Chiacchierando con… Amélie Nothomb

Amélie Nothomb

Più che un luogo che faccia da scenario ideale alla chiacchierata, com’è tradizione e vezzo della rubrica, un oggetto si presterebbe meglio a essere emblema dell’ incontro, quanto gradito e desiderato!, con Amélie Nothomb, personaggio leggendario oltre che geniale scrittrice: una coppa di champagne.
Intervista Nothomb_per Giuditta_jpegjpg_Page1Ho le prove che quello che Amélie Nothomb racconta di sé non è una finzione, ma corrisponde a realtà. A corredo del post le foto dei fogli, su cui la scrittrice ha risposto alle mie domande con grafia elegante e misteriosa, nervosa e piena di svolazzi.

Una preziosa reliquia: così li definisce Daniela Di Sora, editore di Voland, che pubblica in Italia la scrittrice francofona. È lei che devo ringraziare per questa eccezionale opportunità di poter ospitare sul mio blog una delle scrittrici più amate e celebri del momento, così come a Chiara Manta, dell’ufficio stampa della casa editrice romana, devo gratitudine per essersi prestata a tradurre le mie domande e le risposte di Nothomb. (altro…)

Federica consiglia: Mare di papaveri

di Federica Pergola

Federica Pergola, lettrice, con la rubrica “Le amiche consigliano”
Federica Pergola, lettrice, con la rubrica “Le amiche consigliano”

 

 

 

 

A bordo della Ibis

Mare di papaveri

  Alla fine di un inverno in cui i papaveri tardano a spargere i loro petali, Deeti vede una nave in navigazione sull’Oceano. E’ certo un segno del destino, perché il suo villaggio dista più di 600 Km dalla costa e mai prima lei aveva visto (né mai avrebbe potuto vedere) una simile imbarcazione.

Comincia quindi con una visione Mare di papaveri, primo libro di una trilogia che Amitav Ghosh (considerato “uno dei più grandi scrittori indiani di lingua inglese”) ha dedicato alla nascita dell’India moderna. (altro…)

Dieci Buoni Motivi per NON leggere “Eravamo tutti vivi”

Dieci Buoni Motivi

di Claudia Grendene

Claudia Grendene

per NON leggere “Eravamo tutti vivi

Eravamo tutti vivi

1. Il romanzo è fortemente sconsigliato ai lettori che non amino le trame forti, le storie che si intrecciano e preferiscano, invece, i romanzi in cui succede poco o nulla.
2. Non leggano “Eravamo tutti vivi” coloro che non gradiscono la musica rock, la musica indipendente o le canzonette degli anni Sessanta, comprese l’Immensità di Don Backy e Il giorno di Jimmy Fontana.
3. Sconsiglio questa lettura a te, mio caro lettore, se non sei appassionato di narrativa realistica nelle cui storie sia molto facile identificarsi; assolutamente no, se ami l’Horror, lo Splatter, le storie di Vampiri metropolitani, il Chick Lit.
4. La lettura è pericolosamente controindicata per chi pensa che in Italia vada tutto bene e, da almeno un ventennio a questa parte, vada ancora meglio che in passato; infine, no, no, no a chi si senta di vivere nel migliore dei mondi possibili.
5. Non è questo un romanzo da consigliarsi a chi non ami i pirati, i bikers, gli studenti, gli amori clandestini, le gare di braccio di ferro, le interrogazioni di filosofia, Venezia di notte, le fughe romantiche, le liti furiose, le riappacificazioni e C’eravamo tanto amati.
6. Non leggerlo mai e poi mai se pensi che le donne siano una categoria debole o che si arrende facilmente al proprio destino.
7. Non fa al tuo caso se non sai cosa sia uno spritz: mi dispiace tanto.
8. Rimetti subito il romanzo sullo scaffale, finché sei in tempo, se sei un lettore paziente e ami le storie che procedano lentamente tramite ricche descrizioni e digressioni sontuose.
9. Non avventurarti in questa lettura se hai molte cose da fare nelle prossime ventiquattro ore perché pare sia difficile staccarsene.
10. Il romanzo ha spinto diverse persone a chiedersi “perché sono diventato quel che sono?”, di questi individui non si ha più traccia: pare che si siano avventurati a ripercorrere a ritroso la propria storia, perdendosi nel passato. Per loro si sta aprendo una sezione speciale di Chi l’ha visto? E speriamo in bene..

