di Salvatore D’Alessio

Libreria Ubik Foggia, curatore di Leggo Quindi Sono

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Che lo amiate o lo odiate, l’autunno è ufficialmente tornato. Le città sono tornate a riempirsi, le campanelle di scuola hanno ripreso a suonare, passiamo il tempo davanti l’armadio a riflettere sugli strati da mettere, ci bagnamo con le prime pioggie e ci riabituiamo a restare imbottigliati nel traffico.

Se anche voi, come l’ottanta per cento della popolazione italiana, soffrite del mal d’autunno, non perdetevi d’animo e andate ora in libreria, consolatevi!

Scoprirete che sotto l’ombra dei primi best seller della stagione, ci sono tantissime novità degli editori indipendenti tra cui scegliere, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Nelle puntate precedenti ho già suggerito tre imperdibili: “Istanbul Istanbul”, di Burhan Sonmez, nottetempo/ “L’amore come le meduse” di Roberto Delogu, Hacca/ “La vedova Van Gogh”, di Camilo Sanchez, marcos y marcos.

Oggi alla lista, ne aggiungiamo altri sette, perchè il primo libro d’autunno, quello da iniziare sotto il piumone, va scelto bene.

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Bao Publishing, una delle più grandi case editrici di grafica e fumetti, apre la stagione col botto con “Il suono del mondo a memoria” di Giacomo Bevilacqua. Un autore che molti conoscono già per la fortunata serie di “A panda piace” e per il suo lavoro sul personaggio di Dylan Dog.

La nuova graphic novel di Bevilacqua si stacca completamente dai lavori precedenti. Una storia sorprendente quella di Sam, che va a vivere a Manhattan con un programma insolito, non parlare assolutamente con nessuno per due mesi interi, un esperimento che poi finirà raccontato in un articolo.

Una storia che restituisce la luce di New York e che parla dritta al cuore, una perfetta sintonia di colori, sensazioni e parole, è impossibile non innamorarsi di questa racconto ed è inevitabile che una volta chiuso se ne inizi a parlare con tutti.

 

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E/O, oltre ai due titoli forti di Elena Ferrante e di Fabio Bartolomei, apre la stagione con “Le cento vite di Nemesio”, di Marco Rossari.

Un romanzo che indaga sul segreto della felicità, una storia di paternità originale e toccante, un padre e un figlio con lo stesso nome, diversi e con un rapporto complicato.

Per smarcarsi dall’eredità paterna, il secondo Nemesio si farà chiamare Nemo, nessuno, un padre importante, con una vita intensa può complicare la vita, specie se ha combattuto due guerre, se è stato un partigiano, ma anche un artista, ed un uomo che ha vissuto le avanguardie, e che ha amato fortissimo girando il mondo.

Alle porte del 2000, per i 100 anni dell’artista viene inaugurata una retrospettiva sulle sue opere. Il maestro è in ospedale e richiama il suo omonimo figlio al suo letto. Lì, Nemo scopre le cento vite di suo padre, rocambolesche ed eterne, in una settimana rivivrà con altri occhi un intero secolo e farà pace col suo nome, con la sua origine.

 

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Iperborea torna in libreria, dopo la pausa estiva, con uno dei suoi autori di punta, Kader Abdolah, uno dei più importanti scrittori iraniani, è stato perseguitato dal regime dello scià e da quello di Khoemeini, in Olanda ha trovato la riparo e vive e scrive da lì, da quasi trent’anni.

Con “Un pappagallo volò sull’Ijssel”, Abdolah ci porta sul fiume Ijsell, ci accompagna in quattro paesini dell’Olanda che negli anni 80 accolsero le prime migrazioni mediorientali. Un viaggio agli albori dell’accoglienza europea nei decenni scorsi. Ci racconta di vite integrate, serene, in una comunità diversa da quella d’origine, ci racconta le infinite opportunità degli incontri, sul clima di pace che si può trovare anche senza radici comuni.

Poi però a sconquassare tutto arriva l’unidici settembre e l’omicidio di Theo Van Gogh, e tutti gli equilibri saltano. Arriva la paura e tutto crolla, al posto della tolleranza arrivano i radicalismi contrapposti. Un romanzo quanto mai attuale, forte e poetico, con una voce narrante molto inusuale, un pappagallo di una misteriosa guaritrice, che trasporta il clima delle fiabe persiane, al centro dell’Europa.

