Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Gli Stonati”

Dieci Buoni Motivi

raccolti da Alessio Romano

ma scritti dagli autori dell’antologia e anche dagli editori delle NEO

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per NON leggere “Gli Stonati

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1. Perché non abbiamo più l’età per parlare di droghe: l’ultima volta che mi hanno offerto del fumo ho ripiegato sul Maalox. (Stefano Bonazzi, autore)

2. È scritto da drogati. (Melissa Panarello, autrice)

3 Non leggerlo se non ti sei mai fatto una canna. Potrebbe venirti voglia.(Angelo Biasella, editor NEO.)

4. Non dovete leggere il mio racconto (tutti gli altri sì) perché ci sono gli alieni. Che c’entrano gli alieni in un’antologia del genere? Se voglio leggere della fantascienza la leggo. Gli alieni. Bah. (Gianluca Morozzi, autore)

5. Non leggerlo perché è così che si inizia a drogarsi. (Alessandro Berselli, autore).

6. Perché le nonne potrebbero imparare che la marijuana si fuma e non si inietta. (Alberto Petrelli, autore)

7. Perché la copertina non va bene per farci i filtrini. (Marina Berarducci, Ufficio Stampa)

8. Non dovete leggere “Gli stonati” perché vi farebbe salire una certa, terribile, irrefrenabile fame. Chimica, si intende. (Francesca Bertuzzi, autrice).

9. Non leggete Gli Stonati perché il genere letterario del racconto è dannoso e dà assuefazione. Passare dal racconto al romanzo massimalista è un attimo. (Marco Drago, autore).

10. Perché l’Lsd è meglio. (Massimiliano Santarossa, autore)

La Recensora della Domenica: Restiamo così quando ve ne andate

di Francesca Maccani

Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce
Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Restiamo così quando ve ne andate” di Cristò Chiapparino
TERRAROSSA EDIZIONI

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Dalla fiera dell’editoria indipendente di Roma, Più libri più liberi, fra le varie novità editoriali, ho portato con me questo interessantissimo romanzo edito da Terrarossa Edizioni.
La copertina tiffany con questo oblò minimalista è, a mio dire, elegantissima e dall’aria finemente vintage.
Il romanzo, manco a dirlo, è davvero originale e ben orchestrato.

1Il protagonista Francesco è un musicista indolente, costretto a lavorare in un ipermercato per sbarcare il lunario. Ha un pessimo rapporto col suo direttore, amico di vecchia data di suo padre, e dipendente dello stesso esercizio, ora in pensione. Francesco trascina le sue giornate fra canne, digiuni, liti col suo capo e occasionali rapporti sessuali con Monica, che appare e scompare sempre con grande discrezione, consapevole di essere solamente un diversivo nella vita dell’amico musicista.
Monica è una violoncellista di talento ma Francesco fatica a rompere il suo muro di solitudine e preferisce rimanere libero da ogni legame affettivo. Col tempo però le cose sembrano cambiare a poco a poco. Il lettore si trova a fare il tifo per il tentativo di Francesco di uscire dal suo guscio.
Ma egli pare dominato da uno stato depressivo che vanifica ogni suo sforzo teso alla normalità.
I buoni propositi naufragano spesso sul suo divano. (altro…)

I Libri di Alice: Andanza

di Alice Pisu

Libraia e giornalista, al timone con Antonello Saiz dei Diari di bordo, libreria indipendente a Parma, con la rubrica "I libri di Alice"
Libraia e giornalista, al timone con Antonello Saiz dei Diari di bordo, libreria indipendente a Parma, con la rubrica “I libri di Alice”

 

 

 

 

 

 

 

 

Andanza, fine di un diario. Sarah Manguso

Edvard Munch, The dance of life 1899-1900
Edvard Munch, The dance of life 1899-1900

Una cassetta rotta nel registratore, l’ultima lettera di un amico, la foto di una madre di spalle, sono brandelli di immagini fissate su carta nell’illusione di non dimenticare istanti che non sono tempo, ma che il tempo contiene. Capire come abitare il tempo attraverso un diario, e cercare di farlo tendendo a un linguaggio che sia pura esperienza slegandolo dalla ricerca stilistica, è l’interrogativo che Sarah Manguso cerca di dipanare tra le pagine di Andanza (NNE, trad. Gioia Guerzoni), costruendo la fine di quanto scritto nell’arco di oltre venticinque anni, per smettere di pensare a ciò che le accadeva e a cosa farsene. (altro…)

Nello Zaino di Antonello: Un Libraio Scatenato tutto l’anno

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

Un Libraio Scatenato tutto l’anno

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Con questo Zaino riprendiamo il nostro appuntamento settimanale sul Blog di Giuditta Casale, con lo stesso spirito da scatenato di sempre. A muoverci è sempre l’idea di essere una libreria punto di riferimento e aggregazione ma anche uno spazio virtuale per fare buona divulgazione: insomma essere un luogo dove poter dare informazioni e nuove storie ma anche dialogare costantemente con la community della Rete. Accanto al negozio fisico, da sempre, ne abbiamo voluto associare un altro, grande quanto il mondo intero. E il Blog di Giuditta Legge, così seguito e apprezzato, si presta alla perfezione per questo nostro scopo.
Con il nuovo anno, il catalogo dei Diari si è arricchito di nuovi titoli e nuove case editrici e vogliamo partire proprio aggiornando sui nuovi arrivi in libreria, su nuovi Autori e Case Editrici che non avevamo in catalogo ma anche su riscoperte di vecchie edizioni di autori notevoli che ci piace segnalare.
Una casa editrice sono soprattutto i suoi libri e con il 2018 potrete trovare i titoli di Playground Libri e Fandango Libri. (altro…)

Chiacchierando con… Stefania Auci e Francesca Maccani

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Un luogo? Un’aula di una scuola elementare. Non primaria. ELEMENTARE, con il profumo di gomma da cancellare, di matite e di colla.

