Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

Librai Scatenati e Racconti Di Natale.

Con questo Zaino ci salutiamo per questo 2017 e ci diamo appuntamento a dopo il 6 gennaio.

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Lungo tutto questo anno abbiamo potuto vedere come un libraio non di catena si dia tanto da fare per non chiudere la saracinesca e sopravvivere. I librai, quelli lamentosi e tristi d’aspetto, non ci sono mai piaciuti e col sorriso e la creatività dalla nostra parte, cerchiamo di raccontare Storie e tessere rapporti tra Belle Energie nel mondo dei Libri. Per fare un esempio, a Parma l’Assessorato alla Cultura e il Servizio Biblioteche del Comune promuovono una Rassegna giunta ormai alla sesta edizione, chiamata Racconti di Natale. Una proposta nata per offrire alla città diverse occasioni durante le festività natalizie con un ricco calendario tra narrazioni, performance, spettacoli, laboratori, proiezioni e incontri. Il nuovo corso inaugurato da Michele Guerra alla Cultura ci ha portato come Libreria a partecipare attivamente, per la prima volta, a questa Rassegna con ben tre diversi appuntamenti.
00“I colori dell’emozione, l’emozione del colore” era il sottotitolo scelto per questa edizione e noi abbiamo deciso di chiudere in bellezza questo anno intenso di Appuntamenti ed Eventi aderendo alla Rassegna, offrendo una proposta diversa che nella narrazione orale trovasse la sua forza. Abbiamo iniziato con le Voci dei nostri Lettori, in una serata commovente e partecipata venerdì 15 dicembre. Voci che nel racconto di vita del grande Fotografo di Montagna Alberto Bregani hanno trovato mille spunti e suggestioni. La sera successiva, sabato 16, abbiamo proseguito con la Voce Narrante di Marta Ciccolari Micaldi che ci ha fatto fare un vero e proprio Viaggio tra i libri coloratissimi della casa editrice Black Coffee. Martedì 19 dicembre ultimo dei nostri appuntamenti ai Diari per il 2017 con l’inaugurazione della mostra fotografica di Marco Cavallini “Case Scapini. Il colore del tempo”, accompagnata dagli interventi musicali dei cantautori Francesco Pelosi e Rocco Rosignoli. La mostra fotografica di Marco Cavallini è dedicata a Case Scapini, nell’Appennino parmense, per raccontare attraverso le immagini una realtà caratterizzata da misteri e leggende. Un borgo abbandonato avvolto da storie da scoprire, raccontate dallo sguardo di un fotografo che intende mettere in luce, attraverso i colori di quelle abitazioni abbandonate invase dalla vegetazione, i resti che raccontano la vita tra quelle mura. Immerso nella vegetazione, sulla riva del fiume, Case Scapini appare come un luogo fermo nel tempo.
Raccontare. Narrare. Emozionare.

Clicca sulla foto per accedere al sito della casa editrice.
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Siamo partiti, dicevamo, con un grande fotografo di Montagna, Alberto Bregani, che è passato a trovarci in Libreria a presentare il suo libro “La montagna in chiaroscuro. Piccolo saggio sul fotografare tra cime e sentieri” edito da Ediciclo.
Un incontro con l’autore e letture ad alta voce seguendo il tema delle emozioni dei colori del bianco e nero suscitate dai paesaggi montuosi, tra luoghi senza tempo e senza meta, lungo i sentieri e i pensieri che l’autore ha attraversato negli ultimi anni, con l’intento di raccontare la sua personale visione di montagna anche attraverso ciò che l’occhio del fotografo è in grado di fermare. Pagine che richiamano non solo suggestioni di luoghi nascosti, ma restituiscono un’idea del tutto personale del modo di fare esperienza del paesaggio e di viverne le emozioni attraverso i suoi colori, il bianco e il nero, a seconda dei diversi periodi dell’anno richiamando metaforicamente la ciclicità delle fasi dell’esistenza.

Alberto Bregani considerato tra i più puri e validi interpreti della fotografia di montagna in bianco e nero, è cresciuto a Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti. È Accademico del “GISM” Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, accademia di arte e cultura alpina che raggruppa personaggi e artisti che hanno contribuito ad accrescere e valorizzare la cultura di montagna. Sue fotografie sono presenti in musei, collezioni private in Italia e all’estero. Dal 1998 vive con la famiglia a Milano, ma la sua base operativa è sempre tra le montagne, a Madonna di Campiglio, al cospetto delle Dolomiti di Brenta.

