Elisa Occhipinti Gelsomino. blogger di Odor di gelsomino
Elisa Occhipinti Gelsomino.
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BIANCO

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Se penso al bianco, la mia mente corre subito alla cosiddetta “collana bianca” Einaudi. La Collezione di poesia – con la magnifica copertina di Bruno Munari, rimasta invariata dagli anni Sessanta, che dà un assaggio di una poesia della raccolta –, ospita nel suo nutritissimo catalogo sia classici che voci nuove.

Amo moltissimo La voce a te dovuta (trad. Emma Scoles) di Pedro Salinas e È quel che è (trad. Andrea Casalegno) di Erich Fried, due sillogi che sanno come raccontare l´amore. Tra quelle pubblicate in anni più recenti, segnalo in particolare le raccolte di tre italiani: Cento poesie d´amore a Ladyhawke di Michele Mari, Bestia di gioia di Mariangela Gualteri e La bambina pugile ovvero la precisione dell´amore di Chandra Livia Candiani.

 

BORDEAUX

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Caldo, elegante e rassicurante, il bordeaux tinge lo sfondo del quadro nella copertina di Carlotta a Weimar (trad. Lavinia Mazzucchetti, Mondadori) di Thomas Mann. Considerata opera minore del Maestro di Lubecca, talmente minore da essere fuori catalogo in cartaceo nella traduzione italiana, è la storia – romanzata, ma molto ben documentata – del viaggio a Weimar della Carlotta del Werther e del suo incontro, dopo quarant´anni, con un Goethe ormai anziano.

Un´altra chicca per gli appassionati: La gioia maiuscola di essere scrittori (cur. Lavinia Mazzucchetti, Il Saggiatore), epistolario che raccoglie le lettere di Mann a estimatori, editori e intellettuali italiani e alla sua storica traduttrice Lavinia Mazzucchetti. Se invece ancora non conoscete Mann, non potete non iniziare dal suo esordio I Buddenbrook (trad. Silvia Bortoli, Mondadori), saga familiare di ispirazione autobiografica ambientata a Lubecca nel XIX secolo, che gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1929.

 

ORO

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Le copertine delle vecchie edizioni BUR dei romanzi di Oriana Fallaci erano dorate, ma a ben pensarci anche il significato del suo nome rimanda al metallo prezioso.

Quando si parla di lei si accendono invariabilmente gli animi, e l´impressione è che ci si dimentichi – o si voglia dimenticare, per via delle sue prese di posizione post 11 settembre – che grande donna, giornalista e narratrice sia stata. Per me, è e sempre sarà soprattutto l´autrice di quel meraviglioso e lacerante inno alla libertà che è Un uomo: la storia di Alekos Panagulis, rivoluzionario e poeta greco, raccontata proprio da lei, la donna che tanto lo ha amato.

Un uomo è stato il primo libro che ho sentito il bisogno viscerale di “vivere”: di sottolineare, di annotare, di macchiare con le mie lacrime. Il secondo è stato Insciallah, mattoncino di oltre ottocento pagine ambientato durante la guerra in Libano, forse il suo capolavoro.

I Tre Colori di Odor di Gelsomino

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