Dieci buoni motivi

di Giorgio Biferali

Biferali

per NON leggere L’amore a vent’anni 

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  1. Per il titolo, che è senz’altro una furbata commerciale dell’autore.
  2. I due protagonisti possono guardarsi dalla finestra… cos’è, l’autore vuole forse dirci che conosce Leopardi?
  3. È ambientato a Roma, come quasi tutto ormai, non se ne può più. E guarda caso l’autore è romano, sarà romacentrico come tutti i romani.
  4. Parla di ventenni, innamorati, a Roma… cos’è, Moccia?
  5. Non è un romanzo sperimentale, c’è quasi il rischio che possano capirlo tutti, quindi è robaccia.
  6. Non solo non è un romanzo sperimentale, ma è addirittura un romanzo di formazione, cose da pazzi.
  7. Ci sono IT, il Tamagotchi, il Game Boy e tanto altro… prima o poi finiranno gli anni 90?
  8. È troppo nostalgico, l’autore di sicuro sarà uno di quelli che soffrono della sindrome di Peter Pan, e magari gli piacciono anche i film di Wes Anderson.
  9. È scritto in prima persona, ma non si capisce se sia o meno un romanzo autobiografico.
  10. Ah, quasi dimenticavo, perché parla d’amore.
Dieci Buoni Motivi per NON leggere “L’amore a vent’anni”
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