“Montagna e fotografia. È girovagare dentro e fuori il bosco, sopra e intorno alle montagne, tra cime e sentieri, senza meta, senza tempo, seguendo il sole che gira, le nuvole che vanno e vengono, in un gioco di chiaroscuri ogni momento diverso, sopra la neve, dentro la roccia. In ogni scatto tanto silenzio e molta anima. È come se ogni volta io fossi dentro le montagne e dentro la fotografia allo stesso tempo.”
Questa la filosofia di Alberto Bregani, apprezzato e conosciuto fotografo di montagna in bianco e nero, che con questo libro invita il lettore a seguirlo sui suoi sentieri tra terra e cielo, condividendo pensieri e riflessioni, ricordi e aneddoti, alla ricerca di quella particolare luce che ogni montagna porta con sè, dei suoi suggestivi chiaroscuri, regalandoci ogni volta cosi tanta bellezza da riempirci gli occhi di stupore.

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Sabato 16 dicembre siamo partiti dal primo libro pubblicato dalla casa editrice Black Coffee, “Il corpo che vuoi” di Alexandra Kleeman, per conoscere il catalogo completo e gli editori di questa casa editrice piccola e agguerrita. Un Viaggio tra i libri della casa editrice indipendente Black coffee partendo da “Il corpo che vuoi” di Alexandra Kleeman per investigare, attraverso il filo conduttore dell’elemento del colore nel romanzo, gli stati d’animo vissuti dalla sua protagonista in un trhiller raccontato dalla prospettiva di chi scompare. Tra le pagine di una storia che richiama dinamiche inquietanti e riflette sul rapporto tra realtà e apparenza, il quadro emotivo forte che porta il lettore a interrogarsi sul moderno concetto di femminilità, è caratterizzato dal modo di rendere la predominanza del colore in elementi cruciali nella narrazione.

Clicca sulla foto per accedere al sito della casa editrice.
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Nel romanzo della Kleeman una ragazza, A, vive in un’anonima città americana con la coinquilina, B, e il ragazzo, C. Mangia quasi solo ghiaccioli e arance, trascorre un assurdo quantitativo di tempo davanti alla TV, ipnotizzata dalla pubblicità o dal reality show che C ama tanto, e plasma il proprio corpo su un modello di bellezza che esiste solo sullo schermo. Nel frattempo B tenta disperatamente di fare di sé una copia di A, appropriandosi delle sue cose e delle sue abitudini, mentre A cerca un senso alla propria vita al di là della dipendenza dal ragazzo. Si rilassa solo spiando la famiglia dall’altra parte della strada, che tuttavia un giorno scompare misteriosamente: padre, madre e figlia salgono in macchina camuffati da fantasmi e se ne vanno, lasciando sulla porta del garage una sinistra scritta.

Black Coffee è un progetto editoriale dedicato alla letteratura nordamericana contemporanea.Il suo obiettivo è dare risalto ad autori esordienti recuperando al contempo opere inedite o ingiustamente dimenticate, con particolare attenzione alle realtà indipendenti più coraggiose, alle voci femminili e alla forma del racconto. Prima di diventare una casa editrice, Black Coffee è stata ospitata come collana nel catalogo di Edizioni Clichy che ora vanta il capolavoro postmoderno “L’amante di Wittgenstein” di David Markson. Oggi propone opere di fiction e literary non fiction lasciandole dialogare fluidamente, senza ricorrere a una suddivisione in generi. Il programma editoriale, integrato da una selezione di articoli tratti da note riviste letterarie americane e proposti in esclusiva su questo sito, è inteso come un percorso da cui far scaturire una visione corale su tematiche di varia natura. Il desiderio è che questo approccio restituisca un ritratto sincero del panorama letterario nordamericano meno conosciuto.Compagni di vita e di lavoro, Sara Reggiani e Leonardo Taiuti si incontrano tra le scrivanie di una redazione editoriale. L’amore per la traduzione e la passione per il viaggio rappresentano la spinta decisiva nella scelta di esercitare una libera professione e, nel corso degli anni, recarsi negli Stati Uniti per cercare nuovi autori da proporre agli editori italiani.Combinando il lavoro di traduzione a una capillare opera di ricerca intorno alle realtà indipendenti più vivaci, Sara e Leonardo affinano il gusto per le voci più originali e provocatorie, non sempre capaci di incontrare i favori delle case editrici nostrane. Convinti di poter dare il loro contributo nella diffusione della letteratura americana meno conosciuta, gettano le basi del progetto Black Coffee.

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Il viaggio che ci ha fatto fare Marta Ciccolari Micaldi è continuato con l’ultima opera pubblicata in casa Black Coffee e uscita solo il 7 di dicembre: “L’ospite d’onore” di Joy Williams.

