Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Gli altri”

Dieci Buoni Motivi

di Aisha Cerami

Aisha Cerami

per NON leggere “Gli altri

Gli altri Rizzoli

1.Perché in fondo a voi de Gli Altri, che ve frega?

2. Perché potreste ritrovarvi tra le pagine e non piacervi affatto.

3. Perché è pieno di dialoghi, allora meglio un bel film.

4. Perché sì, ci stanno due scene di sesso, ma non si vede nulla.

5. Perché se vi fanno schifo i topi, lasciate perdere.

6. Perché ci scappano pure dei morti, che già la vita è grama.

7. Perché se amate le regole ci sta che non amate me.

8. Perché il condomino, dopo Ballard, è meglio lasciarlo stare.

9. Perché ‘sta Cerami è figlia di, quindi ciao.

10. Perché se avete dei dolori sopiti, meglio non risvegliarli.

 

I Tre Colori di Simona Scravaglieri

Simona Scravaglieri, blogger di "Letture sconclusionate"
Simona Scravaglieri, blogger di “Letture sconclusionate”

Io sono una di quelle che il freddo, quando arriva, lo festeggiano. Non è solo legato al fatto che il caldo non lo amo particolarmente ma proprio alle stagioni e ai loro colori predominanti. Per me l’arrivo dell’autunno è blu come il cielo nelle giornate limpide, è rosso come il fuoco del camino che accendo per salutare i primi freddi e nero come il tè che mi piace bere con un bel libro in mano. Ringrazio Giuditta e Valentina de “La biblioteca di Babele” per avermi coinvolta in questa interessante rubrica. (altro…)

Nello Zaino di Antonello: PERSONE

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

PERSONE

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Ecco che arriva la pioggia: A&A in uno scatto di Emiliano Zampella

Martedì 5 novembre ai Diari abbiamo presentato in una serata stracolma di gente il libro “Bisognava provarci. Parma e la malattia mentale: dal manicomio ai servizi territoriali” un volume di Progetto Itaca Parma. Durante la serata molto appassionate ed apprezzate sono state le letture di due grandi amici della libreria come Resi Alberici e Raffaele Rinaldi che hanno dato voce a pazienti e medici.
Il libro è un’appassionante ricerca storico-antropologica, firmata da Valerio Cervetti, Ilaria Gandolfi e Paola Gennari ed edita da Grafiche Step, sul ruolo altamente originale e innovativo svolto dalla città emiliana nel movimento che a livello nazionale ha portato alla legge 180/1978 e alla nascita dei servizi territoriali per la salute mentale. (altro…)

Leggo Quindi (Ci) Sono

Quinta edizione Leggo Quindi Sono

Ho sempre detto: – è come se fossi con voi!

Quest’anno invece ci sarò: il 13 novembre presso il Teatro Umberto Giordano di Foggia, mi godrò la proclamazione del vincitore della quarta edizione di “Le giovani parole” e quella della Cinquina per la quinta edizione di Leggo Quindi Sono, una delle più entusiasmanti manifestazioni legati ai libri e alla lettura. Più di cinquecento giovani che leggono, si incontrano e incontrano gli autori dei titoli selezionati.

Una Festa giovane e dirompente in cui imparare a essere INDIpendenti.

Grazie come sempre ai librai di UbikFoggia per avermi invitata a esserci: Leggo Quindi (Ci) Sono.

Per saperne di più QUI il sito di Leggo Quindi Sono e… che vinca il migliore!

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Dieci Buoni Motivi per NON leggere “L’attimo prima”

Dieci Buoni Motivi

di Francesco Musolino

Francesco Musolino

per NON leggere “L’attimo prima”

Musolino

 

1.Leggere un libro? Ancora con i libri?! Non siamo mica nel Medioevo e non ho tempo di leggere un libro: ma non c’è una app che se lo legge e lo riassume in un tweet? Quando faranno l’audiolibro?! Non lo posso comprimere, sminuzzare e poi inalare sotto forma di profumo?

2. Perché dovrei leggere un “romanzo di formazione”? Formazione a cosa, alla vita? Istruzioni per l’uso?!

3. Ho letto che “L’attimo prima” è un’educazione affettiva. E non ho capito cosa significa.

4. Nota bene: in questo romanzo non si nasconde il fatto che ci sia la vita e la morte, la notte e la luce, il dolore e il sorriso. E non sempre le cose vanno come speriamo e non sempre i sogni si avverano come nelle commedie hollywoodiane.

