Penelope Poirot e l’ora blu

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I gialli di Becky Sharp, pubblicati da Marcos y Marcos, in cui campeggia la figura di Penepole Poirot e nascosta dalla sua ombra, la mite Velma Hamilton, non si leggono nella smania di svelare il colpevole e scoprire l’assassino. Bisogna lasciarsi contagiare dall’atmosfera, che la scrittrice riesce sempre a rendere così impalpabile e incisiva nello stesso tempo; godersi le reazioni e gli atteggiamenti di Penelope, sorridendo, senza farsene avvedere, perché la signora è molto permalosa; prendere le parti ora dell’uno ora dell’altro personaggio e infine parteggiare spudoratamente per Velma Hamilton, che rappresenta la parte più timida e discreta di ciascuno di noi.

Clicca sulla copertina per accedere alla scheda del libro sul sito della casa editrice Marcos y Marcos
Clicca sulla copertina per accedere alla scheda del libro sul sito della casa editrice Marcos y Marcos

In libreria il terzo romanzo della serie, “Penelope Poirot e l’ora blu”, e se Becky Sharp ha inteso scrivere una trilogia non lo vogliamo sapere, ma illuderci che ci sia ancora modo di incontrare le due donne in qualche paesaggio italiano così caro agli inglesi. Dopo essere state in una villa in Toscana con “Penelope Poirot fa la cosa giusta” (di cui ho chiacchierato con la scrittrice QUI); essere tornati a Portofino dove Penelope ha trascorso parte della sua giovinezza con “Penelope Poirot e il male inglese” (di cui vi ho parlato QUI), siamo giunti a Corterossa, il paese d’origine dei nonni di Velma, dove lei stessa ha trascorso le vacanze estive della sua infanzia. (altro…)

Parti con Goodbook.it

goodbook

Eccomi nuovamente ospite del blog del portale di Goodbook.it,  “La scimmia dell’inchiostro“.

Questa volta l’invito è di partire per una città, portando con sé i libri che potessero fare da guida al viaggio. Io ho azzardato con una città dalla bibliografia sterminata, ritagliando una mia interpretazione “femminile”: New York vista attraverso gli occhi, e le vicende esistenziali, di tre donne formidabili. 

Quali? Scopritelo leggendo il post! Per la foto ringrazio lo sguardo creativo di Federica Pergola.

Clicca sulla foto per accedere al post sul blog "La scimmia dell'inchiostro"
Clicca sulla foto per accedere al post sul blog “La scimmia dell’inchiostro”

Chiacchierando con… Emanuela Canepa e Claudia Grendene

padova

Immaginate tre donne che camminano accostate, prese e assorte nelle loro chiacchiere. Ogni tanto si fermano, osservano tutte e tre lo stesso particolare dell’architettura della città, mentre una delle tre continua a parlare. Si sorridono e riprendono la loro camminata nel colore caldo di una sera incipiente per le vie di Padova.

Siamo io, Emanuela Canepa e Claudia Grendene, e se avrete la pazienza e il desiderio di seguirci tra le righe di questo post, scoprirete cosa ci stiamo raccontando.

Per la prima volta per me (mi dolgo se invece avrei dovuto già esserci stata), mi sono ritrovata a Padova tra le pagine di un romanzo (fatta eccezione per l’inizio di “La masseria dell’allodole” di Antonia Arslan), e vista la sorpresa di ritornarci dopo breve tempo per la lettura, casualmente ravvicinata, di due romanzi, mi è venuto in mente di fare una chiacchierata insieme con le due scrittrici, che mi hanno consentito nelle loro pagine di aggirarmi tra le strade della città veneta. (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Le ferite originali”

Dieci Buoni Motivi

di Eleonora C. Caruso

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per NON leggere “Le ferite originali

Le ferite originali

1. Non solo il protagonista sta con tre persone, ma queste persone sono una donna e due uomini. Perché non si decide?
2. Neanche l’autrice si decide: il linguaggio a volte è letterario e lirico, altre sboccato e crudo.
3. La storia è ambientata a Milano e, si sa, Milano non è interessante.
4. Si parla di disturbo bipolare, e questa cosa della malattia mentale è un po’ troppo di moda, ultimamente.
5. Gli amanti del protagonista hanno tutti nomi che cominciano per “Da” – Dante, Dafne, Davide – e la cosa non ha nessun significato dietro.
6. Il libro è stilisticamente molto diverso dal precedente dell’autrice, “Comunque vada non importa”, prova di una certa instabilità artistica.
7. Se nutrite solo sentimenti chiari, puliti, ben definiti, meglio lasciar stare queste insensatezze.
8. Magari non avete nessuna ferita originale. Non c’è nulla che non vada in voi, niente che non tentiate inutilmente, ma ostinatamente, di guarire.
9. Se per voi i libri sono evasione, se devono essere rassicuranti, prendetene un altro.
10. Nel tempo che occorre a finire un libro di 360 pagine, si finiscono quasi due da 200.

