Dieci Buoni Motivi

di Livio Romano

foto di Sara De Carlo
foto di Sara De Carlo

per NON leggere “Per troppa luce”

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  1. Perché, al contrario di tantissima narrativa sciatta, ordinaria, feriale, paratattica, “Per troppa luce” adotta una lingua colta, contaminata, ricca.
  2. Perché è raccontato un erotismo spesso scabroso, al limite del pornografico.
  3. Perché fa intristire sulle sorti di questa nostra Italia eterna, corrotta e alla deriva.
  4. Perché i due protagonisti si lasciano.
  5. Perché le maschere grottesche e comiche che entrano in scena in questa commedia son davvero tante, e occorre concentrazione per non perdere il filo.
  6. Perché si parla anche di migranti, devastazioni ambientali, reati contro la Pubblica Amministrazione: davvero poco “leggero”, tutto ciò.
  7. Perché potreste riconoscervi in uno di quei giovani plurilaureati che preferiscono uno stipendiuccio sicuro piuttosto che partire via da casa di mamma.
  8. Perché potrete imbattervi spesso in considerazioni teologiche, e se non amate l’argomento, pur narrato con stile faceto, potreste annoiarvi.
  9. Perché, sul finale, potreste seriamente commuovervi.
  10. Perché il romanzo è pieno di donne molto toste nonché avvenenti e ad alto rischio di eccitabilità dei rappresentanti del sesso maschile, e di senso di inadeguatezza per le rappresentanti il sesso femminile.
Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Per troppa luce”
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