di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

Un prezioso zaino estivo : la lista bella per l’Estate continua…

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Continuano i Venerdì Letterari curati dalla Libreria Diari di Bordo nella suggestiva location del Giardino Del Gusto nel Cuore Di Parma, Il “MENTANA 104” di Luca Farinotti, e Venerdì 13 luglio alle ore 19.00 è stata la volta della presentazione del libro di una carissima amica dei Diari, Antonella Zanca. Il titolo del libro è “Germogli” pubblicato da Ensemble.

Di piante e di emozioni, di riflessioni e di storie. Di nuovi inizi: nella natura, nella vita, sempre. Di questo parlano  gli undici racconti che compongono “Germogli” la prima fatica letteraria di Antonella Zanca, scrittrice milanese di delicata e profonda sensibilità.

Un libro che prende spunto dal ciclo naturale delle piante ed attinge alla passione per il giardinaggio dell’autrice, ma che va ad indagare le molte sfaccettature dei sentimenti per spalancare in ogni lettore la porta dei propri ricordi. Ad arricchire la potenza della scrittura della Zanca, le illustrazioni di Isanna Trovato, la nostra Isanna,  che ha fermato le emozioni evocate dai racconti in pregevoli acquerelli in bianco e nero.

“Germogli “ è edito da Edizioni Ensemble, casa editrice romana che punta a promuovere giovani esordienti e autori di valore internazionale che con la propria opera possano lasciare un messaggio universale.

“La natura ha le sue regole e dai germogli nascono pretesti per raccontare tratti di umanità.”

ha spiegato l’autrice, ospite a Parma per la presentazione del suo libro.

“E da questi pretesti nascono rapporti umani che si intrecciano tra di loro”.

Proprio nella nostra libreria che Antonella ha conosciuto Isanna, l’illustratrice del suo libro.

La natura segue le sue regole. Ascoltarle, può aiutarci a seguire una strada a volte più definita proprio grazie a qualcosa che, benché trascurato dai più, riesce a regalarci, ogni anno, nuovi germogli. Da lì, nascono i pretesti per raccontare tratti di umanità che oggi e ieri si sono lasciati affascinare dal mondo verde. (Dal sito della casa editrice)

Antonella Zanca ha cominciato a scrivere giovanissima, e anche di questo ci ha raccontato a lungo nella presentazione, come pure ci ha raccontato del suo rapporto con i corsi di scrittura. Ha pubblicato diversi racconti su riviste femminili e antologie. Scrive sul blog di Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha partecipato inoltre al collettivo ScriviPerBene, progetto di scrittura per beneficenza che col libro “La giusta Luce”, sulla violenza in famiglia, è ora in libreria.

Cani selvaggiUn libro che finisce nella Lista di letture per l’estate, assieme a tutti quelli che non ci potevano stare nei primi Dieci della LISTA BELLA, sicuramente è “Cani selvaggi” di Helen Humphreys pubblicato da Playground Libri.

Un romanzo fulminante, come ha scritto Melania Mazzucco, ambientato in una piccola città della provincia canadese, dove la chiusura di un mobilificio – vero centro economico dell’area – genera inquietudine. Le vittime di un clima particolarmente pesante sono soprattutto i bambini e i cani.

«I cani selvaggi si aggirano per i campi estivi appena fuori città. Hanno occhi che lampeggiano, stelle brillanti nei boschi di notte, e sfrecciano come fiamme sull’erba secca al limite del centro abitato, in cerca di qualcosa da uccidere e mangiare.

L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti darà la caccia, un salto dopo l’altro come fuoco misterioso che ti scorre nelle vene. I cani selvaggi esistono davvero. Sono lì fuori, oltre la sicurezza delle strade e delle case, oltre le luci della città. E uno di quei cani è il mio.» 

Proprio sei cani, senza apparenti avvisaglie, fuggono o sono spinti a fuggire dalle case dove sono cresciuti e dove sono stati nutriti, scegliendo di vivere nel bosco, di essere selvaggi, liberi.I loro padroni – Alice, Jamie, Lily, Walter, Malcolm e una misteriosa biologa – ogni sera si ritrovano in un campo ai margini del bosco e chiamano i loro cani nella speranza che tornino a casa.Fra i sei padroni si stabilisce un legame molto stretto, che sovrappone all’attesa del ritorno dei cani, speranze d’amore, di amicizia e di risoluzione delle proprie solitudini, mentre sullo sfondo si prepara la resa dei conti,la dolorosa soluzione alla incomprensibile vicenda dei cani che hanno scelto di diventare selvaggi. (Dal sito della casa editrice)

Non perdertevi questo straordinario, struggente romanzo. Sei personaggi e i loro cani che li abbandonano. La felicità, probabilmente, è un cane che torna.

