di Francesca Maccani

Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.
Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.

Titolo: L’educazione

Autore: Tara Westover

Traduzione: Silvia Roti Sperti

Casa editrice: Feltrinelli editore

Questo romanzo mi è stato regalato per il compleanno da una coppia di amici che di libri se ne intende parecchio.

Ne avevo sentito parlare ma, per dirla proprio tutta, mi attirava poco l’idea di leggere la storia di una ragazzina cresciuta in una famiglia di Mormoni, che poi si riscatta grazie allo studio.

Forse perchè sono una fan di Miriam Toews, l’ho conosciuta, abbiamo pure cenato insieme e chiacchierato a lungo e la considero una delle mie scrittrici del cuore. E lei di ribellione ne sa. Temevo di trovare in questa storia una sorta di ripetizione delle vicende che la Toews narra in modo magistrale nei suoi romanzi.

Qualche giorno fa però il libro mi ha chiamata, era il suo turno fra i mille che ho accatastati sul comodino.

Clicca sulla copertina per accedere alla scheda del libro sul sito della casa editrice Feltrinelli.
Clicca sulla copertina per accedere alla scheda del libro sul sito della casa editrice Feltrinelli.

Ho iniziato a leggerlo e non sono più riuscita a staccarmene, letteralmente. Perché, anche se lo posavo e mi occupavo d’altro, la mia mente e i miei pensieri erano totalmente impregnati di Tara, della sua voce, dei suoi racconti e soprattutto del suo dolore

Tara, la sorella Audrey e i fratelli Luke e Richard sono nati in una famiglia mormona dell’Idaho. Due di loro, i più piccoli, sono stati registrati all’anagrafe, non sono mai andati a scuola, non sono mai stati visitati da un dottore. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori. Fino a diciassette anni Tara non aveva idea di cosa fosse l’Olocausto e non conosceva il nome di nessun pittore o intellettuale o scrittore. Il padre passava le giornate preparandosi alla fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con uno zaino d’emergenza sempre a portata di mano, un uomo che soffriva di un disturbo bipolare mai diagnosticato, folle e incosciente, fino a diventare pericoloso e mettere a repentaglio la vita dei suoi stessi familiari più volte.

Il fratello maggiore Shawn è anch’esso disturbato e picchia le sorelle. La madre non è in grado di proteggerle e di prendere in pugno la situazione, ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta dalla sua religione.
Poi Tara fa una scoperta: l’educazione. La possibilità di emanciparsi, di salvarsi e di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa.
L’educazione è una storia di morbosi legami familiari e del tentativo di reciderli, il racconto di una lotta per l’individuazione e l’affrancamento.

Tara con forza e determinazione riesce a studiare e liberarsi dai pesanti fardelli della sua famiglia, vince borse di studio in prestigiosissime università e diviene addirittura docente ordinaria in una delle più antiche, ambite e famose università al mondo.

Si porta addosso sempre il peso della sua diversità e inadeguatezza. Mentre tutte le ragazze vestono alla moda, lei indossa jeans maschili e si sente costantemente un pesce fuor d’acqua.

La forza dirompente di questo racconto sta nella sua voce narrante che con schiettezza e assoluta onestà racconta ogni violenza fisica e psicologica subìta.

Fa sentire al lettore tutta la sua vulnerabilità e la paura che la accompagna costantemente. Ma allo stesso tempo fa trasparire, in ogni occasione la sua forza immensa e la sua determinazione.

Sola, contro tutti, si afferma prima come studentessa, poi come dottoranda e infine come docente, viaggiando fra Europa e Stati Uniti, frequentando i più prestigiosi campus universitari al mondo.

Una ragazza che non ha mai messo un piede a scuola, che non ha ricevuto un’educazione convenzionale e che a 17 anni non sa risolvere un’equazione matematica, supera brillantemente i test di ammissione all’università e lì, faticando e passando le notti sui libri, prende il volo verso una carriera di tutto rispetto.

È un racconto che ti resta sottopelle, non lo si abbandona chiudendo il romanzo, letta l’ultima pagina.

Perché la rabbia che provoca è troppa, il senso di ammirazione altrettanto.

Si rimane preda di sensazioni le più diverse leggendo la storia vera di questa scrittrice dalla prosa impeccabile. E più volte viene da chiedersi: ”ma com’è possibile”?

Perché pensare che questo romanzo sia un’autobiografia romanzata e non una fiction è pazzesco. Assurdo proprio.

Ma è un libro che io consiglio a tutti, soprattutto alle donne che non hanno il coraggio di liberarsi da situazioni paludose e da sentimenti di autodistruzione o peggio autolesionismo. Perché anche Tara si sente di meritare tutte le violenze che subisce, però poi guarisce e comprende il proprio valore e lo fa attraverso un percorso dolorosissimo di autoconsapevolezza.

Tara è l’esempio vivente che anche nelle situazioni peggiori ci si può sempre salvare. E per farlo una delle armi più forti è proprio l’educazione.

La recensora della Domenica: L’educazione