La fisarmonica di Mendel

“Mi piace di più quando Mendel è in America, perché lì ha una famiglia”.

Con la genuina icasticità dei bambini, Giuseppina entra con semplicità nel pieno della storia, ricca di nostalgia e malinconia, di La fisarmonica di Mendeldi Heidi Smith Hyde, con le illustrazioni di Johanna Van Der Sterre (Giuntina, 2013).

Mendel vive in un piccolo paese polacco, Melnitz, dove non c’è nulla di speciale. Neppure la sua fisarmonica è speciale, nonostante suoni della musica bellissima. Quando Mendel lascia il suo paese, perché la vita è diventata troppo dura, porta con sé solo lo strumento. Ogni volta che lo suona, sia sulla nave che lo porta in America sia nella nuova casa che lì ha potuto avere per sé e la sua famiglia, è come se ritornasse a Melnitz. Il tempo passa e la musica di Mendel non viene più ascoltata, sopraffatta dal jazz e poi dallo swing e infine dal rock-and-roll, finché molti anni dopo, Samuel…

Un racconto dolce e raffinato che parla di emigrazione e appartenenza, ma anche di integrazione sulle note della musica klezmer. La traduzione di Shulim Vogelman conserva la dolcezza dei toni e una patina di malinconia, che è l’idea che mi sono fatta di tale musica pur non conoscendola. Dolcezza e malinconia che sono caratteristiche anche delle illustrazioni, dai colori pastello, dai tratti semplici e descrittivi.

Io e Giuseppina ci siamo lasciate cullare dalla magia delle parole e delle immagini che ci hanno trasportate nel mondo dei nonni per me, dei bisnonni per la mia piccola.

Occasione, come talvolta capita con i libri, per raccontare a Giuseppina che anche io possiedo una fisarmonica, seppure suonata durante l’adolescenza con poco successo. Anche per me l’idea di imparare a suonarla aveva il sapore dell’appartenenza. Mio nonno materno la suonava negli incontri familiari. Per mia madre, che non ha conosciuto il padre perché morto in un incidente sul lavoro quando lei aveva pochi mesi, è sempre stato il segno di un’appartenenza, personale e di sangue, come per Mendel, per il quale rappresenta il mondo in cui è nato e cresciuto.

Leggere questa storia dai toni leggeri e melodiosi è stato come prendere per mano mia figlia e condurla nella stanza dei ricordi familiari. Una piccola magia sulle note della musica klezmer che pure non abbiamo mai ascoltato.

Suonavano ai matrimoni, alle feste e alle fiere.

Suonavano musica allegra. Suonavano musica triste.

La gente rideva. La gente piangeva. Il villaggio era animato dalla musica dei klezmorim.

La fisarmonica di Mendel
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