La precedente è la proposta di Stefania Auci, quando le chiedo un posto dove avremmo potuto incontrarci per discutere di “La cattiva scuola”, il pamphlet che ho letto con grande partecipazione, scritto insieme a Francesca Maccani e pubblicato per Tlon.

P1000175Francesca Maccani invece immagina la nostra chiacchierata all’orto botanico di Palermo sotto le fronde di un ficus secolare con un bel thè freddo con granita al limone in mano.

Poiché all’immaginazione non si possono imporre limiti, e l’invito è immaginario, a voi lascio la scelta di immaginarci tra i banchi o all’ombra, accomodandovi con noi per parlare di scuola, docenti, riforme e innovazioni, attraverso la prospettiva e l’ottica privilegiata di due docenti motivate, dalla penna felice e mente lucida.

Stefania Auci e Francesca Maccani non sono nuove sul blog. La prima per aver scritto Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Florence” (QUI) e la seconda perché collabora stabilmente con il blog, con una rubrica tutta sua in cui indossa i panni della “Recensora della domenica” (QUI).

Voci interessanti sulla scuola perché provengono dall’interno. Ma la scuola vissuta da loro è quella di periferie difficili, in cui l’insegnante deve avere una marcia in più per poter portare il peso del proprio ufficio. Raccontano la loro esperienza con accoramento e lucidità, in un equilibrio riuscito quanto difficile. Barcamenandosi tra mille difficoltà senza perdere il sorriso e la passione per quello che fanno.  (altro…)

Chiacchierando con… Tiziana D’Oppido

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Su una barca diretta al faro dell’isola di Skye, nelle Ebridi. Remiamo tutte e due, un remo a testa. Prese dalla chiacchierata, riusciremo mai ad arrivare a destinazione?

Clicca sull'immagine per accedere al sito della casa editrice.
Clicca sull’immagine per accedere al sito della casa editrice.

Ecco l’invito che mi rivolge Tiziana D’Oppido, quando le chiedo dove avremmo potuto incontrarci per chiacchierare del suo travolgente e scoppiettante esordio nella narrativa con il romanzo “Il narratore di verità” (LiberAria). Nella realtà io e Tiziana ci siamo incontrate spesso, durante le fasi organizzative del Women’s Fiction Festival di Matera, all’interno del quale abbiamo presentato insieme il suo romanzo a un pubblico attento e partecipe di aspiranti scrittrici e lettori comuni. E poi di nuovo ci siamo confrontate sui temi e gli sfavillanti personaggi del romanzo a Teggiano, mio paese di origine, il 29 dicembre, nella suggestiva cornice dell’ex refettorio del Convento della SS. Pietà: un gioiello di straordinaria bellezza.

Ma voi cosa aspettate a prendere un remo e a salire sulla nostra barca, che tanto mi ricorda il dantesco “vasel” in cui il sommo poeta sperava di trovarsi con gli amici Guido (Cavalcanti) e Lapo (Gianni)? Sia perché il romanzo di Tiziana D’Oppido è un vero “incantamento” in cui da buona incantatrice la scrittrice ci conduce secondo il suo voler, sia perché quella con Tiziana D’Oppido, attraverso l’entusiasmante esperienza del Women’s Fiction Festival, è stata un’immediata empatia di intenti e intenzioni, letterarie e non solo.

Tiziana D'Oppido

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Dieci Buoni Motivi per NON leggere “La donna che pensava di essere triste”

Dieci Buoni Motivi

di Marita Bartolazzi

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per NON leggere “La donna che pensava di essere triste

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  1. Non ci sono storie sentimentali: nessun marito, moglie, amante, fidanzato/a (nemmeno uno piccolo così…).
  2. Non ci sono morti, assassini, detective (ne’ buoni ne’ cattivi).
  3. E non ci sono nemmeno fruste (né frustati/e), manette di pelouche rosa o inquietanti abiti in latex corredati da stivali con tacchi a spillo.
  4. È un libro breve: del tutto inadatto per affrontare un viaggio in Transiberiana.
  5. Non ci sono storie strappalacrime di figli abbandonati, di bambini persi e poi ritrovati, contesi, rapiti e – men che meno – picchiati o sottoposti a sevizie.
  6. Non ci sono cattivi (e nemmeno buoni, almeno non del tutto).
  7. Mancano gli adolescenti inquieti, i nonni pieni di vita, i tradimenti, le corna, gli abbandoni, i dissesti finanziari.
  8. Non si parla di famiglie. Di nessun tipo
  9. Non si parla di potere, di denaro, di scalate al successo, di sfrenate ambizioni.
  10. Non si può fare un film da questo libro, né una telenovela, né una serie televisiva.