Nello Zaino di Antonello: Solidarietà, libri e liste belle

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

Solidarietà, libri e liste belle

Antonello e Alice Giovedì 5 luglio alle ore 19.00 i Diari di bordo hanno organizzato nel giardino del Ristorante Mentana 104 di Luca Farinotti la Presentazione dell’iniziativa solidale UN LIBRO SOSPESO PER LA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO.
Per tutta l’estate alla Libreria Diari di bordo sarà possibile Sospendere un libro per La Comunità di Sant’Egidio. La nostra iniziativa solidale quest’anno è tesa a creare una Biblioteca per la Comunità che compie 50 anni di attività.
Sant’Egidio è una Comunità nata nel 1968. Con gli anni è divenuta una rete di comunità che, in più di 70 paesi del mondo, con una particolare attenzione alle periferie e ai periferici, raccoglie uomini e donne di ogni età e condizione, uniti da un legame di fraternità nell’ascolto del Vangelo e nell’impegno volontario e gratuito per i poveri e per la pace. (altro…)

Librai in corso

Librai in corso

Tanti libri, di straordinario successo tra i lettori, e numerosi film sono ambientati in libreria a sancire l’importanza di uno spazio, in senso comunitario e culturale. I luoghi senza libreria sono luoghi dimenticati.

Ho vissuto la mia infanzia in un piccolo paese della provincia salernitana, senza libreria, ed è impossibile raccontarvi la gioia provata ogni volta che in altro luogo ne trovavo una. Questa “fame” di librerie mi è rimasta dentro, e ancora oggi le librerie sono la prima meta in qualunque posto visiti.

Non poteva quindi che incuriosirmi “Librai in corso”, titolo dall’ambiguità semantica molto affascinante e ricca di sottintesi, tanto da parlarne con i loro ideatori per farla conoscere anche a voi, che visitate il mio blog. E non potevo che partire dal titolo dell’iniziativa. Librai in corso: un titolo che è una vera definizione. Come nasce l’idea?

Cinque amici con esperienza pluriennale di libreria alle spalle hanno deciso di unirsi per trasmettere e condividere i fondamenti entusiasmanti e drammatici della professione libraria.

Siamo Beatrice Anelli, Salvatore Di Maio, Leonardo Errani, Giancarlo Piacci e Piero Rocchi. (altro…)

Federica consiglia: Una notte soltanto, Markovitch

di Federica Pergola

Federica Pergola, lettrice, con la rubrica “Le amiche consigliano”
Federica Pergola, lettrice, con la rubrica “Le amiche consigliano”

 

 

 

 

Profumo d’arancia

Foto di Federica Pergola
Foto di Federica Pergola

 Il volto di  Yaakov Markovitch era talmente privo di peculiarità da renderlo il più invisibile agli occhi degli altri. 

lo sguardo dei soldati inglesi scivolava su di lui come l’olio sulla pistola”.

 Proprio per questa banalità del suo aspetto il comandante della organizzazione dell’Irgun (il gruppo paramilitare sionista che operò in Palestina durante il mandato britannico, dal 1931 al 1948) gli aveva assegnato il compito di trafugare armi. E Yaakov aveva trafugato armi, più di qualsiasi altro membro dell’organizzazione. Ma anche gli occhi dei compagni scivolavano sopra di lui: nessuno gli rivolgeva la parola, aveva un solo amico: Zeev Feinberg. Completamente diverso da Markovitch – timido, insicuro, introverso e silenzioso – Zeev, fortemente caratterizzato da un maestoso (e non trascurabile) paio di baffi, è una forza della natura: un seduttore infaticabile, un affabulatore divertente, di cui tutti desiderano la compagnia e i consigli… (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Il grido”

Dieci Buoni Motivi

di Luciano Funetta 

funetta

per NON leggere “Il grido”

Il grido

1. Perché se è una profezia che cerchi qui non la troverai.
2. Se i postriboli ti sono sgraditi, stai alla larga.
3. Questa non è una novella astemia.
4. Questa è un novella realista.
5. Piena di lacune e di crepe.
6. Distopie nemmeno l’ombra, quindi non farti illusioni.
7. C’è un’indovina, qui dentro, che forse è anche una scrittrice di fantascienza e, naturalmente, una ciarlatana.
8. Quando andrai in bagno – al bagno dell’università, dell’ufficio, della stazione – ricorda che la protagonista di questo libro lo ha già pulito o lo pulirà.
9. Qui non si fa la morale a niente.
10. Ghfzzzhjhhhh…