Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce
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Libro dei fulmini di Matteo Trevisani, ATLANTIDE

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Il Libro dei fulmini di Matteo Trevisani è un romanzo intenso ed originale, un inno d’amore alla città di Roma, un tributo alla bellezza e al mistero della città eterna.

Attingendo al mondo della magia e del mistero, delle antiche tradizioni pagane, delle leggende, l’autore fa del protagonista, che altri non è che se stesso, un eroe moderno ma dall’anima antica che si muove, come un gatto, fra le rovine della capitale. Matteo è un ragazzo appassionato e studioso, che si trova coinvolto di punto in bianco, in un incredibile viaggio che è al tempo stesso fisico e spirituale, costellato di rituali ancestrali, antichi manoscritti, pietre misteriose e incontri sorprendenti.

Non mancano riferimenti al Bardo Tibetano, a Gurdjieff e alle antiche scritture.

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Quello di Matteo Trevisani è un romanzo che tocca profondamente l’anima, che accompagna il lettore attraverso mondi inesplorati. Come un novello Dante, anche Trevisani mette in scena un aldilà popolato e vivido, legato a doppio filo alla vita terrena.

Come nel Bardo di Saunders, anche qui, i personaggi che popolano la vita ultraterrena, hanno legami forti con i viventi e paiono influenzarsi a vicenda, moltiplicando in qualche modo lo spazio-tempo del romanzo e dando vita ad una coralità che pare abbattere i confini della materia e che trascende i limiti fisici.

Non mancano spiriti rimasti intrappolati, antenati morti improvvisamente e in circostanze tragiche, che vengono liberati attraverso rituali dal sapore jodorowskiano.

Un lavoro notevole, una voce nuova ma dal sapore antico.

La prosa è eccellente, asciutta ed evocativa, densa di lirismo, elegante e misurata.

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Il romanzo si presta a diversi livelli di lettura, dalla più superficiale  a quella più profonda, la prima è chiaramente quella legata alla trama, in cui la magia funge da volano per gli eventi, ma a mano a mano che il protagonista scende dentro se stesso, il lettore può accorgersi di un immenso mare che ribolle sotto la superficie.

Quella di Matteo è la storia di un ritorno ma anche di una ricerca, un pò come avviene in tutti i romanzi di formazione che si rispettino.

Grande risalto viene dato al potere del fulmine e alla sua potentissima energia, che altro non è che la metafora del talento personale. La domanda che rimane nell’aria però è: quante morti bisognerà morire per imparare finalmente ad usarlo?

Un libro che consiglio assolutamente, specie agli amanti del mistero e dell’esoterismo.

La Recensora della Domenica: Libro dei fulmini