Clicca sulla foto per accedere al sito della casa editrice.
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Poco nota in Italia, Joy Williams è universalmente riconosciuta come una delle maestre del racconto americano insieme a scrittori come Raymond Carver, John Cheever, Grace Paley e Ann Beattie. “L’ospite d’onore” riunisce gran parte dei racconti, alcuni apparsi in precedenti raccolte, altri inediti, composti dall’autrice nell’arco di quasi cinquant’anni. Le sue storie ruotano tutte intorno a un momento di trasformazione, che spesso ha luogo al di fuori della pagina scritta e di cui intravediamo solo un barlume: il mistero ribolle in superficie, per un istante, e poi torna a inabissarsi. Il mondo di Joy Williams è pervaso di un orrore esistenziale, che tuttavia trova redenzione in lampi di feroce umorismo. Che siano ambientate nei paesaggi riarsi del sud-ovest, in una piccola isola al largo delle coste del New England o del Massachusetts, o ancora, in un’auto malconcia che sfreccia su un’interstatale polverosa, le sue storie mettono a nudo l’inadeguatezza umana dinanzi al cambiamento e alla perdita. Leggerle è come affacciarsi sull’orlo di un precipizio: spaventoso e al contempo illuminante.

Clicca sulla foto per accedere al sito della casa editrice.
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Ci sono storie di cui le persone non parlano, storie che per essere raccontate richiedono coraggio e costringono chi sa ascoltarle a rimettere in discussione la propria realtà. Storie come quelle che Amy Fusselman narra in questo libro a metà fra il memoir e il diario. “Il medico della nave e 8” sono brevi riflessioni sul rapporto con due uomini che, in modi opposti, hanno influenzato irrimediabilmente la sua vita: il padre appena scomparso e quello che lei chiama «il mio pedofilo». Intrecciando astratto e quotidiano l’autrice affronta temi quali la maternità, l’abuso sessuale, la morte e il perdono con l’agilità e l’esuberanza di una bambina che gioca. Ne scaturisce una concezione del mondo come luogo strano e speciale, in cui spazio e tempo sono ancora concetti fluidi e misteriosi. Attraverso la scrittura Amy Fusselman rivive momenti dolorosi del suo passato nel tentativo di superarli, regalandoci una meditazione piena di amore e speranza su cosa significhi scendere a patti con un’esperienza traumatica. E voltare pagina.
Dopo il successo del suo romanzo di esordio, “Last Days of California”, Mary Miller torna con una raccolta di racconti che la riconferma come una delle voci più crude e taglienti della sua generazione di scrittori americani.

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Ammantato dal fascino proprio del Sud degli Stati Uniti, “Happy Hour” è un susseguirsi di storie di donne, figure tormentate quanto realistiche, in lotta contro se stesse. Donne che bevono, che dipendono dal sesso; donne che prendono decisioni sbagliate accompagnandosi a uomini che le amano troppo o troppo poco; donne che sono la causa della propria rovina. Su uno sfondo di scialbi distributori di benzina, piscine pubbliche, drive-thru e bettole, ciascun personaggio si trascina dietro il proprio fardello nella ferma convinzione di meritare di meglio. Queste donne cercano comprensione nei luoghi più improbabili: nella casa dei genitori adottivi, dove l’amore è vissuto come indice di debolezza, in un campeggio per roulotte dimenticato da Dio, negli angoli di una casa da sogno acquistata col denaro ottenuto da un brutto divorzio. Sono consapevoli dei loro errori e della necessità di un cambiamento, eppure non reagiscono, forse bloccate dalla paura, o dalla semplice pigrizia. Osservando il delicato tessuto della vita quotidiana delle sue protagoniste, Miller ci narra l’amore degli incompresi, la ricerca di conforto nelle cattive abitudini di cui non si riesce a fare a meno e i dettagli quotidiani di rapporti destinati a finire. Con l’onestà che contraddistingue la sua scrittura, Mary Miller firma ancora una volta un lucido e struggente ritratto della femminilità oggi.

