Ha la consistenza magica e leggera della neve, la capacità di cambiare i contorni della realtà, di trasformare cose e persone, di rendere la normalità qualcosa di speciale: “Se tu fossi neve” di Eleonora Sottili (Giunti).

Zadie ha dodici anni, un progetto importante: eguagliare la spedizione al Polo Sud di Amundsen, Scott e Shackleton. Alla sua impresa si prepara con tenace determinazione.

Anche Jason ha un progetto ambizioso: ritrovare La Ragazza Col Cappello da Fantino, intravista un freddo sabato alla Grand Central Station di New York, in una performance di Charlie Todd: duecentosette agenti sottocopertura si congelano sul posto nello stesso momento.

La ragazza però si era già spostata, non stava più di fronte alla biglietteria, e a quel punto scoppiò l’applauso e tutti ripresero a muoversi veloci, come di solito facevano nel primo pomeriggio alla Grand Central Station, e Jason la perse di vista.

Come ritrovarla nella Grande Mela? Semplicemente esaurendo tutte le persone di New York. Dare a ciascuno un appuntamento preciso, di solito agli angoli delle strade della città. Disegnare tutti, ma proprio tutti gli abitanti finché non si imbatta di nuovo nella Ragazza Col Cappello Da Fantino.

Come i fiocchi di neve, d’altronde, la vita non è una danza sincronizzata, apparentemente senza criterio, ma in realtà con una sua precisa ragion d’essere? Gli eventi della vita, anche quelli che ci sorprendono con maggiore forza, come rimanere incinta e non avere la certezza di quale dei due gemelli sia il padre del bambino, sembrano poi nascondere una meta, un traguardo, un fine. A volte, un lieto fine.

Zadie, Jason, La Ragazza Col Cappello da Fantino alla luce delle spade laser di Guerre Stellari intrecciano le loro storie, mentre su New York imperversa la Tempesta Perfetta. È un ritrovarsi e uno smarrirsi. Ma soprattutto un riconoscere la forza dei propri desideri e la forza potente di ritrovarsi insieme ad indicare col dito la luna, in uno stesso preciso momento.

Trovarsi a Central Park di notte, immobilizzarsi per un po’, pensare ad altro per i primi sei minuti, e poi al settimo indicare col dito la Luna Blu, particolarmente adatta agli incantesimi potenti, e guardando la luna esprimere tutti insieme nello stesso istante un desiderio.

Eleonora Sottili con una scrittura piacevole e vellutata riesce a tenere il passo, a piroettare con i suoi personaggi, a disegnare ghirigori con i loro sentimenti, a volteggiare lieve sulle loro vite. Come la neve, appunto. Come se fosse neve.  

Se tu fossi neve
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