La Recensora della Domenica: Dimentica di respirare

di Francesca Maccani

Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.
Trentina di origine, vive a Palermo dal 2010. Ha pubblicato un libro di poesie, Fili d’erba, nel 2007 e il saggio “La cattiva scuola” scritto con Stefania Auci nel 2017. Gestisce una pagina Facebook: Francesca leggo veloce.

 

Autore Kareen De Martin Pinter

Titolo Dimentica di respirare

Editore Tunuè

Quando si stappa una bottiglia buona, corre l’obbligo di far ossigenare il vino per degustarlo al meglio, magari lo si fa pure decantare nell’apposita ampolla di vetro. Il romanzo della Pinter è esattamente l’equivalente di un rosso d’annata.

Solo che la decantazione inzia quando lo chiudi. (altro…)

I Libri di Alice: Fondi di caffè

di Alice Pisu

Libraia e giornalista, al timone con Antonello Saiz dei Diari di bordo, libreria indipendente a Parma, con la rubrica "I libri di Alice"
Libraia e giornalista, al timone con Antonello Saiz dei Diari di bordo, libreria indipendente a Parma, con la rubrica “I libri di Alice”

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondi di caffé. L’inganno della memoria nell’opera di Mario Benedetti

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Osservare le innumerevoli volte in cui un istante si ripete alle 3,10 riuscendo a non assomigliare mai a sé stesso può essere un esercizio di sopravvivenza all’insensatezza, presunta o reale, dell’esistenza. Mario Benedetti con Fondi di caffé (La nuova frontiera, trad. Elisa Tramontin), torna su quel dondolo di fronte alla sua casa di Montevideo, per osservarla quieto, come con la vita. E come in quegli ultimi anni fermati ne Il diritto all’allegria, srotola pensieri sotto forma di romanzo. La voce narrante è quella di un uomo che ripercorre le gioie e le sofferenze che hanno forgiato il suo animo e strutturato la sua coscienza sociale e politica perdendosi nei frammenti della memoria dei luoghi, e vestendo la nostalgia della forma della casa di Capurro, del campo da calcio del Lito, dei discorsi col padre in cucina, dei silenzi della madre, del canto triste della governante jugoslava sulle note di Viejo rincón in versione serbocroata, e dei discorsi sulla morte tra bambini su un albero di fico.

Mario Benedetti riavvolge le sorti di chi sperimenta la vita ricucendo i brandelli di ricordi che, come fondi di caffé, si sedimentano in una parte ignota di sé, in attesa di disvelarsi, ma solo a chi saprà leggerli. (altro…)

Maria consiglia: Follia maggiore

di Maria

Maria

 

 

 

 

 

Clicca sulla copertina per accedere al sito della casa editrice Sellerio.
Clicca sulla copertina per accedere al sito della casa editrice Sellerio.

Alessandro Robecchi è decisamente in ascesa nella mia personale scaletta di scrittori preferiti.

E migliora man mano che pubblica i suoi libri con Carlo Monterossi a protagonista, discreto e sornione.

In “Follia maggiore” (Sellerio), la storia, sempre ambientata a Milano,  racconta un’intricata vicenda di delitti e corruzione, di cui nulla si può anticipare e che resta soltanto da scoprire attraverso le pagine dense e avvolgenti del romanzo.

Ma al di là della ben congegnata trama, sono più che apprezzabili lo scavo psicologico dei protagonisti e il tema di fondo del rimpianto e dei ricordi di una vita, trattati con fine maestria.

