di Francesca Maccani

Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce
Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABIGAIL di Magda Szabò (traduzione dall’ungherese di Vera Ghena, Anfora edizioni)

22407682_10210750751630438_501603655_n

“sono sempre i particolari a essere i più emozionanti in una grande opera letteraria; per favore, non dimenticate di prestare molta attenzione ai particolari”

Niente di più vero. Questo meraviglioso romanzo è un’opera di altissimo livello letterario, nella quale, anche il minimo particolare assume un’importanza decisiva nello sviluppo degli eventi.

22414548_10210750723589737_968450944_n

Il periodo è quello della Seconda guerra mondiale e la protagonista è Gina, una ragazza quindicenne dell’alta società di Budapest. Il padre è un Generale dell’esercito che, per proteggerla, la iscrive in un severissimo collegio calvinista in periferia. Il Matula.

Il carattere ribelle di Gina le crea non pochi grattacapi e qui, la ragazzina, viene spesso castigata e punita.

Su di lei però veglia la misteriosa Abigail, una statua marmorea, collocata nel giardino della scuola, che secondo una leggenda, pare avere misteriosi poteri magici.

Questo romanzo mi ha letteralmente incantata, sia per la qualità stilistica che per le vicende narrate.

È un’opera che riporta indietro nel tempo, che ricorda i romanzi classici, di formazione, quelli con cui la mia generazione è cresciuta. Ho amato moltissimo ciascuno dei personaggi di questa vicenda, in paricolar modo Mici Horn, una facoltosa ex matulina che, rimasta vedova, dedica tutta se stessa alle allieve del collegio che, per anni, è stato, anche per lei, casa.

22426015_10210750721709690_1180532024_o

Magda Szabò, ha questo particolare talento: sa descrivere le figure femminili protagoniste dei suoi romanzi, in modo indimenticabile. Come non pensare alla vecchia Emerec, protagonista dello straordinario capolavoro “La porta”, il primo romanzo che ho letto di questa autrice straordinaria.

Abigail è, a mio dire, un libro splendido, commovente, intenso e, a tratti stupefacente.

Ha un ritmo coinvolgente, un intreccio magistrale, una prosa pulita e incisiva, raffinata e sempre equilibrata.

Rappresenta uno spaccato vivido di un’epoca e di una tradizione, che alterna grande disciplina e severità all’amore per la cultura, l’arte, la musica e la bellezza, che permeano la società ungherese di quegli anni.

Inevitabile per me il paragone con Fleur Jaeggy e il suo “I beati anni del castigo”, ambientato in un collegio femminile in Svizzera, un perfetto romanzo sulla cattività delle rampolle benestanti provenienti da tutta Europa, pervaso da un lirismo e da una vena malinconica così perfettamente in armonia da renderlo un vero capolavoro.

Così come non temo di definire capolavoro “Abigail”.  Questo libro lo consiglio a chi ama le storie di un tempo, la bella scrittura tradizionale, elegante e dal sapore antico. Un lavoro che respira in tutto e per tutto l’aria di altri tempi ma che non manca di ricordarci che le emozioni, quelle più autentiche, in fondo rimangono le stesse, anche a distanza di un secolo.

La Recensora della Domenica: ABIGAIL