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– Mamma, mi spieghi perché Giusi esclama “PUZZOLE” a ogni occasione? – domanda con un pizzico di saccenteria Nuccia, di 11 anni, sempre pronta a fare da giudice severo ai comportamenti della sorella di 9.

Tanneke Wigersma
Tanneke Wigersma

La sera prima, io e Giusi, alternandoci nella lettura per un paio di giorni, abbiamo terminato di leggere “L’uovo per la contessa” (Sinnos) di Tanneke Wigersma , con disegni curiosi e sbarazzini, dai colori vivaci di Linde Faas. L’esclamazione bizzarra della capricciosa e maleducata contessina, che non chiede per favore a nessuno, ma anzi tratta di malagrazia la cameriera Clara e il timido cuoco Oreste, ha divertito moltissimo la bimba, che ha deciso di impadronirsene e la ripete, con un sorriso sornione, a torto e a ragione.

Linde Faas
Linde Faas

La storia ha un tono scanzonato e divertente, che ben si presta a una lettura serale per deliziarsi dopo una giornata intensa tra scuola, compiti e attività. La traduzione dal nederlandese di Laura Pignatti tiene bene il ritmo e la sonorità della prosa. Il font Leggimi ha reso, inoltre, la lettura di Giusi più spedita e meno faticosa. Tutti questi elementi, uniti al pregio della carta, ai colori del lettering, e alla simpatia urticante della protagonista ci hanno conquistate.

Grandi risate hanno accompagnato alcune scene del libro, in cui la contessina fa i dispetti alla servitù, ma alla fine Giusi confessa che il personaggio più simpatico è Clara, ricordando l’episodio in cui finge di cantare per non far sentire alla contessina il trillo che proviene dal cellulare. Quello che ha amato di più è Oreste, con la dedizione alla contessina e il rossore che accompagna ogni momento che il cuoco divide con lei. È incredula Giusi nelle prime pagine, quando il cuoco scompare misteriosamente senza dire nulla, ma non avrà per caso lasciato un biglietto? Proprio lui che sembrava così  affezionato. Oppure è innamorato, spiega la bambina, e allora perché è andato via? La risposta è molto golosa, ma non la sveliamo per non rovinare la sorpresa.

come-cucinare-luovo-alla-coqueQuante ne combinerà la contessa per avere il suo uovo mattutino, che deve essere un uovo cotto a puntino. Non troppo duro, non troppo mollo, con un pizzico di sale. Si recherà in un ristorante stellato e poi al supermercato, finirà persino in prigione, ma l’uovo di Oreste rimane insuperato e insuperabile.

Quello che attrae del libro è la leggiadria della storia, il puro divertimento senza secondi fini, o reconditi obiettivi educativi. Certo la contessina è una screanzata e non si comporta bene, e di questo pagherà pena, ma poi glossa Giusi: – Alla fine  la pronuncia quella famosa espressione, che le risultava così ostica: per favore!

Accompagnandola però con uno dei suoi appellativi grotteschi e caricaturali.

Più che sembrare una morale, il “per favore” è una dichiarazione d’amore. La contessina in fin dei conti è un essere libero e genuino, che vive la propria diversità con ironia e spavalderia, e quel pizzico di follia che non può mancare nella vita di ognuno, soprattutto quando serve a rincorrere i propri desideri e bisogni. Chissà quale profonda, struggente a suo modo, e malinconica necessità si nasconde nella voglia matta e ingorda di uovo che la contessina dimostra, e cosa si cela nell’esigenza rigida che sia cotto a dovere, senza compromessi. Però che delizia, quando finalmente dopo tante disavventure, la contessina torna a gustare il suo uovo cotto a puntino. Non troppo duro. Non troppo mollo. E con un pizzico di sale.luovo-per-la-contessa_-web

Sazie e satolle di risa e risate, io e Giusi non possiamo augurarci che la vita sia proprio come l’uovo della contessa, e che sia sempre una delizia assaporarla. Perché alla fine “L’uovo per la contessa” è un inno gioioso alla vita e alla ricerca di ottenere ciò che ci piace.

Puzzole! Te lo avevo detto che era innamorato! – conclude Giusi – però anche la contessina….

L’uovo per la contessa
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