisi dai giovani che come tale rendono difficile una lettura diretta dei suoi testi. Nella scrittura del libro, ho cercato di tenere in considerazione questo aspetto, soffermandomi con maggiore ricchezza di dettagli su un racconto e un commento della vita e delle opere di Pasolini di facile decodifica per i ragazzi. Il fatto che tale scelta sia ben apprezzata anche da un “un pubblico altro” non può far altro che farmi piacere e far piacere, immagino, anche ai curatori della collana. 

 

Per i prossimi volumi della collana, Marta Corsi ci informa che dovremo aspettare settembre del 2019, pretesto per rileggere i quattro già usciti!

Chiacchierando con… Rossano Astremo, Arianna Di Genova, Giulia Rossi