Il vecchio è seduto su una poltrona del suo studio, la finestra aperta, guarda la pioggia che cade. Gli piace che non smetta, gli sembra che stia gareggiando per qualche tipo di record, piove da venti giorni, forse sarà così per sempre. Pensa a com’è possibile che la gente non capisca il peso insostenibile delle cose andate, la ferocia del fatto che non puoi più riaverle indietro, fanno finta di niente, vanno avanti, si abituano.”.

Non c’è leggerezza, non c’è allegria nei personaggi di Robecchi.

Con stile elegante e raffinato lo scrittore descrive – non senza ironia – un’umanità dolente che si aggira in una Milano priva di fascino anche se ricca e mondana, questa volta ancora più cupa per la pioggia incessante che sembra non voler finire mai.

“La casa è vuota. Carlo apre la porta finestra che da sulla terrazza e guarda la pioggia che viene giù fitta, implacabile, senza redenzione. Piove da quando si ricorda, da quando se n’è andata Maria, da quando ha provato tutti gli unguenti per ustioni, tutti i medicamenti per i tagli, i graffi, le punture di spillo, le fratture che si sente dentro.”.

Il clima è opprimente e l’indagine si dipana tra l’Italia e la Svizzera, tra flash-back e chilometri in autostrada, in un percorso di malinconico rimpianto, da un lato e voglia di cambiare, dall’altro, che culmina nel finale bello e inatteso.

Nello Zaino di Antonello: Sulla via Emilia

Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”
Libraio a Parma con Alice Pisu di “Libreria Diari di bordo”

 

 

 

 

 

 

Sulla via Emilia

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Bisogna essere molto coraggiosi in questo paese per aprire una libreria, e anche un po’ pazzi. Reduce dal Salone Internazionale del libro di Torino, dove ho avuto modo di parlare con librai che hanno chiuso come Morris o Virginia, devo constatare purtroppo che, negli ultimi anni, si può fare solo la conta delle librerie indipendenti che hanno cessato l’attività e, in compenso, si deve annotare che i punti vendita delle grandi catene continuano ad aumentare. Chiunque abbia messo piede in uno di questi ultimi sa bene la differenza e sa pure che, in questi megastore, i libri costituiscono ormai solo uno dei tanti prodotti in vendita. Noi dei diari, ci sentiamo arruolati, lungo la via Emilia, come dentro una battaglia per la Resistenza. Da qualche anno abbiamo deciso di fare opposizione a questa tendenza che vede le indipendenti chiudere e provato ad imporre un’inversione di marcia. Con le armi della creatività e del solo entusiasmo abbiamo iniziato a spenderci in mille operazioni diverse e attività collaterali, non solo per poter galleggiare, ma anche per dare proposte culturali sempre più valide. Non solo stiamo cercando, da quasi quattro anni, di dare spazio esclusivamente alla piccola e media editoria, ma puntiamo anche sulla ricerca di strade alternative e, rifuggendo dal marketing, proponiamo ogni mese una mostra di arte e fotografia che abbia attinenza con i nostri libri e stimolare il lettore con Eventi e proposte insolite, come lo sono del resto tutti i nostri titoli. Ci siamo affermati all’interno della città proprio per questo genere di eventi settimanali che ci caratterizzano per la formula innovativa. Libri e non solo lungo la via Emilia. (altro…)

SalTo18 dalla A alla Z

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Amici: il Salone, e le fiere e i festival in generale, restano l’occasione privilegiata per rivedere, conoscere, abbracciare vecchi e nuovi amici. Rendere tangibile e fisiognomico chi fino a quel momento, o per la maggior parte del tempo, è relegato a un’esistenza virtuale. È questo elemento che ha reso per me il Salone una festa, in un luogo d’elezione che è quello, seppur caotico e labirintico, di una smisurata concentrazione di libri.

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Baci e abbracci: non li posso contare e non li posso enumerare. Sono il sale del Salone, la ciliegina sulla torta, l’ingrediente che non può mancare.

Fabrizio Piazza (altro…)