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Quando ho visto il nasino blu del cangurino disegnato da Luca Garonzi ho subito capito che quella storia doveva essere nostra: “Profumo di mamma” di Sabrina Gambaro per Corrimano Edizioni.

Luigi di quattro anni, ogni mattina quando lo sveglio prendendolo in braccio, affonda il suo naso nel mio collo. Ci concediamo pochi minuti di coccole silenziose. Lui che aspira il mio profumo sul collo, io che sento il suo dolce peso che si fa sempre più consistente. Facile, dunque, capire perché quel nasino blu mi ha subito colpito.

La storia dell’albo attinge alla quotidianità di ogni famiglia con bimbi. La mamma che si deve allontanare (ma potrebbe ben essere anche il papà!) e il piccolo Eccì, il cangurino dal naso blu, che teme di rimanere solo e che i suoi non tornino più. A consolarlo delle assenze la copertina Tina, a forma di elefante rosa, che conserva il profumo della mamma.

Tante e grandi feste, quando la mamma torna a casa, ed Eccì capisce che nonostante la pancia della mamma sia il posto più caldo e accogliente, anche quando è solo non deve aver paura, perché ogni volta che si allontana, la mamma torna poi sempre da lui, pronta ad accoglierlo nel suo marsupio.

Una storia di grande tenerezza, particolarmente indicata per la ripresa delle attività dopo la lunga pausa natalizia che per tanti bimbi può aver significato momenti più lunghi e reiterati con la mamma. Mi piacerebbe dire anche con il papà, ma nella maggior parte dei casi in Italia ci troviamo ancora di fronte alla situazione che la cura dei figli  ricade se non in via esclusiva, sicuramente maggioritaria sulle madri.

Luca GaronziI disegni dai tratti elementari di Luca Garonzi rendono ancora più fluida l’immedesimazione del bambino con ciò che è narrato. Disegni semplici nel loro dettato, dai colori pastello su cui si stagliano le figure antropomorfe dei canguri che fanno una grande simpatia con i loro occhioni grandi e tondi e il naso a forma di pallina di gelato squagliato.

Una storia piccina che io e Luigi abbiamo letto in una delle nostre posizioni predilette: sul letto matrimoniale, con Luigi nel mezzo delle mie gambe incrociate appoggiato con la schiena al mio petto. Il libro davanti a noi e le mie braccia nella duplice funzione di reggere il libro e abbracciare il mio piccolo. Un marsupio umanizzato per sentire la vicinanza fisica e amorevole che la storia vuole veicolare. Perché la lettura per i più piccoli può significare anche questo: ritrovare tra le pagine i loro piccoli traumi quotidiani, per non sentirsi soli e capirne la normalità.

Che bello stare nella pancia della mamma…

e quando lei non c’è, posso portare con me Tina la copertina!

 

Profumo di mamma