10 motivi

di Carlotta Susca

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per NON leggere “ADDICTED

Copertina Addicted FRONTE

Non leggere ADDICTED se:

  1. Quando senti parlare di serie TV pensi a Don Matteo (e non al cortocircuito visivo-sonoro di The Knick, alle inquadrature di Breaking Bad, alla complessità di Game of Thrones [almeno fino alla sesta stagione]).
  2. TV = Domenica In/Buona Domenica/Buongiorno in famiglia (e non How I Met Your Mother, Fargo, Sherlock, Vinyl…).
  3. «La TV? Non la guardo, rende stupidi» (e non: «Mi abitua a leggere le immagini e a comprendere i meccanismi della comunicazione audiovisiva»).
  4. Credi che la TV sia tutta uguale (e non che con la moltiplicazione dei canali e delle piattaforme di trasmissione sia possibile trovare programmi straordinari per pubblici di nicchia); se per te TV = Canale 5/Rete 4/Rai 2 (e non Netflix, Showtime, Sky Atlantic).
  5. Credi che la TV sia prevedibile nei minimi dettagli (e quindi non hai idea di quanto Twin Peaks sia complesso e stimolante per la vista, l’udito, il cervello).
  6. Credi che la TV sia cinema fatto male (e quindi non ti interessa leggere, in Addicted, il saggio di Leonardo Gregorio Le altre vite del cinema).
  7. Credi che non sia possibile affezionarsi al personaggio di una serie TV (e quindi non ti interessa leggere, in Addicted, il saggio di Marika Di Maro La trama e il personaggio).
  8. Credi che le serie TV non sappiano rappresentare la complessità delle relazioni umane (e quindi non ti interessa leggere, in Addicted, il saggio di Jacopo Cirillo Love addicted).
  9. Credi che le serie TV abbiano colonne sonore sciatte, o non te ne sei mai preoccupato (e quindi non ti interessa leggere, in Addicted, il saggio di Michele Casella Il ritmo delle storie).
  10. Pensi che le serie TV vadano avanti all’infinito e che una puntata valga l’altra (e quindi non ti interessa leggere, in Addicted, il mio saggio The end).
Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Addicted”