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Bonnie Nadzam, autrice del controverso romanzo “Lamb”, torna con l’inquietante e spietato ritratto di una comunità rurale sull’orlo del collasso e dei suoi abitanti, combattuti fra il desiderio di inseguire i propri sogni e un irragionevole bisogno di restare dove sono. A metà fra ghost story e resoconto realistico di un amore, “Lions” è ambientato nell’omonima cittadina degli altopiani del Colorado, un luogo ormai quasi del tutto disabitato e ammantato di leggenda. Concepita per diventare una gloriosa città nell’Ovest in via di sviluppo, Lions non è riuscita a trasformarsi nella realtà sognata dai suoi fondatori. Lo zuccherificio è fallito e le uniche attività commerciali ancora in piedi sono un piccolo bar, un diner che conta sui viaggiatori provenienti dalla vicina statale e un’officina di lavorazione del metallo che sopravvive a stento. I cittadini di Lions conducono vite semplici, tormentate dai fantasmi – dei loro antenati, delle loro ambizioni e speranze, di un futuro incerto – e, quando un misterioso viandante giunge in città, la sua sinistra presenza spinge molti ad andarsene definitivamente. Fra i pochi abitanti rimasti ci sono Leigh e Gordon, una coppia di diciassettenni che sogna di andare al college. Gordon, tuttavia, perde il padre all’improvviso e non riesce a liberarsi del dolore e del senso di responsabilità verso l’insolita eredità ricevuta dal genitore. Si trova quindi a dover scegliere se partire o trattenersi a Lions per rilevare la gestione dell’officina, rinunciando così alle proprie aspirazioni. Lions è una storia di autoconsapevolezza, di ambizione, una riflessione sull’ossessione americana per l’autorealizzazione e sulla responsabilità, e sulle storie che quotidianamente ci raccontiamo per convincerci che la vita valga la pena di essere vissuta.

Tutti titoli spendibilissimi, questi della casa editrice Black Coffee, per fare dei regali di Natale. Del resto, se a Natale dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri, e libri di Qualità e ricordate sempre che va a acquistato in una Libreria indipendente e da un Libraio scatenato. E proprio per favorire acquisti intelligenti vi fornisco la mia personbalissima Top Ten del Libraio Scatenato. Una lista per gli acquisti di fine anno, per permettere a amici e lettori speciali di orientarsi tra le belle scritture e le belle storie. Non se ne abbiano a male scrittori e case editrici che non sono stati inclusi in questa lista, ma si sa, noi scatenati le cose le facciamo col cuore e la schiettezza e dieci posizioni son dieci posizioni e non potevamo fare diversamente.

N. B. Chiunque legga questo zaino è tenuto a seguire almeno un consiglio, ed è obbligato a comprare, regalare e leggere almeno uno di questi titoli, altrimenti si preannuncia un 2018 di Merda. Purtroppo il momento Maledizione non lo controllo io, volontariamente. Ehi, ragazzi, avanti, vi ho avvisato.Quello coglie e basta !

N.1 “Mio padre la Rivoluzione” di Davide Orecchio.

N.2 “Nelle Terre di nessuno” di Chris Offutt.

N.3 “American Dust” di Richard Brautigan .

N.4 “L’ ospite d’onore” di Joy Williams.

N.5 “Paradisi minori” di Megan Mayhew Bergman.

N.6 “Canzone d’amore da un tempo difficile” di Ronald M. Schernikau.

N.7 “Il Passato” di Alan Pauls.

N.8 “Vita e morte delle aragoste” di Nicola H. Cosentino

N.9 “Picnic sul ghiaccio” di Andrei Kurkov

N.10 “Nonnitudine” di Fulvio Ervas

Restano fuori dalla Top Ten perchè in questo 2017 li ho amati così tanto visceralmente da aver perduto ogni oggettivo giudizio: “Ho sposato mia nonna” di Tito Pioli e “Grande Era Onirica” di Marta Zura-Puntaroni.

Premio rivelazione ex aequo per Sandro Campani con “Il giro del miele” (alla prima lettura mi aveva lasciato indifferente e chiedo venia. Riletto in novembre, ne ho scoperto la sua grandezza) e Michele Cocchi con “La casa dei bambini” (scrive dannatamente bene il Cocchi!).

Premio specialissimo a Flavia Piccinni (che ha curato l’edizione) e alla casa editrice Edizioni di Atlantide perchè ci vuole davvero Coraggio, tanto Coraggio a pubblicare “Il Mondo. Scritti 1920-1965” di Irene Brin.

Post Scriptum: Va da sè che Tutti questi Libri saranno ampiamente consigliati dal Libraio Scatenato per tutto il 2018.

Vi lascio, adesso, con la Filastrocca dei Librai Scatenati

Un chilo di libri. Quant’è?
Da noi non si vendono a chilo
E allora come li vendete?
I libri si vendono a filo
A filo di seta dei libri amati
A filo di spada dei libri ardenti
Perché qui da noi, dai Librai Scatenati
Ci sono lettori, non solo clienti

Un metro di libri. Quant’è?
Se ne prendo sei, pago tre?
Dipende da quanti ne vuoi
Dipende da quali nel cuore son tuoi
E come si sa? E come si vede?
È semplice, si entra e si chiede
I Librai Incatenati ti fanno lo sconto
I Librai Scatenati ti fanno il racconto

Bruno Tognolini, Rime raminghe, Salani

Nello Zaino di Antonello: Librai Scatenati e Racconti Di Natale