di Maria

Maria

 

 

 

 

 

Clicca sulla copertina per accedere al sito della casa editrice Sellerio.
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Alessandro Robecchi è decisamente in ascesa nella mia personale scaletta di scrittori preferiti.

E migliora man mano che pubblica i suoi libri con Carlo Monterossi a protagonista, discreto e sornione.

In “Follia maggiore” (Sellerio), la storia, sempre ambientata a Milano,  racconta un’intricata vicenda di delitti e corruzione, di cui nulla si può anticipare e che resta soltanto da scoprire attraverso le pagine dense e avvolgenti del romanzo.

Ma al di là della ben congegnata trama, sono più che apprezzabili lo scavo psicologico dei protagonisti e il tema di fondo del rimpianto e dei ricordi di una vita, trattati con fine maestria.

Il vecchio è seduto su una poltrona del suo studio, la finestra aperta, guarda la pioggia che cade. Gli piace che non smetta, gli sembra che stia gareggiando per qualche tipo di record, piove da venti giorni, forse sarà così per sempre. Pensa a com’è possibile che la gente non capisca il peso insostenibile delle cose andate, la ferocia del fatto che non puoi più riaverle indietro, fanno finta di niente, vanno avanti, si abituano.”.

Non c’è leggerezza, non c’è allegria nei personaggi di Robecchi.

Con stile elegante e raffinato lo scrittore descrive – non senza ironia – un’umanità dolente che si aggira in una Milano priva di fascino anche se ricca e mondana, questa volta ancora più cupa per la pioggia incessante che sembra non voler finire mai.

“La casa è vuota. Carlo apre la porta finestra che da sulla terrazza e guarda la pioggia che viene giù fitta, implacabile, senza redenzione. Piove da quando si ricorda, da quando se n’è andata Maria, da quando ha provato tutti gli unguenti per ustioni, tutti i medicamenti per i tagli, i graffi, le punture di spillo, le fratture che si sente dentro.”.

Il clima è opprimente e l’indagine si dipana tra l’Italia e la Svizzera, tra flash-back e chilometri in autostrada, in un percorso di malinconico rimpianto, da un lato e voglia di cambiare, dall’altro, che culmina nel finale bello e inatteso.

Maria consiglia: Follia maggiore
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