 

Montepelier ParadeC’è un romanzo molto bello che voglio inserire tra i mie consigli estivi ed è “Montpelier Parade” di Karl Geary, pubblicato per Fandango/Playground nella traduzione di traduzione di Massimo Bentini e con la copertina di Maurizio Ceccato.

Un romanzo commovente in cui Geary racconta bene il senso di inadeguatezza che ci portiamo dietro, in una bella storia di crescita e desiderio, perdita e isolamento. “Montpelier Parade” è una via residenziale di Dublino e il romanzo racconta l’incontro negli anni ’80 tra Sonny e Vera, un sedicenne della Dublino proletaria e una donna inglese, complessa e raffinata.

Sonny è un adolescente bellissimo, ma solitario. Nato in una famiglia povera e proletaria, dopo la scuola lavora come garzone di bottega nella macelleria del quartiere, accantonando il denaro in prospettiva di una fuga che appare impossibile.

Un sabato, il padre gli chiede di accompagnarlo a Montpelier Parade – una via residenziale – per aiutarlo a sistemare il giardino diroccato di una bella casa in stile georgiano dove abita una donna inglese di quarant’anni: Vera.

L’incontro con Vera è per Sonny una rivelazione: comprende che esiste un universo di sentimenti e di abitudini lontanissimo dal proprio. L’attrazione è fatale. Ed è reciproca. Anche Vera, una donna intelligente, ma depressa, è attratta da quel ragazzino sgraziato, frenato dalla timidezza dei poveri, ma animato dall’audacia degli inconsapevoli. Ciascuno, a suo modo, eccentrico rispetto al proprio ambiente, Sonny e Vera si avvicinano, si sostengono, e in qualche modo si amano. Ma Vera nasconde un segreto drammatico, che complicherà e renderà impossibile il loro rapporto. (dal sito della casa editrice)

 

2_Bellova_Il-lago-coverUn altro libro che ci tengo a segnalare l’ho letto su invito di due amici dei libri come Francesca Maccani e Fabrizio Piazza che hanno tanto insistito in un Bar di via Notarbartolo a Palermo. Il libro lo ha scritto Bianca Bellová ed è edito da Miraggi Edizioni con la traduzione di Laura Angeloni.

Un ragazzino che non ha nulla compie il suo viaggio solitario, brutale, quasi animale, sulle sponde di un lago che si prosciuga (non sono mai nominati i luoghi, ma possiamo facilmente riconoscere il lago d’Aral, in ex URSS, ridotto fino al 90% della sua estensione in pochi decenni, una delle più gravi catastrofi ecologiche di sempre). Un romanzo di formazione duro e ruvido.

Da una delle più riconosciute e premiate giovani autrici ceche, un romanzo che è “Una storia vecchia come l’umanità stessa”, la storia di un ragazzino che diventa uomo in un ambiente naturale e umano ostile.

Lo seguiamo correre, fuggire, desiderare, avere paura, sperare, emozionarsi, spaccarsi schiena e cuore. Resiste, da solo, sulla riva inquinata del lago che si secca e muore, al deserto, alla brutalità, alla non speranza.

Nami è un eroe, e la sua impresa è restare umano.Nami, un ragazzino che non ha più nulla, e nessuno, compie il suo viaggio solitario, brutale, quasi animale, sulle sponde di un grande lago che si prosciuga catastroficamente, dove le persone sono esse stesse resti di se stesse, malate e perse.

Un romanzo duro e ruvido: un ragazzo diventa uomo in un corpo a corpo con un ambiente apocalittico e allucinato.

Parte perché deve cercare, e torna a casa per poter trovare.

Perché la vita alla fine del mondo può finire subito dopo che sia incominciata, ma non è detto.

«Il lago è un romanzo di ferite e cicatrizzazioni, perdite e riscatti, brutalità e tenerezza.

La storia del cammino attraverso cui, nelle varie fasi di crescita e consapevolezza, il bambino Nami diventa uomo.» (Laura Angeloni)

(Dal sito della casa editrice)

Già tradotto in 16 lingue in soli due anni. Premio dell’Unione Europea per la Letteratura 2017. Premio Magnesia Litera 2017.

Bianca Bellová (1970) si è affermata fin dall’inizio con il suo primo libro “Sentimentální román” (A Sentimental Novel) nel 2009. Nel 2011 la svolta con “Mrtvý muž” (Dead Man), che ha ricevuto un ottima stampa e ha visto un’edizione tedesca. Due anni dopo pubblica “Celý den se nic nestane” (Nothing Happens All Day) e nel 2016 “Il lago” (Jezero), un piccolo capolavoro.

 

IcarusAssolutamente da mettere nello Zaino per le vacanze è questo libro appena uscito: “Icarus- Ascesa e caduta di Raul Gardini” di Matteo Cavezzali, Minimum Fax.

