Federica consiglia: Nessuno è come qualcun altro

di Federica Pergola

Federica

 

 

 

Nessuno è come qualcun altro

Foto di Federica Pergola
Foto di Federica Pergola

Pluripremiata protagonista del racconto breve, Amy Hempel insegna scrittura creativa a Princeton e Harvard. Arguti, spiritosi, spigolosi e graffianti, i racconti della Hempel rimandano al titolo di una di queste quindici brevi storie riunite in questa raccolta: Chicane. Che in lingua inglese significa: ”curva a esse”, come ben sanno i corridori e gli appassionati di Formula Uno. Ma anche: ”inganno”.

Perché sono storie tenere e crudeli insieme; piene di rivelazioni inaspettate; narrate con uno stile singolare, sempre in bilico tra il dolore della solitudine e l’affondo (amaro) nell’autocompatimento o nell’impossibilità di perdonare – e perdonarsi.

Figure alla deriva, donne ancorate a un passato (spesso neanche strettamente personale), incapaci di superare un dolore, un tradimento, un errore. (altro…)

Nello Zaino di Antonello: #LaListadellaSpesa detta anche #LaListadellAttesa

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo"
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

#LaListadellaSpesa detta anche #LaListadellAttesa.

Zaino 7 aprile

Abbiamo lavorato fino all’11 marzo, convinti che una libreria fosse come una farmacia, fondamentale. Però poi ci siamo dovuti fermare, anche perché la situazione è diventata davvero complicata e difficile da gestire, e, proprio per questa ragione, abbiamo preso la decisione di non fare più neanche spedizioni e consegne. Non ci sembrava il caso di mettere a repentaglio le nostre vite o quelle degli altri, anche dei corrieri ad esempio, che devono viaggiare per motivazioni davvero valide. Aspettare tre, quattro settimane per il bene di tutti, per il bene del Paese, ci è sembrata la cosa più ovvia da fare. Sarà complicato ripartire e ripensare la nostra libreria, anche perché è un punto di aggregazione, un punto in cui le persone si incontrano, si toccano, si abbracciano, in una dimensione molto familiare. Ricomporre il tutto dopo una tragedia che ha devastato il paese e ha allontanato l’idea dello stare insieme, non sarà affatto facile. Ma siamo comunque fiduciosi nei libri e nei lettori e abbiamo già tante idee e progetti per il futuro. Tante idee come appunto #LaListadellaSpesa detta anche #LaListadellAttesa che ci siamo inventati in questi giorni crudeli. Abbiamo chiesto ai nostri lettori di farci una lista dei libri che vogliono acquistare e possibilmente di preacquistarli per darci respiri, respiri profondi e poter far fronte alle emergenze primarie. (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Fratelli”

Dieci buoni motivi

di Simone Marcuzzi

per NON leggere “Fratelli

Fratelli Marcuzzi

1.In copertina sono ritratti due uomini di spalle: hanno sicuramente qualcosa da nascondere;

2. è il quarto romanzo di un autore che non conoscete: se costui non ce l’ha fatta con i primi tre, non merita un altro tentativo;

3. il titolo è “Fratelli” e parla esattamente di questo, una coppia di fratelli: più banale di così non si può;

4. in esergo ha una citazione di Marylinne Robinson: ecco qua, un altro autore italiano che vuo’ fa’ l’americano;

5. la storia ha al centro due fratelli maschi e tenta di raccontare il loro complesso rapporto in modo tenero, limpido, crudo. Peccato che a entrare in libreria siano soprattutto le donne;

6. parla di persone che faticosamente si definiscono e si costruiscono delle certezze, per poi metterle in dubbio e provare a definirsi un’altra volta: troppa confusione;

7. parla (anche) di musica ascoltata con il walkman, con il lettore cd, con l’iPod, insomma è un libro fuori tempo massimo;

8. il libro parla delle piccole cose della vita, e di come a volte queste diventino nel tempo le grandi cose della vita: potreste addirittura commuovervi;

9. il libro pone molte domande e non dà quasi alcuna risposta;

10. dopo averlo letto mia madre mi ha detto: “È molto malinconico, sì… un po’ come te”.

Chiacchierando con… Gennaro Serio

Macao2

Facciamo finta di averla fatta dal vivo? Allora a Macao, aspettando il traghetto per Hong Kong  al tramonto, Graham Greene ci guarda in tralice dall’imbarcadero.

Sì, la tradizione del Chiacchierando vuole che sia l’ospite a indicare un luogo ideale dove si sarebbe potuto svolgere il confronto che vi accingete a leggere. Gennaro Serio avvolge il lettore di questa chiacchierata sin dall’inizio su uno sfondo che riecheggia perfettamente l’atmosfera del suo esordio nella narrativa. Vi rassicuro, nel frattempo, che sono viva e vegeta e dunque a me l’autore non ha riservato lo stesso trattamento che in “Notturno di Gibilterra” investe il povero intervistatore di Vila-Matas.

Notturno di GibilterraGennaro Serio esordisce nella narrativa con un romanzo strabiliante e originalissimo che è un genuflettersi al genere giallo e nello stesso tempo mandarlo a gambe all’aria sovvertendo giocosamente e ironicamente tutte le regole e il ritmo.

Difficile dare una traccia della trama che si ramifica, biforca, prende vie traverse e salite ripide, mescolando persino detective vittime e colpevoli tra di loro in un intrigo surrealista, divertente e letterariamente intrigante.

