di Federica Pergola

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  In queste terre che “nessuno visita mai”; in questa America di un Kentucky  ordinario, dove regnano rassegnazione e brutalità insieme, voglia di liberarsi da uno stato di miseria, da un posto vissuto come una prigione (ma che è la terra alla quale si appartiene, nella quale tutti si conoscono, molti si odiano, ma sempre si rispettano, perché di ognuno ciascuno conosce la storia di dolore che lo ha fatto diventare ciò che è oggi) – in questi spazi di cui la natura è ancora la padrona di tutto- e il bosco ha un odore, un sapore e una voce – dove ancora i puma- e gli orsi- e i coyote- sono riconosciuti come creati da Dio esattamente come gli esseri umani, ma in cui si sa per esperienza che è assurdo volere che gli animali abbiano gli stessi diritti dell’uomo, perché, qui, si tratta di sopravvivere…

  In questi luoghi neanche segnalati sulle carte geografiche (ai racconti è anteposta una mappa proprio perché il posto dove è nato Offutt, Hadelman, non risulta su nessuna piantina)

Offutt_CEcco, in questi racconti di struggente bellezza, Chris Offutt ha messo a nudo il cuore dell’America, parlando di persone dalla pelle dura e cotta dal sole, dalle dita tagliate da una motosega o senza un occhio per un incidente in miniera; di uomini e donne semplici, tuttora ancorati  alle credenze magiche  e alle superstizioni; persone per cui il mondo si limita a quei pochi chilometri quadrati intorno alla propria contea, lì, sui monti Appalachi, in una delle regioni più periferiche degli Stati Uniti, dove il sangue scorre nel fango, i divertimenti serali consistono in partite a poker o a biliardo sempre a rischio di conclusivi regolamenti di conti a colpi di pistola, dove si finisce per giocarsi anche dei denti d’oro, o l’esibizione della propria nudità; dove ognuno sa come fermare un’emorragia con una cinta, estrarre un proiettile e cauterizzare una ferita usando della polvere da sparo- e, soprattutto, sa cosa scegliere, nel momento in cui bisogna farlo: scegliere cosa è giusto (straight) fare: con l’ultimo colpo in canna sparare a un puma o al proprio fratello ormai intrappolato e presto preda di quello stesso felino e dei suoi compagni di caccia? Aiutare l’uomo che ha scoperto il nostro segreto, quando viene morso da un serpente velenoso, o lasciarlo nel bosco a morire piano, o, altra variabile, senza indugiare sparargli?

<<Credevo fossi andato a contare i soldi>> disse Duke a Fenton.

<<Ho finito in pari>>

Duke rise e diede un colpetto sulla schiena a W. <<Se il vecchio W qui si sciogliesse un po’ e corresse qualche rischio, potrebbe essere lui il vincitore>>

<<Per come la vedo io, non hai molto di che vantarti>>

Duke sorrise, duro, con le labbra strette. <<Ho perso solo un po’ di soldi. ..Ho ancora tutti i denti e nessuno mi ha visto l’uccello>>.

md18510883936Quando, nel 1992, Offutt pubblicò Kentucky Straight, la raccolta di racconti  fu giudicata uno degli esordi più fulminanti di quegli anni. Ormai incluso da Granta tra i venti migliori narratori delle ultime generazioni, Offutt ha ricevuto il Whiting Award per la narrativa e la saggistica. Non c’è da meravigliarsi, vista la potenza della sua parola, che riesce, in modo cristallino, asciutto e misurato, a restituire tutta la rassegnazione, la rabbia e la fame d’amore che abitano questi personaggi.

“Il fucile ad avancarica di Clabe e la pistola di Wayne gli tolsero subito il sorriso.

<<Dorothy?>> disse Jim.

<<Sta bene>> disse Clabe

<<Allora è la bambina>> disse Jim

<<Su al Flatgap>> disse Clabe

<<E’ brutta?>>

<<Non potrebbe essere peggio>>

<<Come?>>

<<Un orso>>”.

 

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Nelle terre di nessuno, di Chris Offutt,  Minimum fax, pp.156, €17

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