Il 23 luglio di venticinque anni fa Raul Gardini viene trovato morto nella sua residenza milanese di piazza Belgioioso. Il suo caso, archiviato come suicidio, verrà messo in discussione da molti.

«Icarus» è una storia di fantasmi. Di un imprenditore e di un uomo che si ritrova a capo di un impero e da lì sfida il mondo, con i suoi progetti visionari e le sue follie sportive. Ma è anche la storia di un paese viziato dal benessere che all’improvviso deve fare i conti con le ambiguità della Prima Repubblica. Mescolando ricordi personali e fatti di cronaca, Matteo Cavezzali ci restituisce il ritratto di un’epoca più vicina di quanto sembri.

Raul Gardini si spara un colpo in testa, o almeno così dicono, anche se l’ipotesi del suicidio urta con un muro di incongruenze e di punti non chiariti. Icarus è una storia è anche la storia di una città, Ravenna, che per un breve periodo tornò agli splendori dell’impero bizantino. E di un ragazzo, Matteo, che nutrì per anni l’ossessione di scrivere un libro: su Gardini, sulla sua città, sulle macerie che, dopo ogni caduta o crollo, seppelliscono i vinti e i loro segreti. Senza appiattirsi nella mera inchiesta giornalistica, giocando tra biografa e autobiografia, cronaca e finzione, Cavezzali compone un mosaico emozionante dal quale mancherà sempre una tessera, come dalla verità. Restano soltanto le narrazioni della sventura e dell’infamia. Le case degli spettri, gli aerei schiantati, il cemento di Cosa Nostra, gli affari del secolo sfumati, l’utopia della benzina verde e della plastica biodegradabile, le salme rapite e i cadaveri nelle carceri, le valigette sparite e le pistole cambiate di posto. E su tutto la vertigine del vento in poppa e la malinconia di un’ultima regata.

«Non riuscivo a togliermi questa storia dalla mente. Ne ero ossessionato. I miei pensieri tornavano continuamente lì. A quella morte insensata. A quella vita misteriosa, che incarnava la fine di un’epoca. A quegli anni, in cui il mondo è cambiato e che hanno coinciso con il mio passaggio dall’infanzia all’adolescenza». (dal sito della casa editrice)

Matteo Cavezzali è nato nel 1983 e vive a Ravenna. Collabora con diversi giornali tra cui la Repubblica e tiene un blog sul sito del Fatto Quotidiano. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su minima&moralia, Nazione Indiana e nella raccolta Almanacco 2017. “Mappe del tempo” (Quodlibet 2017) curata da Ermanno Cavazzoni. Ha scritto testi per il teatro messi in scena in Italia e all’estero. Dal 2014 è direttore artistico del festival letterario ScrittuRa.

 

L'affare MayerlingDalla casa editrice L’Orma è stato appena pubblicato “L’affare Mayerling” di Bernard Quiriny  per la traduzione di Nicola Petruzzella.

Quale imperscrutabile mistero si cela dietro i cancelli del condominio Mayerling?

Tra le mura di questa «dimora di pregio» sorta nel centro di Rouvières con una promessa di pace e benessere per i suoi inquilini, i contorni del possibile si slabbrano e la realtà prende una piega inattesa: la famiglia Lequennec è attanagliata dai mefitici attacchi di un impianto idraulico in rivolta; l’attempata signora Camy si ritrova a insidiare la virtù di giovani e nerboruti traslocatori; il placido signor Paul pianifica lo sterminio dei suoi chiassosi vicini di casa; mentre nei meandri del seminterrato una macchina infernale sembra risvegliarsi…

Con un tono divertito cui fa da contraltare un’implacabile critica dell’ipocrisia e della pusillanimità borghese, Quiriny stila l’esilarante cronaca di un palazzo che prende vita e tenta in tutti i modi di fagocitare i propri ospiti.

In un crescendo di situazioni grottesche e perturbanti – nelle quali risuona la voce di Perec e Ballard, e si assapora il piglio comico di Wodehouse e Daninos – L’affare Mayerling compone tessera dopo tessera il variopinto mosaico di un’umanità prigioniera dell’assurdo, messa in scacco dai suoi stessi sogni.

«Una nuova creatura è nata: il Mayerling. 5.000 metri cubi di cemento. E una presenza oscura, intrappolata lì dentro, di cui s’ignorano estensione e peso.»