Prima di conoscere Gennaro Serio scrittore, che ha entusiasmato la giuria del premio Calvino e poi la redazione di L’Orma che lo pubblica, vorrei conoscere Gennaro lettore: cosa leggi? Sei un lettore di gialli: accanito, entusiasta o tiepido? (altro…)

Lo Scaffale di Andrea: L’unica notte che abbiamo

di Andrea Cabassi

FOTO DI GRUPPO CON SIGNORE E STORIE DI FAMIGLIA

Andrea Cabassi ai Diari di Bordo con il libro che recensisce questo mese.
Andrea Cabassi ai Diari di Bordo con il libro che recensisce questo mese.

Recensione al libro di Paolo Miorandi

“L’unica notte che abbiamo” (Exòrma)

E’ un piacere recensire un libro di un collega. Un collega che lavora come psicoterapeuta in Trentino, attività che ho svolto anch’io, per anni, nei Servizi Sanitari della mia città. Il piacere è raddoppiato se il libro da recensire ha una scrittura di alto profilo, elegante, sontuosa. Con “L’unica notte che abbiamo” (Exòrma 2020) Paolo Miorandi ci ha regalato un libro notevole. E non è certo il primo. Basti pensare allo straordinario “ Verso il bianco” (Exòrma 2019),  memoir, saggio, romanzo su Robert Walser. Ed  è ancora di più un piacere recensire un libro che tratta di argomenti che suscitano in me una profonda risonanza emotiva; argomenti che ho affrontato sia nella mia esperienza psicoterapeutica, sia in quella di scrittura. Miorandi ci parla di una storia familiare che dipana la sua aggrovigliata matassa grazie all’acuto sguardo dato a foto ritrovate in cassetti e cassapanche. Ci parla di una storia familiare dove ha grande importanza anche il ritrovamento di documenti, pagine di un diario destinato ad essere bruciato, lettere ingiallite dal tempo e a malapena leggibili. Tutti elementi con cui si possono imbastire – come dice l’anziana signora, una delle protagoniste del romanzo – vere e proprie ricerche storiche. Foto, documenti, lettere compongono quelli che, da qualche parte, ho chiamato archivi disseminati della famiglia. A cui aggiungerei altri impalpabili elementi: lacune nella storia familiare da ricostruire, atmosfere particolari, non detti, segreti di famiglia che, se non svelati, possono portare all’insorgenza di sintomi e disturbi psichici anche gravi, come hanno dimostrato alcuni psicoanalisti francesi tra cui Serge Tisseron. (altro…)

Nello Zaino di Antonello: Una Primavera che tarda ad arrivare

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo"
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

Una Primavera che tarda ad arrivare

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E’ arrivata la Primavera, quella climatica. Ufficialmente con l’equinozio è terminato l’inverno più caldo e anomalo di sempre. Una Primavera vissuta in un silenzio irreale, interrotto solo dal suono di ambulanze. Una primavera vissuta tra morti di famigliari di amici cari, di picchi che non arrivano, di reclusioni e solitudini. Solitudini di primavera. Giorni di solitudini a primavera, carichi solo di apprensione per un’epidemia che ha letteralmente paralizzato un intero paese. Il tempo bello non pare voler frenare l’emergenza e dare tregua ai lutti di questa assurda tragedia. Anche riempire queste serate di silenzi e solitudini diventa faticoso. Non è semplice neanche trovare il libro giusto che per una manciata di ore possa sincerare i pensieri più neri e scacciare via questa angoscia che non passa e non passa. Questo spazio che la cara Giuditta Casale, qualche anno fa, mi ha concesso come un dono prezioso nel momento più nero della mia esistenza è sempre stato un porto sicuro con quella sua scialuppa di salvataggio a cui far riferimento per trovare un attimo di pace. Bene, in queste giornate, in cui la primavera vera tarda ad arrivare, continuerò a suggerire titoli di libri capaci di svagare i pensieri. Libri che possono essere d’aiuto nelle serate più lunghe per dimenticarsi, almeno per un po’, di essere precipitati in questa imprevista e imprevedibile bolla.
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Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Nero d’inverno”

Dieci Buoni Motivi

di Matteo Cavezzali

per NON leggere “Nero d’inverno”

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1. Potrebbe compromettere le tue certezze. Quindi renderti più dubbiosi, meno sicuri di aver capito le cose che accadono oggi, come ieri.

2. Potresti scoprire che “Italiani brava gente” è un luogo comune.

3. Potresti scoprire che un italiano fece saltare in aria Wall Street obbligando per la prima volta nella storia a chiudere la borsa e fermando gli interi Stati Uniti.

4. Potresti dubitare della legittimità dell’esistenza degli Stati Nazione e della sentenza scritta nei tribunali: “La legge è uguale per tutti”.

5. Potresti trovare a dare ragione a chi ti da torto.

6. Potresti trovarti a darti torto da sola/o.

7. Potresti innamorarti della persona sbagliata.

8. Potresti svegliarti di notte mentre sogni di dare fuoco a una banca.

9. La notte seguente potresti svegliarti dopo aver sognato di godere nell’arrestare uno che ha dato fuoco a una banca.

10. Potresti guardare negli occhi la persona che odi di più e scoprire di avere qualcosa in comune con lui.

Federica consiglia: New Grub Street

di Federica Pergola

Federica

 

 

 

New Grub Street

Foto di Federica Pergola
Foto di Federica Pergola

Che grande regalo la pubblicazione di New Grub Street da parte della Fazi! Chi, come me, non conosceva George Gissing, ha davvero molti motivi per essere riconoscente.

Uno dei maggiori autori dell’ultimo periodo vittoriano, Gissing era nato a Wakefield nel 1857. Di lui (come apprendiamo dalla quarta di copertina) Giuseppe Tomasi di Lampedusa disse: «Scrisse molto, non ho letto tutto, e ho avuto torto». (altro…)