 

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Minimum Fax apre l’anno con un esordio importante, con la prima traduzione di Sara Taylor (curata da Nicola Manuppelli), una voce intrigante e selvaggia che è già stata paragonata a Flannery O’Connor.

“Tutto il nostro sangue”, un romanzo dal titolo evocativo che dice già molto del clima gotico in cui siamo catapultati.

In un arcipelago della Virginia assistiamo alle esistenze di due famiglie in un arco di tempo che val 1855 al 2143.

Tante le protagoniste, tutte donne con storie forti e complicate, sorelle, superstiti di famiglie disfunzionali, in fuga da genitori alcolizzati, da amanti crudeli e fidanzati violenti. Una fitta rete di relazioni tumultuose si intrecciano nei rami di un lungo albero genealogico, un’esperienza di lettura distopica e struggente.

 

 

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Anche Nutrimenti ci regala una storia bellissima, una voce femminile potente e importante, “Lezione di anatomia” di Marta Sanz, una delle più grandi scrittrici spagnole contemporanee, con un’idea politica e civile della letteratura che va oltre la semplice narrazione ha conquistato tantissimi premi internazionali.

Queste romanzo è un racconto autobiografico che è molto più di un semplice romanzo di formazione. Tre macro capitoli, le stagioni della sua vita, in cui tutto si lega ed emerge il racconto di una donna straordinariamente forte, che si arricchisce di tutto quello che possono darle le amiche, i libri e le esperienze intime e personali.

Un libro che non ha paura di raccontare senza filtri il corpo di una donna, le sue scelte, la sua autodeterminazione ed il piacere.

Con una scrittrura precisa, netta e senza pudore, Marta Sanz si mette a nudo e lega la sua storia e quella del suo paese, ci racconta delle donne spagnole che sono state capaci di affermarsi e di smarcare la cultura maschilista del regime franchista.

 

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SUR parte alla grande, con due super titoli nelle collane che l’hanno resa famosa.

Nei Big Sur troviamo Ali Smith, “L’una e l’altra”, un particolarissimo romanzo a specchio, due lunghe novelle si intrecciano e si scambiano facendo perdere le certezze delle narrazioni usuali.

Un racconto fuori dal tempo, fuori dai generi. Da un lato una ragazza del quattrocento a Ferrara che si finge uomo per affermarsi come pittore, l’alter ego di Francesco del Cossa, dall’altra la storia di Georgia, detta George, una sedicenne, orfana, che affronta la morte della madre, attivista politica suggestionata dagli affreschi dell’artista della prima storia.

Un romanzo fuori dalle categorie, che va oltre i canoni del romanzo storico e del giallo. Una riflessione sull’identità di genere e sulla nostra capacità di guardare il mondo, le cose che abbiamo intorno e quelle che abbiamo dentro.

Perché scegliere tra passato e presente, tra maschio e femmina, quando si può essere tutte le cose che vogliamo?

 

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Nella collana classica dei celeberrimi libri cartonati arcobaleno non potete perdere “Risposta multipla” di Alejandro Zambra, una delle più importanti voci della narrativa latinoamericana contemporanea. Un libro-esperimento, dichiarato già dalla copertina: “fiction, non fiction, entrambe, nessuna delle due”.

Forse mai, prima d’ora ci era stato possibile leggere un romanzo che è un test a risposta multipla, ideato sulla falsa riga delle prove d’ingresso all’università in Cile. Ma a parte l’impostazione “tecnica”, è un libro estremamente umano, una riflessione sulle relazioni, sulla memoria, sulla società delle omissioni, sul silenzio.

Una storia che si interroga sui legami e sul nostro modo di vivere, sula nostra educazione e sul nostro modo di adattarci all’ambiente che ci cirdonda.

La costruzione “quizzesca” ci rende registi della storia, lasciandoci liberi di viverla ed interpretarla a modo nostro.

#Piccoligiàgrandi: le primizie autunnali da non perdere!
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