(dal sito della casa editrice)

Bernard Quiriny (Bastogne, 1978) è ormai considerato l’erede del grande Marcel Aymé, il maestro della letteratura fantastica francese. Vincitore di numerosi riconoscimenti (Grand Prix de l’Imaginaire, Prix Victor-Rossel ecc.), docente di diritto all’Università della Borgogna, collabora come critico con alcune delle più importanti riviste francesi tra cui «Le Magazine Littéraire». “La biblioteca di Gould” ha suscitato unanime approvazione da parte della critica e in Italia ha vinto il premio Salerno Libro d’Europa rendendo Quiriny un autore di culto per un pubblico sempre più vasto.

 

Bouvard e PécuchetLa casa editrice Quodlibet ha appena dato alle stampe l’ultimo romanzo scritto dal grande Gustave Flaubert nella Collana Compagnia Extra, con un testo di Ermanno Cavazzoni.

«Bisognerebbe piuttosto mandarli in manicomio.»

Bouvard e Pécuchet, romanzo mirabile, famoso e di divertente lettura, di Gustave Flaubert, l’ultimo che ha scritto e che non ha terminato, anche se ha annotato come avrebbe dovuto concludersi; pubblicato nel 1881, un anno dopo la morte. I due copisti, il gioviale Bouvard e il segaligno Pécuchet, lasciato il modesto lavoro d’ufficio a Parigi, si insediano in campagna, dove per occupare il tempo si avventurano, da principianti inesperti ed eroicomici, in tutti i campi del sapere umano, con risultati ogni volta disastrosi e spassosi: agronomia, giardinaggio, arte delle conserve (ma tutto va a male e i barattoli scoppiano), chimica, medicina, geologia, teatro, politica, spiritismo, religione, pedagogia… in uno scivolamento di scienza in scienza, di mania in mania, sempre dissolto dalla loro ridicola incapacità. Eroi del fallimento perenne, prototipi della nostra umanità tutta scienza, progresso e stupidità. E finiranno come? a fare l’unica cosa che sanno fare, i copisti. Libro profondamente dissacratorio e satirico.

(dal sito della casa editrice)

Gustave Flaubert (Rouen, 12 dicembre 1821 – Croisset, 8 maggio 1880) è uno dei più grandi scrittori francesi. Tra i suoi romanzi ricordiamo “Madame Bovary”, “L’educazione sentimentale” e i “Tre racconti”. “Bouvard e Pécuchet”, rimasto incompiuto, è la sua ultima opera.

 

Un ragazzo coraggiosoConcludiamo questo supplemento alle Liste Belle con un autore eclettico, istrionico, egocentricissimo come William Saroyan. Probabilmente l’unico scrittore della Storia a rifiutare il Premio Pulitzer, con la seguente motivazione:

“Sono fiero che i giurati abbiano pensato a me: peccato che abbiano scelto l’opera sbagliata”.

Amato da Fante e Vittorini, Saroyan nacque povero e divenne ricchissimo vendendo a Hollywood i diritti cinematografici di alcune sue opere. Praticamente certo che non sarebbe mai morto, decise di lasciare tutti i propri beni a una fondazione che porta il proprio nome perché non venisse dimenticato.

La commedia umana è la sua opera più celebre, e nella collana Gli alianti un long seller dell’editore essendo stata ristampata dodici volte.

A 110 anni esatti dalla sua nascita, Marcos y Marcos pubblica “Ragazzo Coraggioso”, pubblicato per la prima volta in Italia da Mondadori nel 1940, con il titolo “Che ve ne sembra dell’America”.

Una raccolta di racconti da cui emerge un caleidoscopico ritratto traboccante di vita dell’America.

C’è uno scrittore squattrinato, a San Francisco: scrive in una mansarda fredda la notte, poi esce nell’aria tiepida, con gli occhi bene aperti. Dà voce alla città, agli amanti e ai ribelli, detesta la violenza e la mediocrità.

L’autore della Commedia umana ci prende per mano e ci regala storie d’incanti e immensità.

Un pezzetto di banjo in otto ottavi, uno due tre quattro cinque sei sette otto, scandisce un amore nato nell’ufficio del telegrafo, nutre il sogno di una casa, nel calore del sole, la speranza di un’eternità che non sia soltanto fantasia.

Harry era fatto per vendere: sapeva cavar soldi praticamente da tutto. Anche sul letto di morte cercava di appioppare agli amici assicurazioni sulla vita.

Poi un bambino costretto a ridere per punizione, una vecchia piegata ad angolo retto, settantamila assiri, l’America, il concerto pomeridiano della banda, un pugno alla cabina telefonica, andare a Chinatown per avere una donna…

Ritmo, energia, pienezza: il libro che ha imposto agli occhi del mondo il genio armeno della letteratura americana è travolgente.

La sua scrittura ha un impeto che è sete, stupore, sonno, pianto, risata: le sue immagini pulsano, hanno il battito della vita.

(dal sito della casa editrice)

Nello Zaino di Antonello: la lista bella per l’Estate continua…