5. Ci sono molte donne in questo libro. Donne forti che hanno una marcia in più e che forse hanno capito qualcosa in più della vita. Se sei maschilista, non dovresti proprio leggerlo.

6. “L’attimo prima” non ha risposte per i suoi lettori. Piuttosto pone delle domande, si interroga, prova a capire il senso delle cose. Se sei quel tipo di persona che pensa di avere sempre la soluzione e che non ha mai il minimo dubbio sulle cose, forse non dovresti leggerlo.

7. Sì, si parla di cibo. E l’autore non è Carlo Cracco, perciò forse è meglio evitare.

8. E sì, lo ammetto, si parla di filosofia orientale e degli iChing. No, non è un romanzo new-age ma prova a cercare un punto di vista diverso dalle nostre certezze sul tempo e sul modo di leggere la vita. Ti ripeto, forse non fa per te.

9. E ci sono animali. C’è un cane che si chiama Gogol’. Un acquario. E si parla per metafore. Ma l’autore non è Fedro.

10. E non dovresti proprio leggerlo perché si parla di un’agenzia viaggi che propone viaggi molto particolari rivolti ad un pubblico speciale in cerca di novità. Ma se tu sei un lettore annoiato e abitudinario, cosa ti importa di un romanzo scritto da un 38enne siciliano al suo esordio che racconta de “L’attimo prima” in cui la vita perfetta che avevi sempre sognato, sfugge e ti lascia di sasso dinanzi alla vita?

Nello Zaino di Antonello: Passaggi

di Antonello Saiz

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

 

PASSAGGI

Antonello&Alice
I librai in uno scatto di Emiliano Zampella

E’ stato “Passaggi” il tema della XIII edizione de ” Il Rumore del Lutto”, progetto culturale di ricerca e di riflessione interamente sul tema del lutto, che si svolge a Parma in vari luoghi della città da tredici anni a questa parte. Gli ideatori e curatori della Rassegna sono Maria Angela Gelati, tanatologa, formatrice e giornalista e Marco Pipitone, dj, critico musicale e fotografo. La Rassegna ha l’ambizione di individuare un nuovo spazio, destinato alla Death Education, al dialogo e alla riflessione sulla vita e sulla morte, attraverso il colloquio interdisciplinare e trasversale fra differenti ambiti. I Diari hanno partecipato per il quarto anno di fila a questa Rassegna culturale, nata nel 2007, unica in Italia e in Europa con due Eventi di grande rilievo. (altro…)

Chiacchierando con… Aldo Simeone

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Un posto che ti avrei realmente proposto per incontrarci è il Parco del Valentino, di fronte al Po, nella caletta alle spalle del Castello.

per-chi-exx-la-notteQuesta è la proposta di Aldo Simeone, che ho invitato a chiacchierare del suo esordio narrativo: “Per chi è la notte” (Fazi). Un libro che mi ha coinvolta ed entusiasmata perché Aldo Simeone è riuscito in un compito arduo: raccontare la Resistenza in modo del tutto originale, pur ponendosi nel solco di Fenoglio e di Calvino. O almeno da lettrice di Fenoglio e Calvino è questa l’impressione che ho ricavato, ma chi ci seguirà fino alla fine della chiacchierata avrà una sorpresa sui rapporti tra Simeone e gli illustri antecedenti.

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Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Me non più”

Dieci Buoni Motivi

di Massimiliano Costa

Massimiliano costa

per NON leggere “Me non più”

Me non più

1.Per la copertina: che ci fa un cervello che vola tra i palazzi? Sono arrivati gli alieni?

2. Per l’ambientazione in ufficio: uno lavora tutto il giorno e di cosa deve leggere o ragionare la sera? Ufficio.

3. Per il protagonista, perché francamente a chi può interessare la vita di un consulente, uno yuppie dei giorni nostri?

4. Per gli yuppie: ma esistono ancora? Ma non erano tutti millennials? 

5. Per la lingua dei consulenti: ma davvero devono proprio usare tutte le volte “fittare”, “deliverare”, “weakness”, “top” e “cosare”? 

6. Per i flashback sulle angosce all’ultimo anno di superiori: tutto già sviscerato nel film Ovosodo.

7. Per i riferimenti a Bach e Escher: tutte queste scale, note, accordi fanno venire il mal di testa.

8. Per l’amore: possibile che non ci sia neanche un bacio in tutto il libro? 

9. Per la dedica: chi è poi Moritz Erhardt

10. Per la lunghezza: 110 pagine e neanche si capisce come finisce.